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Post N° 641


essere bitUn giorno parlando con una specie di saggio-guru, comunque un uomo carismatico e interessante, lui mi faceva riflettere sulla mia "ricerca" di libertà convincendomi che la condizione di "non libertà" è congenita all'uomo in quanto non potremo mai essere liberi dal nostro corpo. Questa prigione che noi abitiamo è il principio e la fine della nostra libertà. Possiamo imbiancarla, trattarla bene, sporcarla e maltrattarla ma comunque è lì che dobbiamo vivere. E fino a qui mi sembra un bel discorso. Riflettevo poi sui muri portanti di questo nostro edificio-prigione e tra questi ci mettevo un nome e un cognome, con tutto quello che queste due parole contengono: faccia, altezza, padre, madre, pelle, gusto, occhi ecc. fino all'inesorabile giorno, mese e anno di nascita che ti colloca lì e di lì non puoi scappare. Fino a oggi tutto questi è stato quello che è stato, e lo sappiamo tutti, è stato il mondo, la storia. In fondo la storia del mondo è la storia dei suoi miliardi di miliardi di nomi e cognomi, di facce e numero di scarpe che si sono succeduti fino a qui. Ma oggi sta succedendo qualcosa e questo è grazie o "per colpa" (non è importante in questa sede stabilirlo) della Rete. La Rete può eliminare tutto questo, nella Rete ogni nome può essere uno pseudonimo, o addirittura il nome di un gruppo di venti persone che decidono di chiamarsi John Ballerino, nella Rete non c'è notte e non c'è giorno, non c'è alto e non c'è basso, non c'è corpo e non c'è calligrafia, c'è solo il bit che viaggia e che prende la forma che gli vogliamo dare. Che ne dite? Mi sembra, al di là di ogni giudizio, una cosa molto importante. Che fa riflettere.da Il Grande Boh!