Torno subito

Post N° 645


La linea d'ombraLa linea d'ombra, la nebbia che io vedo a me davanti...Per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo.Mi offrono un incarico di responsabilità:portare questa nave verso una rotta che nessuno sa.E' la mia età a mezz'aria, in questa condizione di stabilità precaria,ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto, mi giro e mi rigiro sul mio letto.Mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome.Il fondo del caffè confonde il dove e il come, e per la prima volta so cos'è la nostalgia, la commozione.Nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione.Per ogni strappo un porto, per ogni porto in testa una canzone.E' dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione.Senza preoccupazione, soltanto fare ciò che c'è da fare,e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare... Mi offrono un incarico di responsabilità.Mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante.Mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante.Il pensiero della responsabilità si è fatto grosso: è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato, saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto. Di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura:Cosa sarò? Dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio:lui giovane, io vecchio. Le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio:"La vita non è facile, ci vuole sacrificio. Un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione!" Arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione, e adesso è questo giorno di monsone, col vento che non ha una direzione.Guardando il cielo un senso di oppressione.Ma è la mia età, dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà......che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto...E attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera,dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera,ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare.Mi perdo nelle letture: i libri dello zen ed il vangelo, l'astrologia che mi racconta il cielo. Galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare, ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità.Non so cos'è il coraggio: se prendere e mollare tutto, se scegliere la fuga od affrontare questa realtà, difficile da interpretare ma bella da esplorare. Provare a immaginare: Cosa sarò, quando avrò attraversato il mare, portato questo carico importante a destinazione? Dove sarò, al riparo dal prossimo monsone? Mi offrono un incarico di responsabilità. Domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire. Getterò i bagagli in mare, studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte...E quando passerà il monsone dirò:"Levate l'ancora! Diritta! Avanti tutta!" Questa è la rotta.Questa è la direzione. Questa è la decisione. Gli equilibri sono fragili, e si spezzano con poco. Si infrangono già solo con uno sguardo. Vanno in mille pezzi come le sfere di vetro tanto amate dal piccolo Lo.A me, è bastato un giro in macchina alle due di notte, in compagnia di una persona che non aveva la minima intenzione di riportarmi a casa nonostante stessi morendo di sonno e di freddo.Poi, sono stata fino alle cinque di stamattina, sveglia nel letto, a ripensarci su.Avrei dovuto dire di no. Avrei dovuto dire che, essendo appena appena rientrata in casa, preferivo andare subito a dormire.Mi avrebbe uccisa di meno.Lei aveva solo bisogno di me, aveva solo bisogno di sfogarsi, bisogno di sentire dire: "Stai sbagliando, e lo sai."Ma a me il rapporto che sta nascendo fa una gran paura. Sarà per la coincidenza di nomi, sarà per l'altissimo investimento che richiede, non lo so...Ed ho anche paura di essere io per prima a ricercare in lei il rapporto perso con un'altra...Ma stanotte sarei voluta sparire dal mondo, pur di non essere lì, pur di non risentirmi come mille altre volte, con mille altre Persone, è già successo. Come in mille altri interminabili ore in macchina è già successo.Lo Sapevo, l'ho sempre saputo che lo stato di grazia degli ultimi tempi sarebbe finito, ormai ci sono abituata...ma non mi aspettavo questo. Non mi aspettavo qualcosa che colpisse Dentro.Ero pronta a qualche delusione, recriminazione, discussione, con chicchessia...Estote Parati, no? O Vigilanza Costante, per chi preferisce...Ma Dentro, giù in fondo, pensavo di essere al Sicuro.Pensavo che niente avrebbe scardinato la porta.E, invece, mi sono ritrovata con davanti agli occhi una bomba pronta ad esplodere.Ed io non sono fuggita, non me ne sono andata, non ho cercato di mettersi in salvo.Sono semplicemente rimasta Lì. Con gli occhi chiusi e i pugni stretti. Aspettando di saltare in aria, fin quando non è successo.-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Una carezza. Una carezza leggera, da un uomo che non ho più visto da due anni a questa parte. Da una delle persone che più ho stimato in vita mia.Con il cuore che fa una piccola capriola di felicità quando me ne viene preannunciata la presenza a cena.Con il cuore piange una, sola, silenziosa lacrima di malinconia.-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Per rispondere a Stellina, ad una domanda fra-me-e-lei, casomai ci fosse ancora qualche dubbio, la risposta a ciò che mi hai chiesto "giù da te", è NO.
"Son forte come la roccia,son delicato come il fiore che sboccia"