per meNon è facile, per me, dire una cosa proprio a te, che mi conosci bene come la tua pelle...: questa mattina, quando te sei uscita prima di me, sono rimasto a letto a guardar le stelle. Disteso dalla parte tua, con il tuo calore ancora lì,di terra di sogni che non so comprendere... Io trattenevo il respiro per sentire il silenzio di una stanza quando non ci sei... Abbracciavo il cuscino per cercare il profumo di una notte dai capelli tuoi…E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me…...per me...per me...per me...per me... Sei l’altra parte della luna, il fuoco che non si consuma, il tuono che precede il lampo, la cassaforte del mio tempo. E’ difficile, poi, ritrovarsi tra noi con addosso dieci anni insieme. L’abitudine, sai, è il peggiore dei guai: si diventa come due vecchi comici che non ridono più, che non inventano più, che sono li a rassicurare il pubblico. Io ti amo, e mi vergogno anche un po’: come un bambino io continuo a dirtelo. E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me....per me...per me...per me...per me... Fedele non sarò mai, ma non ti tradirò mai: sai che fedele io non sono a niente. Io non lo sono con me, io non lo sono con te, neanche con dio, nemmeno con la gente. Non ti amerò come vuoi perché non so dire noi, però lo sai che posso darti il sole. È solo insieme a te che io ho capito perché é così bella la parola amore. E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me....per me...per me...per me...per me...Tu sei la signora dell’olimpo, la pioggia che ravviva il campo, la madre che non mi somiglia, il battito delle mie ciglia. La notte dove addormentarmi, e l’ala dove ripararmi. Tu sei il pericolo costante. La mia miniera di diamante....per me...per me...per me...per me...qualche splendido giornoIl faro tagliava la notte, un filo d'acqua bagnava la strada. Camminavano insieme in direzione del ponte. Da un portone una tromba suonava. Lei guardava in basso le scarpe, tra cicche spente, giornali e lattine. Lui fischiava un vecchio blues e pensava ad una cosa qualunque da dire. "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..." Una vecchia indiana vestita di giallo li osservava seduta a un balcone. Lei sorrise appena e gettò una moneta al mendicante dal cappello marrone. Lui marcava i passi come Jimmy Dean, masticando una frase d'addio. "Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta, quando vedi che il racconto è finito". "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..." Il marciapiede era grigio e deserto, nella notte un lampione brillava. Lui la strinse forte al suo fianco, mentre lontano un cane abbaiava. "Era tutto scritto da sempre, sai. Era racchiuso nel mazzo di carte. Che la donna rossa si incontra col fante, ma alla fine il giro riparte". "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..."Lei gli disse: "Che il viaggio sia buono". Lui rispose soltanto: "Lo sarà".ritratto di signora in raso rosaNon scalerò montagne per te, e non attraverserò deserti, e ci sono anche poche possibilità che varchi gli oceani, a nuoto, solo per vederti. Non t'illuminerò una piazza, non scriverò il tuo nome nel cielo, non ti andrò a prendere nessuna stella. Non combatterò per te né draghi, né mulini a vento, né demoni dell'inferno. No, per te non farò niente di tutto questo. Per te mi venderò, per te farò il buffone, mi darò sempre torto, anche quando avrò ragione. Appenderò il violino a una stella che tu sai, perché soltanto tu, soltanto tu, lo suonerai. Sarò la tua signora vestita in raso rosa, antica come un quadro, bella, altera, un po' sdegnosa. Il passero che a sera danza sui ginocchi tuoi. Sarò l'eroe dei sogni che nessuno ha fatto mai. Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle, bottegai. Mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede e non sanguinano mai... ...per te...per te... ...per te...per te... ...per te...per te......per te...per te...Per te io mentirò giurando su mia madre, e laverò anche i vetri agli incroci delle strade. Mi toglierò le ali affittate a un baraccone, perché volar da soli è solamente un'illusione. Non mi confonderò mai più con questa compagnia di geni, sempre soli, sempre con il «coso» in mano, a dirsi «quanto siamo bravi, Dio, ma come siamo bravi...» e che da piccoli era meglio che giocassero al meccano... E' più difficile spostare l'esistenza un po' più giù del cielo e diventare un uomo, per te......forse non lo sai, ma pure questo è amore...
Post N° 680
per meNon è facile, per me, dire una cosa proprio a te, che mi conosci bene come la tua pelle...: questa mattina, quando te sei uscita prima di me, sono rimasto a letto a guardar le stelle. Disteso dalla parte tua, con il tuo calore ancora lì,di terra di sogni che non so comprendere... Io trattenevo il respiro per sentire il silenzio di una stanza quando non ci sei... Abbracciavo il cuscino per cercare il profumo di una notte dai capelli tuoi…E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me…...per me...per me...per me...per me... Sei l’altra parte della luna, il fuoco che non si consuma, il tuono che precede il lampo, la cassaforte del mio tempo. E’ difficile, poi, ritrovarsi tra noi con addosso dieci anni insieme. L’abitudine, sai, è il peggiore dei guai: si diventa come due vecchi comici che non ridono più, che non inventano più, che sono li a rassicurare il pubblico. Io ti amo, e mi vergogno anche un po’: come un bambino io continuo a dirtelo. E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me....per me...per me...per me...per me... Fedele non sarò mai, ma non ti tradirò mai: sai che fedele io non sono a niente. Io non lo sono con me, io non lo sono con te, neanche con dio, nemmeno con la gente. Non ti amerò come vuoi perché non so dire noi, però lo sai che posso darti il sole. È solo insieme a te che io ho capito perché é così bella la parola amore. E non ci riuscirò mai, mai, a dirti quanto bella sei, quanta vita mi dai, e quello che tu sei per me....per me...per me...per me...per me...Tu sei la signora dell’olimpo, la pioggia che ravviva il campo, la madre che non mi somiglia, il battito delle mie ciglia. La notte dove addormentarmi, e l’ala dove ripararmi. Tu sei il pericolo costante. La mia miniera di diamante....per me...per me...per me...per me...qualche splendido giornoIl faro tagliava la notte, un filo d'acqua bagnava la strada. Camminavano insieme in direzione del ponte. Da un portone una tromba suonava. Lei guardava in basso le scarpe, tra cicche spente, giornali e lattine. Lui fischiava un vecchio blues e pensava ad una cosa qualunque da dire. "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..." Una vecchia indiana vestita di giallo li osservava seduta a un balcone. Lei sorrise appena e gettò una moneta al mendicante dal cappello marrone. Lui marcava i passi come Jimmy Dean, masticando una frase d'addio. "Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta, quando vedi che il racconto è finito". "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..." Il marciapiede era grigio e deserto, nella notte un lampione brillava. Lui la strinse forte al suo fianco, mentre lontano un cane abbaiava. "Era tutto scritto da sempre, sai. Era racchiuso nel mazzo di carte. Che la donna rossa si incontra col fante, ma alla fine il giro riparte". "Ma non piangere per me, non piangere per me, perché, presto o tardi, sai, sarò di nuovo qui intorno... Ma non piangere per me, non piangere per me... Ci troveremo ancora, sai, in qualche splendido giorno..."Lei gli disse: "Che il viaggio sia buono". Lui rispose soltanto: "Lo sarà".ritratto di signora in raso rosaNon scalerò montagne per te, e non attraverserò deserti, e ci sono anche poche possibilità che varchi gli oceani, a nuoto, solo per vederti. Non t'illuminerò una piazza, non scriverò il tuo nome nel cielo, non ti andrò a prendere nessuna stella. Non combatterò per te né draghi, né mulini a vento, né demoni dell'inferno. No, per te non farò niente di tutto questo. Per te mi venderò, per te farò il buffone, mi darò sempre torto, anche quando avrò ragione. Appenderò il violino a una stella che tu sai, perché soltanto tu, soltanto tu, lo suonerai. Sarò la tua signora vestita in raso rosa, antica come un quadro, bella, altera, un po' sdegnosa. Il passero che a sera danza sui ginocchi tuoi. Sarò l'eroe dei sogni che nessuno ha fatto mai. Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle, bottegai. Mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede e non sanguinano mai... ...per te...per te... ...per te...per te... ...per te...per te......per te...per te...Per te io mentirò giurando su mia madre, e laverò anche i vetri agli incroci delle strade. Mi toglierò le ali affittate a un baraccone, perché volar da soli è solamente un'illusione. Non mi confonderò mai più con questa compagnia di geni, sempre soli, sempre con il «coso» in mano, a dirsi «quanto siamo bravi, Dio, ma come siamo bravi...» e che da piccoli era meglio che giocassero al meccano... E' più difficile spostare l'esistenza un po' più giù del cielo e diventare un uomo, per te......forse non lo sai, ma pure questo è amore...