Di nuovo qui, di nuovo tecno-attrezzata per diffondere nella rete la mia buona dose di pensieri e parole inutili.E' stato strano stare tutti questi giorni lontano dal blog, non poter scrivere ogni volta che ne sentivo il bisogno, l'impellenza...Ogni volta in cui avevo la necessità di liberarmi del peso delle piccole cose.Il mio piccolo pc è salvo, grazie al mio SuperPapà che non si è fidato del giovane tecnico che ce lo aveva dato per spacciato, e già questo - il non aver perso gli ultimi quattro mesi di vita - mi ha sollevata non poco.Dall'ultimo post scritto, questo fatidico week end è iniziato e scivolato via tutto d'un soffio...Il caro vagabondo è arrivato e ripartito, ho perso il compleanno di S. e la cosa mi ha spezzato il cuore, ma sono passata da lui nel pomeriggio per abbracciarlo forte e lasciargli il mio regalo ed il significato di quei due piccoli oggetti.Un bracciale, per fargli capire che tutti abbiamo bisogno di sentirci legati a qualcosa e a qualcuno, e che lui, su di me, potrà sempre contare - ed "Il Piccolo Principe", proprio per spiegarglieli, questi legami, e per fargli capire che tutto quel discorso che c'è, lì, quello dell'addomesticarsi e tutto il resto, va bene per gli altri, nel senso addomesticarsi l'un l'altro, ma che bisogna anche saper addomesticare sé stessi, bisogna imparare - per quanto possa far male - a non aver paura dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.Poi, è uscito Harry, evento che mi ha vista, emozionata come una bambina, di fronte alla libreria appena aperta alle 9 di mattina, dove ho messo al sicuro le tre copie prenotate...Le ho volute conservare ciascuna nella sua busta, senza nemmeno guardare la copertina, fino a sera, fino al momento in cui avrei consegnato ad Ale e a Ste la loro copia, il vezzo distratto di condividere con loro l'eccitazione della scoperta...E c'è una cosa, che è successa e di cui non ho parlato. Era intorno a Natale, giorno più, giorno meno.La voce di mia padre al di là della porta: - "Tina, c'è una lettera per te..."- "Si, ok, adesso arrivo...Di chi è?"- "Boh, non lo so, quelli dei libri mi sa..."Esco pigra, convinta che sia l'ennesima lettera da parte della Mondadori che mi sollecita il rinnovo di un abbonamento che io non ho mai sottoscritto, ad una rivista che io non ho mai letto.Preso la busta.E mi fermo.Anzi, credo che per tre o quattro secondi mi si sia proprio fermato il cuore.Citando fresca fresca di lettura la Rowling, direi che ha perso un battito."Sergio Bonelli Editore"Scritto così, stampato sullo stesso lato della busta dove, invece, a mano, c'è il mio indirizzo - stampatello arricciato che mi fa sorridere, penso ad una ragazza più o meno della età.Sergio. Bonelli. Editore.Ok. Calma e sangue freddo.Apro la busta in punta di dita - dita che tremano, come le mie mani.Mi aspetto di trovarci dentro la solita risposta automatica che ti mandano quando scrivi alle "star" o cose del genere. Frasi tutte uguali - del genere "Ciao Cristina, grazie per averci scritto, apprezziamo il tuo supporto, continua a seguirci" e di banalità seguendo... - in risposta a lettere tutte diverse.Invece no.No.Niente di tutto questo.Berardi. Giancarlo Berardi.Il papà della mia adorata Julia.L'uomo a cui, in preda ad un delirio generale, scrissi non so nemmeno quante pagine fitte fitte di parole e di frasi sconclusionate e di discorsi accatastati l'uno sull'altro senza alcun filo logico, un paio di mesi prima della discussione della tesi.Tanta carta e tanto inchiostro, stringendo tanto forte la penna che, alla fine, avevo il polso dolorante.Stringo fra le mani quel foglio ancora incredula.Sta scrivendo a me.Sta parlando a me.E mi sento sprofondare dall'imbarazzo. Più lui fa dei riferimenti a ciò che ho scritto, più mi sembra intenso il fuoco in cui credo di star bruciando.E mi vergogno.Per quanto stupido, mi vergogno.Di tutto quello che ho scritto, dei discorsi che si rincorrono, delle cose tirate fuori con slancio ma che poi, in quel momento, mi sembrano incredibilmente inutili e fini a se stesse.Sento il mio viso diventare paonazzo.Giancarlo è dolcissimo, mi chiede della laurea, mi invita a mandargli una copia della tesi.Ed io, in tutta fretta, ripiego il foglio, lo rimetto nella busta e la infilo fra i libri sullo scaffale.E' solo che non me l'aspettavo, una risposta vera.Non mi aspettavo proprio una risposta, a dire il vero.Ma che lui fosse Speciale, lo sapevo già...altrimenti non avrebbe mai potuto dar vita alla mia adorata compagna di viaggio e di vita...Adesso, posso finalmente venire a trovare ciascuno di voi con la dovuta calma, per sapere come state e cosa avete fatto, ma non prima di avervi lasciato con due immagini del bellissimo regalo che Ale&Ste mi hanno fatto per natale:un pupazzo di Harry Potter appositamente realizzato, su disegno di Stefano, da una sua amica (vi passerò il link, per la ragazza fa delle cosine davvero deliziose!)...è splendido! :))P.S.: le foto non sono il massimo, ma non avevo la minima voglia di aprire photoshop! :P
Post N° 778
Di nuovo qui, di nuovo tecno-attrezzata per diffondere nella rete la mia buona dose di pensieri e parole inutili.E' stato strano stare tutti questi giorni lontano dal blog, non poter scrivere ogni volta che ne sentivo il bisogno, l'impellenza...Ogni volta in cui avevo la necessità di liberarmi del peso delle piccole cose.Il mio piccolo pc è salvo, grazie al mio SuperPapà che non si è fidato del giovane tecnico che ce lo aveva dato per spacciato, e già questo - il non aver perso gli ultimi quattro mesi di vita - mi ha sollevata non poco.Dall'ultimo post scritto, questo fatidico week end è iniziato e scivolato via tutto d'un soffio...Il caro vagabondo è arrivato e ripartito, ho perso il compleanno di S. e la cosa mi ha spezzato il cuore, ma sono passata da lui nel pomeriggio per abbracciarlo forte e lasciargli il mio regalo ed il significato di quei due piccoli oggetti.Un bracciale, per fargli capire che tutti abbiamo bisogno di sentirci legati a qualcosa e a qualcuno, e che lui, su di me, potrà sempre contare - ed "Il Piccolo Principe", proprio per spiegarglieli, questi legami, e per fargli capire che tutto quel discorso che c'è, lì, quello dell'addomesticarsi e tutto il resto, va bene per gli altri, nel senso addomesticarsi l'un l'altro, ma che bisogna anche saper addomesticare sé stessi, bisogna imparare - per quanto possa far male - a non aver paura dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.Poi, è uscito Harry, evento che mi ha vista, emozionata come una bambina, di fronte alla libreria appena aperta alle 9 di mattina, dove ho messo al sicuro le tre copie prenotate...Le ho volute conservare ciascuna nella sua busta, senza nemmeno guardare la copertina, fino a sera, fino al momento in cui avrei consegnato ad Ale e a Ste la loro copia, il vezzo distratto di condividere con loro l'eccitazione della scoperta...E c'è una cosa, che è successa e di cui non ho parlato. Era intorno a Natale, giorno più, giorno meno.La voce di mia padre al di là della porta: - "Tina, c'è una lettera per te..."- "Si, ok, adesso arrivo...Di chi è?"- "Boh, non lo so, quelli dei libri mi sa..."Esco pigra, convinta che sia l'ennesima lettera da parte della Mondadori che mi sollecita il rinnovo di un abbonamento che io non ho mai sottoscritto, ad una rivista che io non ho mai letto.Preso la busta.E mi fermo.Anzi, credo che per tre o quattro secondi mi si sia proprio fermato il cuore.Citando fresca fresca di lettura la Rowling, direi che ha perso un battito."Sergio Bonelli Editore"Scritto così, stampato sullo stesso lato della busta dove, invece, a mano, c'è il mio indirizzo - stampatello arricciato che mi fa sorridere, penso ad una ragazza più o meno della età.Sergio. Bonelli. Editore.Ok. Calma e sangue freddo.Apro la busta in punta di dita - dita che tremano, come le mie mani.Mi aspetto di trovarci dentro la solita risposta automatica che ti mandano quando scrivi alle "star" o cose del genere. Frasi tutte uguali - del genere "Ciao Cristina, grazie per averci scritto, apprezziamo il tuo supporto, continua a seguirci" e di banalità seguendo... - in risposta a lettere tutte diverse.Invece no.No.Niente di tutto questo.Berardi. Giancarlo Berardi.Il papà della mia adorata Julia.L'uomo a cui, in preda ad un delirio generale, scrissi non so nemmeno quante pagine fitte fitte di parole e di frasi sconclusionate e di discorsi accatastati l'uno sull'altro senza alcun filo logico, un paio di mesi prima della discussione della tesi.Tanta carta e tanto inchiostro, stringendo tanto forte la penna che, alla fine, avevo il polso dolorante.Stringo fra le mani quel foglio ancora incredula.Sta scrivendo a me.Sta parlando a me.E mi sento sprofondare dall'imbarazzo. Più lui fa dei riferimenti a ciò che ho scritto, più mi sembra intenso il fuoco in cui credo di star bruciando.E mi vergogno.Per quanto stupido, mi vergogno.Di tutto quello che ho scritto, dei discorsi che si rincorrono, delle cose tirate fuori con slancio ma che poi, in quel momento, mi sembrano incredibilmente inutili e fini a se stesse.Sento il mio viso diventare paonazzo.Giancarlo è dolcissimo, mi chiede della laurea, mi invita a mandargli una copia della tesi.Ed io, in tutta fretta, ripiego il foglio, lo rimetto nella busta e la infilo fra i libri sullo scaffale.E' solo che non me l'aspettavo, una risposta vera.Non mi aspettavo proprio una risposta, a dire il vero.Ma che lui fosse Speciale, lo sapevo già...altrimenti non avrebbe mai potuto dar vita alla mia adorata compagna di viaggio e di vita...Adesso, posso finalmente venire a trovare ciascuno di voi con la dovuta calma, per sapere come state e cosa avete fatto, ma non prima di avervi lasciato con due immagini del bellissimo regalo che Ale&Ste mi hanno fatto per natale:un pupazzo di Harry Potter appositamente realizzato, su disegno di Stefano, da una sua amica (vi passerò il link, per la ragazza fa delle cosine davvero deliziose!)...è splendido! :))P.S.: le foto non sono il massimo, ma non avevo la minima voglia di aprire photoshop! :P