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Creato da: Pytagoricum il 19/05/2008
Interrogativi senza risposta – sensazioni inspiegabili – realtà oltre ogni possibile comprensione

 

 
« LA TERRIBILE VERITA' L'universo, una grande ... »

DISCORSO SULL'ANIMA

Post n°21 pubblicato il 28 Luglio 2008 da Pytagoricum
 


Sono parecchi mesi che la mia mente gira intorno al discorso dell’anima, che cosa è, come è fatta, dov’è, ma non riesco ancora a metterne definitivamente a fuoco i concetti perché le idee che riguardo all’anima via-via riesco a sviluppare finiscono per portare sempre in un’unica direzione, nella quale il pensiero dell’ex cattolico finisce per scontrarsi con la logica di un ex ateo, ora agnostico.

Una parte dei miei sentimenti (ex cristiani) mi dice che l’anima è la proiezione di noi stessi nella realtà trascendente, pura energia che si sviluppa dai nostri pensieri, dalle azioni e dal nostro comportamento durante l’intero trascorrere della vita. Questa sarebbe l’anima, come una lunghissima interminabile emissione audiovisiva contenente il film della nostra esistenza, il file di backup della nostra memoria e del nostro esistere, cosicché nulla di noi si perde dopo la morte, ma in eterno si rimane vivi, perché la parte trascendente di noi non è altro che la nostra reminiscenza, l’insieme delle azioni e delle esperienze e della conoscenza accumulate e quindi sarebbe la parte di noi destinata a sopravvivere non essendo materia deperibile, ma purissima energia.

L’anima di un bimbo morto alla nascita consisterebbe di soli pochi fotogrammi, solo una breve piccola immagine di una vita finita troppo presto senza potersi evolvere.  L’anima di un adulto, di una persona matura o molto anziana sarebbe invece abbondantissima di messaggi, informazioni e sfumature provenienti dagli infiniti fotogrammi che definiscono la sua esistenza, ma che istantaneamente  potrebbero essere recepite, in una immediata definizione dell’essere che fu.

Anche se difficile, provo a definire chi potrebbe percepire i segnali audiovisivi delle nostre anime. Per prima cosa l’emissione delle anime sarebbe diretta verso l’Onnipotente, che quel “segnale” genera nell’attivare la vita di un essere concepito, nel quale nasce, cresce, matura esperienze e acquisisce conoscenza e infine ritorna al Padre Creatore.

Le anime non essendo solo una sequenza di immagini e suoni memorizzati, ma possedendo logica e coscienza, dovrebbero “ricevere” o meglio comunicare con le altre anime e scambiarsi informazioni per un ulteriore arricchimento della loro conoscenza.
Anche medium e sensitivi che dicono di riuscire a parlare con i defunti potrebbero in effetti ricevere questi segnali, non in forma acustica e ottica, solo come immagini mentali quindi sogni, visioni, deja vu.

Questa é una originale caratterizzazione dell’anima (cristiana) che bene compensa le ansie di quanti sono angosciati dalla morte e rifiutano l’idea di finire, sparire nel nulla quando il loro corpo cessa le attività vitali.

Esaminando il problema secondo logica scientifica, sappiamo che la scienza medica ha fatto grandi progressi nella conoscenza dei meccanismi fisiologici del cervello umano e di talune aree se ne conosce molto bene il funzionamento per cui non sarebbe azzardato ritenere la nostra mente prodotto di una serie di ben identificate reazioni chimiche acido-base tra diverse molecole generate dal metabolismo cerebrale.
Ignorando pregiudizi di carattere etico che spesso accolgono determinate scoperte, come la mente, la memoria, i sentimenti e le emozioni, anche l’anima stessa potrebbe considerarsi un prodotto della funzionalità cerebrale, quindi non più una entità immortale, perché la sua esistenza potrebbe essere limita alla sola vita del corpo, cessando di esistere dopo aver esalato l’ultimo respiro, con la morte cerebrale ormai accertata.

La nostra vita è condizionata dal trascorrere del tempo e con la nascita inizia in pratica un lungo conto alla rovescia rispetto al termine presunto della vita umana, quando dovremo affrontare il mistero della morte.
Un pensiero che spesso si affaccia nella nostra mente associato alla morte è quello dell’eternità, che nell’immaginario collettivo continua a essere considerato come una infinita smisurata quantità di tempo quando invece è esattamente l’opposto, l’assoluta mancanza di tempo, vale a dire tempo uguale a zero.
Il tempo è un paradosso originato nell’universo quando le galassie, le stelle e i pianeti si sono messi in movimento, quindi il tempo appartiene a tutta la sfera immanente perché è segnato nella materia di cui essa è composta, e di cui siamo composti, dal moto degli elettroni negli atomi, perciò anche noi abbiamo un nostro tempo esattamente scandito nel nostro orologio biologico e immancabilmente percepito nella nostra mente come tempo individuale, motivo per cui una giornata ci può passare come un’ora e un minuto può sembrarci una giornata.

Quando la morte ferma l’orologio mentale, il nostro tempo diviene zero, siamo nell’immobilità assoluta, nell’eternità, non come corpo ma lo è sicuramente la nostra mente e l'anima.
Il mistero della morte forse è proprio come la nostra mente riuscirà a percepire la transizione dalla mobilità della vita alla immobilità morte, perché se da vivi un minuto talvolta può sembrare un’ora, in prossimità della morte potrebbe l’ultimo secondo potrebbe dilatarsi all’infinito.
Quindi diviene di drammatica importanza riuscire a completare, prima di quell’ultimo minuto, il percorso di purificazione che ci permetta di entrare nella nostra eternità in condizioni di consapevole armonia spirituale.



 
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Commenti al Post:
hengel0
hengel0 il 29/07/08 alle 11:32 via WEB
"UN PO'DI ME'"..il mio ultimo pos.. augurandoti una dolcissima giornata ti invito a leggerlo .. un bacio infinito ..Hengel
(Rispondi)
 
hengel0
hengel0 il 29/07/08 alle 11:34 via WEB
molto profondo cio che hai scritto..complimenti un bacio .!
(Rispondi)
 
paralotti
paralotti il 29/07/08 alle 14:15 via WEB
Eccomi Pyt:-)Ti aspettavo al varco su questo argomento a cui dedicai tempo fa un post e che riprendo qui con te e che più o meno diceva così: se l'istante del passaggio veniva descritto come un momento di possibile estasi, l'universo del dopo-vita non veniva dipinto com un rimedio a tutti i nostri mali come invece scrivi tu o come tutti più o meno crediamo. Gesù ne parlava come di una replica di questo mondo, che sarebbe durata fintanto che la nostra anima non si fosse sbarazzata completamente del piombo egoico. Pyt in questo modo si comprende che voler fuggire la vita non aveva senso, giacchè essa ci rincorre sull'altra riva, per accompagnarci in un 'altra nascita, e così via... indefinitamente, fino a che non ritroviamo la nostra identità autentica e questo dopo aver consumato una gran quantità di maschere vita dopo vita. Viene dunque spontanea la domanda che ti fai anche tu e cioè: che cosa di noi, ritorna in questo mondo dopo aver soggiornato nel Regno dei morti? Altrimenti detto, chi si reincarna? Il principio dell'anima nella sua integralità, così come era nella sua ultima incarnazione, oppure un sua scintilla? Gesù era molto chiato a questo proposito, per Lui ciò che tornava a prender corpo era quello che lui chiamava "anima come personalità", ossia un ego individualizzato dotato di memoria integrale, sebbene quest'ultima rimanesse quasi sempre sotto sigillo. Ciò significava Pyt che quello che faceva ritorno era proprio l'essere nella sua interezza, anche se generalmente, dal punto di vista di fattezze fisiche presentava ben poca somiglianza con la propria precedente incarnazione. Secondo Gesù quel principio era costituito da una memoria, lo strumento più prezioso creato dall'Onda di Vita per la propria crescita. Analogamente insegnava che l'universo era una memoria, la quale si ripercuoteva in ogni ondata della Creazione e in ogni spirito androgino. Quindi l'anima nel suo aspetto sessuato e differenziato, eredita la missione di nutrire quella memoria imparando dalle esperienze e di recuperare il filo conduttore per poi espandersi attraverso la propria identificazione con Dio. Nel pensiero di Gesù, qualsiasi vita su tutti i mondi doveva essere rispettata, proprio perchè conservano la memoria che a sua volta conserva l'impronta del Senza Nome. (Dio) Ogni vita rappresenta uno strato di memoria, e ogni anima di conseguenza, è come un libro, ove ciascuna pagina ha la sua importanza... Finisco con una frase molto bella di Gesù che dice:" Se sapeste quanti Maestri hanno conosciuto la realizzazione soltanto dopo aver vissuto tante miserveoli esistenze, vi stupireste... Un abbraccio:-)
(Rispondi)
 
Pytagoricum
Pytagoricum il 29/07/08 alle 16:25 via WEB
Caro Otto, eccoci a parlare della reincarnazione, di cui in molti trattano anche partendo da punti di vista estremamente disparati, per cui tra i sostenitori dell'orfismo troviamo oltre al buddismo, varie sette esoteriche che riprendono i riti egizio-orientali, martinisti, ermetici e altri ancora. La chiesa cattolica ha sempre negato la reincarnazione e mai ho sentito nei Vangeli canonici che se ne trattasse, e la resurrezione della carne riportata nel Credo cattolico conferma l’indissolubilità di corpo e anima. D’altra parte sarebbe difficile giustificare come la popolazione umana negli ultimi cento anni si sia decuplicata, se ogni nuovo nato non fosse titolare di una nuova anima invece di una riciclata da vite precedenti. Prima o poi non ci sarebbe uno squilibrio per una eccessiva domanda di anime, con evidente difficoltà per aspiranti nuovi nati a venire al mondo?… Nel mio messaggio è comunque evidente che l’ipotesi per me più convincente é l’anima come prodotto della nostra mente, dipendente dalla funzione cerebrale e quindi alle funzioni vitali e con esse cesserebbe di esistere. Il nostro organismo funziona come un computer e come tale è dotato di una scheda Bios contenente la memoria ROM, cioè tutte le informazioni di base che permettono al sistema di accendersi e funzionare, cosa che nell’uomo accade all’atto del concepimento, quando indipendentemente da altri input la cellula fecondata inizia a replicarsi infinite volte originando il feto nell’arco di una settimana. Mentre la memoria di massa (RAM) raccoglie informazioni per tutta la vita, la nostra ROM non è altro che il DNA e oltre alle caratteristiche fenotipiche (corporatura, colore occhi, capelli, colore pelle lineamenti etc.) e genotipiche (tare ereditarie, caratteristiche fisiologiche etc.), contiene anche informazioni di carattere culturale, le cosiddette tendenze familiari che si implementano con il progredire delle generazioni, come quella mia per la musica e per il disegno, ereditate da mio nonno paterno, ma comunque cosa ben diversa dal possedere l’anima del mio avo, anche se egli è morto prima che nascessi; e se così fosse, non me ne sono proprio mai accorto e non posseggo il benché minimo ricordo o deja vu che possa farmi sorgere il dubbio. Tu dici che “Gesù ne parlava come di una replica di questo mondo, che sarebbe durata fintanto che la nostra anima non si fosse sbarazzata completamente del piombo egoico” d’accordo, ma parlando di egoismo non credo possibile che qualcuno possa preoccuparsi delle sofferenze che andrebbe a infliggere a una vita futura se poi non ne avesse memoria, pagandone in qualche modo le conseguenze, perché sarebbe la vita di un altro e non la propria, anche se utilizza la stessa anima con il blocco di memorie ed esperienze opportunamente cablate, quindi ininfluenti. Né ad alcuno interesserebbe essere stato in passato Giulio Cesare o Napoleone, dovendo poi vivere al presente una vita da metalmeccanico precario. Allora solo svantaggi e nessun vantaggio, neanche quello della eventuale reminiscenza che eviterebbe di incorrere negli stessi errori della precedente vita e di pagarne ancora il prezzo?….. Forse è meglio spegnersi serenamente sperando che tutto finisca insieme a noi, e se il nostro animo sarà sereno allora troveremo il Paradiso, altrimenti l’inferno, che non penso siano dislocati in cielo o sottoterra, ma nel nostro inconscio, e l’uno o l’altro prende il sopravvento secondo lo stato di illuminazione oppure di ottenebramento del nostro spirito. Un caro abbraccio :-)) Pyt
(Rispondi)
 
hengel0
hengel0 il 30/07/08 alle 16:20 via WEB
Un dolce saluto .. A grande richiesta ho postato il testo "UNA STELLA SULLA TERRA"..Me l'avate chiesto in tanti .. ti invito a leggerlo e a commentarlo,un abbraccio infinito e un augurio di una dolce lettura e di una serena serata..un bacio .. Hengel
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 30/07/08 alle 16:29 via WEB
Ciao Pyt sono Otto:-) Gesù ha sempre parlato di mondi e di morti, quando alcuni discepoli gli chiedevano come facevano a liberarsi della morte... Lui rispondeva: volete libervi dalle morti? Allora dovete diventare consapevoli di essere già esistiti. Spiegava che esistono tanti mondi quante sono le Coscienze più elevate, per es. gli Avatar come era Gesù stesso adombrato dal Cristo il Sole planetario. E sai quando Gesù fu adombrato? Esattamente quando visitò la Grande Piramide in uno dei suoi viaggi, all'interno esiste il famoso Zed, lo scopritore dello Zed, e subito messo al bando, è stato Mario Pincherle un grande archeologo ancora in vita e all'interno dello Zed si trova una specie di sarcofago, il Maestro vi è entrato restandovi dentro per tre giorni e tre notti come Lazzaro con la sua morte apparente, Lazzaro si chiamava Eliazar che poi prese il nome di Giovanni, uno dei discepoli più cari di Gesù. In quel sarcofago c'è stato anche Napoleone ma non ne ha mai voluto parlato, se avesse rivelato l'esperienza fatta l'avrebbero linciato sul posto! Sai ai tempi di Gesù era normale parlare di reincarnazione, nei Vangeli canonici non troverai nulla su questi argomenti, essi sono stati scritti trecento anni dopo e per sentito dire...il resto lo ha fatto il concilio di Nicea che ha stabilito quali erano "giusti" e quali "sbagliati" Il Vangelo di Tommaso o quinto Vangelo o Vangelo Q è il più antico ed è fedele al vero messaggio di Gesù e come ben sai è finito in una giara o brocca che è venuta alla luce nel 1945 alla fine della guerra in una localitàà che si chiama Nag Hammadi. Indovina Pyt che costellazione si osservava in cielo nelle notti stellate in quel periodo? La costellazione della brocca! la verità non può venire nascosta per sempre è prima o poi viene sempre a galla...ed è ciò che sta avvennendo. La Chiesa crollerà sotto le sue stesse menzogne, è soltanto questione di tempo. Scriverò un post sullo Zed quando torno dalle vacanze, parto domenica! Se vuoi saperne di più sul collasso delle religioni, specialmente quella cattolica e sul Gesù storico ti consiglio di leggerti i miei tags, traboccano di sue notizie. Un abbraccio...ah per quanto riguarda le 5 note faccio soltanto una prova... poi ti dico, ho già assaggiato la morte o l'altra riva e non ho paura:-)
(Rispondi)
 
 
Pytagoricum
Pytagoricum il 01/08/08 alle 17:46 via WEB
Ciao Otto, anch'io sono in partenza e tra pochi minuti sarò in viaggio per raggiugere la mia residenza almare, do ve conto di rimanere fino al 17 agosto. Buone vacanza anche a te e ci sentiremo al rientro. Leggerò con molto interesse il tuo post sullo Zed. So che come me non temi la morte, ma la cosa peggiore è vivere male. Occhio all'esperimento di Rol!!! la cosa peggiore é vivee con il cervello fuso... Parola di uno che ha dovuto subire un esorcismo!!! Un abbraccio!! Pyt
(Rispondi)
 
 
 
paralotti
paralotti il 03/08/08 alle 21:52 via WEB
Buone vacanze caro Pyt, io torno il 28 e mi beerò del mare della Calabria:-) un abbraccio forte!
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hengel0
hengel0 il 02/08/08 alle 12:10 via WEB
Per un dolce fine settimana..un pensiero per tè sempre..ti abbraccio lasciandoti un frammento del mio cuore..morbida sia la tua vita ... un bacio ..Hengel
(Rispondi)
 
Giles2004
Giles2004 il 03/08/08 alle 12:39 via WEB
un abbraccio per tutta la domenica :)
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caterina.x
caterina.x il 14/09/08 alle 21:18 via WEB
non so in quale angolo o se riuscirò mai a capire cos'è un'anima ma so per certo che non posso essere semplicemente un ammasso di carne e ossa, qualcosa in me va oltre, mi spinge in dimensioni che non capisco a me sconosciute...e mi perdo...spero solo che alla fine di questo viaggio il mio non sia un susseguirsi d'immaggini vuote ma storie ed esperienze da ricordare..buona serata Cate
(Rispondi)
 
 
Pytagoricum
Pytagoricum il 14/09/08 alle 22:30 via WEB
Ciao Caterina, tanto per iniziare all'anima bisogna crederci e quindi occorre avere una idea del trascendente, ovvero credere che in noi esiste una parte immateriale/spirituale che non si spegne con il nostro ultimo respiro. Come sia fatta l'anima é un discorso complesso che religione, filosofia, teologia e anche esoterismo vedono da diverse angolazioni, ma comunque si guardi più o meno tutti convengono che l'anima per salire a un livello "superiore" abbisogna di un percorso di purificazione. Chi vive quindi una vita di seria introspezione, non spesa inutilmente ma ponendosi problemi seri, sicuramente non avrà un'anima composta da vuote immagini, ma ricca dei valori e dei significati che nel corso della vita avrà costruito. Buona serata :-)) Pyt
(Rispondi)
 
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