Con quest'inno del Primo Maggio di Pietro Gori, auguro a tutti una buona festività dei lavoratori per chi oggi non lavora e per chi anche oggi è al lavoro, ricordando la vitale importanza che riveste il lavoro nella nostra esistenza, qualunque esso sia dal più umile al più prestigioso poichè l'uomo sulla Terra non può vivere senza la fatica altrui vuoi che sia in un campo di grano o in una corsia d'ospedale, per la strada o negli uffici, per cielo o per mare, in campagna o nelle grandi città. A tutti noi, braccia dell'Italia, buona festa!Vieni o Maggio t'aspettan le gentiti salutano i liberi cuoridolce Pasqua dei lavoratorivieni e splendi alla gloria del solSquilli un inno di alate speranzeal gran verde che il frutto maturaa la vasta ideal fioriturain cui freme il lucente avvenirDisertate o falangi di schiavidai cantieri da l'arse officinevia dai campi su da le marinetregua tregua all'eterno sudor!Innalziamo le mani incallitee sian fascio di forze fecondonoi vogliamo redimere il mondodai tiranni de l'ozio e de l'orGiovinezze dolori idealiprimavere dal fascino arcanoverde maggio del genere umanodate ai petti il coraggio e la fèDate fiori ai ribelli caduticollo sguardo rivolto all'auroraal gagliardo che lotta e lavoraal veggente poeta che muor!( di Pietro Gori )
A noi braccia dell'Italia, buon Primo Maggio!
Con quest'inno del Primo Maggio di Pietro Gori, auguro a tutti una buona festività dei lavoratori per chi oggi non lavora e per chi anche oggi è al lavoro, ricordando la vitale importanza che riveste il lavoro nella nostra esistenza, qualunque esso sia dal più umile al più prestigioso poichè l'uomo sulla Terra non può vivere senza la fatica altrui vuoi che sia in un campo di grano o in una corsia d'ospedale, per la strada o negli uffici, per cielo o per mare, in campagna o nelle grandi città. A tutti noi, braccia dell'Italia, buona festa!Vieni o Maggio t'aspettan le gentiti salutano i liberi cuoridolce Pasqua dei lavoratorivieni e splendi alla gloria del solSquilli un inno di alate speranzeal gran verde che il frutto maturaa la vasta ideal fioriturain cui freme il lucente avvenirDisertate o falangi di schiavidai cantieri da l'arse officinevia dai campi su da le marinetregua tregua all'eterno sudor!Innalziamo le mani incallitee sian fascio di forze fecondonoi vogliamo redimere il mondodai tiranni de l'ozio e de l'orGiovinezze dolori idealiprimavere dal fascino arcanoverde maggio del genere umanodate ai petti il coraggio e la fèDate fiori ai ribelli caduticollo sguardo rivolto all'auroraal gagliardo che lotta e lavoraal veggente poeta che muor!( di Pietro Gori )