Ho paura delle Contaminazioni. Letterarie e batteriche, delle pentole ma non dei coperchi, del diavolo meno che dell'acquasanta, del vin santo e di San Martino, degli esuli pensieri, dei pensieri che esulano dal contesto, e di ogni contesto che esuli dai miei pensieri. Sarà che sono qui in preda e preda delle mie elucubrazioni, solitario come un diamante e neanche un mazzo di carte. Sarà che comincerò a leggere solo libri scritti da scrittori francesi e che mi fisserò perché non riuscirò a finirli. Ho in testa la tempesta di Shakespeare in un bicchier d’acqua, molto rumore per nulla, presente solo un participio presente, quello passato l’ho dimenticato, il tempo perduto, Proust è Prost, Senna sta a Vienna, e Parigi val bene una Massa, come Valeria del resto. Gli accorgimenti estetici e tattici, le ciglia finte e le finte di Baggio, le baggianate vere e quelle simulate, le cadute sul traguardo e quelle di stile, il dorico, lo ionico e il corinzio e tutte le lettere di S. Paolo sulla via di Damasco, il mio divano occidentale, su quel fronte niente di nuovo, il nuovo che avanza e tutto ciò che vi attiene mi inaridiscono le vene. Guardo pallido e assorto questo passero solitario nel castagneto di Carducci, pio Bove, Raoul, il Real Madrid, la Spagna e la spagnola, e la febbre dell’oro di Napoli facendo il pernacchio di Eduardo. Il buffone di corte e i suoi miracoli, vita e morte, a Venezia come altrove, Visconti e dimezzati, baroni e rampanti, la milano da bere e le gocce nel deserto dei tartari, Genghis Khan, Tamerlano, Samarcanda e Vecchioni mi seccano i polmoni.Il fumo di una sigaretta disegna circonvoluzioni cerebrali congestionate di traffico, la coda dell’ora di punta dell’iceberg. Non sono ancora affondato ma naufragar m’è dolce tra le mie operette, morali, i minima moralia, il minimo comune multiplo, la fiat, lux, Rosa Luxembourg e viva Marx, Groucho e Dylan Dog. http://www.youtube.com/watch?v=6wpPk8qk3uQ
Contaminazioni
Ho paura delle Contaminazioni. Letterarie e batteriche, delle pentole ma non dei coperchi, del diavolo meno che dell'acquasanta, del vin santo e di San Martino, degli esuli pensieri, dei pensieri che esulano dal contesto, e di ogni contesto che esuli dai miei pensieri. Sarà che sono qui in preda e preda delle mie elucubrazioni, solitario come un diamante e neanche un mazzo di carte. Sarà che comincerò a leggere solo libri scritti da scrittori francesi e che mi fisserò perché non riuscirò a finirli. Ho in testa la tempesta di Shakespeare in un bicchier d’acqua, molto rumore per nulla, presente solo un participio presente, quello passato l’ho dimenticato, il tempo perduto, Proust è Prost, Senna sta a Vienna, e Parigi val bene una Massa, come Valeria del resto. Gli accorgimenti estetici e tattici, le ciglia finte e le finte di Baggio, le baggianate vere e quelle simulate, le cadute sul traguardo e quelle di stile, il dorico, lo ionico e il corinzio e tutte le lettere di S. Paolo sulla via di Damasco, il mio divano occidentale, su quel fronte niente di nuovo, il nuovo che avanza e tutto ciò che vi attiene mi inaridiscono le vene. Guardo pallido e assorto questo passero solitario nel castagneto di Carducci, pio Bove, Raoul, il Real Madrid, la Spagna e la spagnola, e la febbre dell’oro di Napoli facendo il pernacchio di Eduardo. Il buffone di corte e i suoi miracoli, vita e morte, a Venezia come altrove, Visconti e dimezzati, baroni e rampanti, la milano da bere e le gocce nel deserto dei tartari, Genghis Khan, Tamerlano, Samarcanda e Vecchioni mi seccano i polmoni.Il fumo di una sigaretta disegna circonvoluzioni cerebrali congestionate di traffico, la coda dell’ora di punta dell’iceberg. Non sono ancora affondato ma naufragar m’è dolce tra le mie operette, morali, i minima moralia, il minimo comune multiplo, la fiat, lux, Rosa Luxembourg e viva Marx, Groucho e Dylan Dog. http://www.youtube.com/watch?v=6wpPk8qk3uQ