il garage patafisico

La pentola di Platone


(con quale allocco metro calcolo la morte?)Indugio. Il digiuno è una tecnica sicura che non ricusa accenti di artica carità. Le speranze della presenza di un sorso di rosso e di un cannolo contro un tronco di una colonna. Nelle bottiglie che scolai lascio un biglietto su cui traccio accorti nessi di sensi. Attorno è tornato a levarsi quell'elicottero e coleotteri, come un'onda che dona rivalse ai mari e libera i rami degli alberi. Noto il tono con cui un giornale algerino scrive del gelo polare nelle gole e nelle parole di carcerati scevri dalle manie delle anime che fanno tracciare sulla lavagna una valanga di nomadi domani. Sepolti con le pistole cariche nella cerchia di una galera che regala amori ormai al ritmo delle morti. Cappio atroce creato in coppia.Scateno una contesa su questa società esotica, dove vedo il trionfo fornito all'attore a teatro come una banale freccia che si va a ficcare sul dorso sordo di una balena. E nella gola ho un lago di resina e un moccio comico scivola lascivo come una sirena. Oggi anche Giuda guida con maestria la sua Maserati.Tremo come se la morte durasse per assurde astrazioni, logorio di orologi stazionari.Trasposi la risposta. Battuto, buttato tra piccoli ciclopi, sarò arso come souvenir dell'universo.