il garage patafisico

Dai Diari di D.*


* Ho trovato in soffitta dei quaderni appartenuti a D.. Soprattutto diari personali e diari di viaggio. Vecchi quaderni con la copertina nera, il bordo rosso e i fogli ingialliti. E una scrittura fitta fitta di inchiostro nero e sbavature della pioggia e del tempo. Non so esattamente dove lui sia adesso. Ma sono sicuro che gli farebbe piacere sapere che alcune sue pagine scritte oltre dieci anni fa rivedano ora una seppur modesta luce.                                                            mar 28 febbario 1995                                                                    h 20:20 stazione centrale                                                            sul Milano-ParisComincia il mio viaggio. O forse comincio io, solo ora, ad averne la percezione. Già oggi pomeriggio mentre passeggiavo tranquillo ma eccitato con Claudia per le stradine di Brera ho avvertito la sensazione tutta speciale di essere un viaggiatore, a cui è dato, quasi per miracolo, sicuramente per caso, di godere per pochi attimi e appunto per questo eterni della vita di altri luoghi e di altre genti.I colori delle strade e quell'immagine strana di Milano al crepuscolo, quasi che la vita lavorativa lasciasse mano a mano il posto ad una vita contemplativa, sono già immaginario da cui attingere appena se ne presenti l'occasione.Però il mio viaggio comincia adesso. Perché adesso parto davvero. Fino ad oggi mi sono mosso per andare prima da Lucia a Pietrasanta poi qui a Milano da Claudia. Oggi lascio l'Italia per il Belgio, passando per Parigi. Ed in Belgio andrò sì a trovare Koen , ma non so se andrò da Koen. E infatti oggi comincio a scrivere; ed oggi comincio anche a sentirmi un po' in colpa per tutti i soldi che sto spendendo, e quasi quasi perché comincia a non sembrarmi neanche più tanto necessario quello che sto facendo, cioè allontanarmi da Roma e da Francesca e da tutte le mie inettitudini che in fondo, mi pare, avrei potuto risolvere anche là. Probabilmente questi cinque giorni in giro mi hanno fatto un po' perdere il senso netto e improrogabile di dover andar via a ripensarmi e, se fosse possibile, a ricostruirmi. Lo ritroverò, per strada?