Carlo Molinaro

Superlavoro, poca neve, io stupido, qualche censura


Primo vero giorno di lavoro del 2008. Strafogante: ho quattro lavori tutti urgentissimi, tutti da consegnare al più presto. E tutti che richiedono concentrazione e applicazione, non cose facili. In più la ventola del computer non funziona bene e devo farla cambiare, spero me lo facciano molto, molto alla svelta. È scesa un po’ di neve a imbiancare i tetti, poca roba, quella neve urbana che diventa poi subito fango, ma almeno un po’ di chiaro sui tetti lo mette. Il pensiero con cui mi sono svegliato stamattina, fastidiosamente, è una poesia d’amore dedicata a un altro che ho letto ieri sera, e mi do dello stupido, perché dovrei pensare alle poesie d’amore dedicate a me (che ci sono e sono più belle), ai baci che mi vengono dati e non a quelli che mi vengono negati. Infatti mi do dello stupido, e lo faccio così, senza attenuanti: Carlo, sei uno stupido. E allora pensiamo al lavoro, appunto, basta con tutte queste divagazioni. In questi giorni mi dovrò dedicare di meno anche al blog. Troppo lavoro davvero. Nota a margine: i «grandi fratelli» che sorvegliano Digiland hanno «cancellato» una ragazza che ogni tanto faceva (e spero farà ancora, in anonimo o con altri nick) commenti qui. Si tratta di kiara_tv – presumo una Chiara di Treviso. Il suo blog http://blog.libero.it/chiarochiara è ancora visibile, in questo momento, ma, dato che lei è stata cancellata e non può più scriverci dentro né modificarlo, si estinguerà – o forse lo elimineranno al volo: se non lo trovate più non stupitevi. Questa società ha una morale schizofrenica. E mentre c’è al mondo un sacco di lavoro urgente e utile da fare, c’è pure chi è pagato per cancellare i profili delle «ragazzine che te la danno», per dirlo con i versi di una vecchia bella canzone milanese, Porta Romana. Non me la prendo con chi lavora a Digiland (trimestrali precari? pagati da schifo? ormai è così dappertutto! coraggio!), perché probabilmente applica regole imposte dall’alto. Ma mi preoccupa chi impone queste regole. Questo «alto» bigotto. Questa censura. Ma adesso basta, adesso torno al lavoro, per citare un’altra canzone – del grande De Andrè. Buona giornata e ancora buon anno! [nell’immagine: io al mare esattamente dieci anni fa, nel 1998]