Carlo Molinaro

Vorrei darti uno schiaffo sul muso


Le cose della vita e dell’amore hanno tanti aspetti, a volte strani e contrastanti. Ripensavo alla «recalcitrante consapevolezza» del messaggio precedente, e ho immaginato una situazione, del tutto astratta e inventata, letteraria, in cui lui percepisce (recalcitrando) come quasi di essere un po’ usato da lei, ma d’altronde se l’è voluta, e allora scrive una poesia di questo tipo. Che è pur sempre una poesia, anche se forse non sembra. Ed è anzi pur sempre, io credo, una poesia d’amore.VORREI DARTI UNO SCHIAFFO SUL MUSOVorrei darti uno schiaffo sul musoquando mi rispondi con una mail di otto parole(contate)a tutto un discorso di sentimenti sensazioni e amoria tutto un discorso mio(tragicamente solo mio)e nelle otto parole quello che chiediè se sto leggendo il tuo raccontomaledetta egoista egocentrica sfruttatricee che cazzo, sono al tuo servizio?ti rendi conto che neanche un grazie?ma come minchia mi stai trattando?ma vaffanculo!Poi penso che non posso lamentarmimi ci sono cacciato ioappiccicoso come una moscadisponibile come uno scendilettoprolisso come un vecchio rincoglionitoa farti tutti ’sti discorsi di sentimentisenza ammettere che te ne frega un cazzotutti i miei corteggiamenti inutiliimportuni, noiosicosì alla fine hai lo stesso ragione tue lo schiaffo me lo do da solo– però continuo a pensare che i discorsisarebbero anche un po’ una roba tuae ci perdi qualcosa, ci perdiamo qualcosama basta. E poisi capisce che sto leggendo il tuo racconto,è il mio mestiere, no? Fammi prendere fiato...Ho un casino di lavoro, porcaputtana!Al limite un grazie ogni tanto potresti...Così, un sorriso, una parola gentile...(Ma giuro che se adesso mi mandi una mailcon scritto dentro solo grazieprendo il treno e vengo fin lìe ti do uno schiaffo sul muso,costi quello che costi.)