Carlo Molinaro

La felicità nel viaggio


Una piccola poesia scritta questa mattina. Ieri ho rivisto un’amica che non vedevo da quattro mesi. Sono andato da lei con il tram. È stato un gran bel viaggio. E stamattina ho pensato ai viaggi. Ai viaggi che danno la felicità. Una corriera fra le risaie. Un treno oltre Milano. La Panda verso il mare, per il Turchino o per Cadibona. La bicicletta alla Pellerina. La felicità nel viaggio.[Nota per la lettura: la prima strofa ha un andamento vario e un po’ aspro, leggila come viene. La seconda è più musicale e al quartultimo verso viaggio va letto trisillabo, vi-ag-gio, come sarebbe d’altronde corretto tradizionalmente, dato che deriva dal bisillabo vi-a. Nell’Ottocento l’avrebbero indicato con un segno di dieresi, vïaggio: è pieno di quei doppi puntini nei libri di poesie di due secoli fa. Adesso non si usa più, lo si lascia al senso del ritmo del lettore. Giustamente.]  LA FELICITÀ NEL VIAGGIOQuattro o cinque fermate d’un trampossono valere un coast to coast,un treno per la pianura padanapuò valere una transiberiana,guidare verso un passo d’Appenninopuò valere un road safari in Africa:non conta la lunghezza del viaggio,non conta che sia bello il paesaggio:conta con quale amore sei partito,quale amore hai speranza di trovare.