Carlo Molinaro

Cade il governo?


Forse cade il governo, c'è questa specie di canzone che commenta bene l'accaduto. A me tutto sommato spiace la fine di questo governo (se sarà confermata), perché non può che essere il preludio a un governo peggiore. E la "casta" dei politici diventerà ancora più chiusa, e persino i miei figli non vogliono più andare a votare, e ci sarà sempre più indifferenza, egoismo, qualunquismo. So che c'è chi non è d'accordo, chi non è d'accordo "da destra" perché preferisce Berlusconi e chi non è d'accordo "da sinistra" perché pensa che lo sfascio della sinistra ("anche" della sinistra) porti a nuove potenzialità rivoluzionarie. Rispetto tali idee, ma a me che cada il governo tutto sommato dispiace. Avrei preferito che potesse attuare il suo programma fino in fondo. Non è il migliore dei programmi ma è migliore di quello della destra. Qualcosa è accaduto: quest'anno avrò una fiscalità più leggera, con la mia precaria partita IVA di "contribuente minimo"; la distruzione del mondo dello spettacolo innescata da Berlusconi è stata tamponata; un 20 per cento in più di lavoro nero è stato smascherato; la marginalizzazione della scuola pubblica è stata rallentata; le tasse sulle rendite sono state giustamente aumentate, e altre cosette così. Niente di epocale, ma insomma. L'Italia comunque è un paese scarsissimo di senso civico, senso dello Stato, senso di appartenenza alla collettività; ognuno si fa i cazzi propri e forse abbiamo i politici che ci meritiamo. Ecco tutto.