Carlo Molinaro

Annotazione sul quaderno


Stasera sono preoccupato e lo dico, senza modi, senz’arte e senza stile. D’altronde non ricordo di avere mai promesso a chicchessia di fare un blog letterario o arguto o accattivante o che cazzo ne so. La mia idea di comunicazione con il mondo è diversa. Questo non è mica un libro da vendere. Non è obbligato a piacere a nessuno. Sono preoccupato soprattutto per tre donne, per ragioni completamente diverse. Una è alle prese con una malattia, e questa è la cosa più grave. Un’altra è alle prese con questioni familiari-maritali e decisioni importanti che alla fine riguardano anche me. La terza è come svanita in brume lomelline, credo non sia felice, ma non mi dice più nulla. In sostanza, per nessuna delle tre posso fare qualcosa. Contro una malattia non ho poteri, ma non ne ho nemmeno in questioni familiari altrui, e neppure contro un muro di silenzio e nebbia. Tre preoccupazioni e tre impotenze, tutto qui. E oceani di parole che girano, girano, girano a vuoto. Fortuna almeno che in queste sere con me c’è una ragazza e ci si fa un po’ di compagnia, ora sono qui che scrivo e lei è sul letto che disegna. E poi si vedrà. E speriamo in bene. E che tutto vada nel migliore dei modi. Naturalmente soprattutto per la malattia, e poi anche per gli altri garbugli. Incrociamo le dita. E se qualcuno domanda perché lo scrivo qui, gli rispondo che non sono affatto tenuto ad avere un motivo. Buonasera.