Commentando un messaggio sul blog dell’amica Petarda mi è venuta in mente questa poesia. Mi sembra un motivo sufficiente per metterla qui. È difficile, stando sulla riva del fiume, pronunciare parole che non siano sconce. Nel dubbio, è meglio tacere e non fare rumore neppure con la bicicletta.RICORDO D’INFANZIA Sí, tu niñez: ya fábula de fuentes. Jorge GuillénC’era, poco distante da Vercelli,una grande foresta. A torso nudom’inoltravo nel verde, e mi colpivail sole, che oscillava sulle foglie.C’era una chiazza d’acqua che agitavabolle di sabbia, e nasceva un ruscelloche rallentava in piccoli laghetti.Molto lontano, il croscio di una cava.C’era un sentiero nitido, compattodi terra bianca fra due cigli d’erba:di colpo si perdeva sul ghiaionesparso di secchi rami calcinati.Il fiume scintillava e scivolavavegliato dagli stridi degli uccelli.Sopra il filo dell’acqua, qualche uomostava in piedi, qualche volta, fissando.Spingevo piano la mia biciclettaperché non disturbasse. Mai nessunodisse sconce parole.(da La parola rinvenuta, pag. 117; la poesia è del 1983, forse, o giù di lì)[Nota tecnica: ma perché il trova non trova? Dico quel riquadrino, l’ultimo in basso della colonna a destra, che dovrebbe trovare i messaggi con una data parola in questo blog, ma non trova un mazza. Almeno, sul mio computer non trova una mazza. Qualche specialista informatico può aiutarmi?]
Sí, tu niñez: ya fábula de fuentes
Commentando un messaggio sul blog dell’amica Petarda mi è venuta in mente questa poesia. Mi sembra un motivo sufficiente per metterla qui. È difficile, stando sulla riva del fiume, pronunciare parole che non siano sconce. Nel dubbio, è meglio tacere e non fare rumore neppure con la bicicletta.RICORDO D’INFANZIA Sí, tu niñez: ya fábula de fuentes. Jorge GuillénC’era, poco distante da Vercelli,una grande foresta. A torso nudom’inoltravo nel verde, e mi colpivail sole, che oscillava sulle foglie.C’era una chiazza d’acqua che agitavabolle di sabbia, e nasceva un ruscelloche rallentava in piccoli laghetti.Molto lontano, il croscio di una cava.C’era un sentiero nitido, compattodi terra bianca fra due cigli d’erba:di colpo si perdeva sul ghiaionesparso di secchi rami calcinati.Il fiume scintillava e scivolavavegliato dagli stridi degli uccelli.Sopra il filo dell’acqua, qualche uomostava in piedi, qualche volta, fissando.Spingevo piano la mia biciclettaperché non disturbasse. Mai nessunodisse sconce parole.(da La parola rinvenuta, pag. 117; la poesia è del 1983, forse, o giù di lì)[Nota tecnica: ma perché il trova non trova? Dico quel riquadrino, l’ultimo in basso della colonna a destra, che dovrebbe trovare i messaggi con una data parola in questo blog, ma non trova un mazza. Almeno, sul mio computer non trova una mazza. Qualche specialista informatico può aiutarmi?]