Carlo Molinaro

Poesie di adesso e di un anno fa


Negli ultimi giorni di marzo, insomma l’altro ieri e ieri, ho scritto alcune poesie. Poi stamattina per caso da alcune scartoffie ammonticchiate in un angolo, che avevo dimenticato, sono emerse due poesie scritte un anno fa, negli ultimi giorni di marzo, dimenticate anche loro. Ecco qui dunque le poesie recenti e quelle scritte un anno fa, recuperate un po’ per caso (perdo un sacco di cose qua e là).Queste sono quelle scritte ieri e l’altro ieri:LE COSEPoi le cose alla fine sono quelle: i piccioniaggrappati ai silos della riseriadove c’è un filo di chicchi, i vagonisui binari morti che s’infiltrano in campagna,le fioriture di diversi coloriche si sporgono sul fiume, il saporedel gambo dei gerani, la feritalattiginosa del fico, le fichedi Chiara Federica e Valentina,la leggerezza della terra attraversatafra cortile e cortile o fra città e città,le capocchie di verde sulle cimed’un secco arbusto, il presagio dell’acquanel fosso ancora asciutto, il rallentaredel treno alla stazione di Novaraquando sale una donna che si slacciai bottoni di legno della giacca,l’edera selvatica sul murodella fabbrica abbandonata dovevanno in esplorazione i ragazzinie rovesciando una tegola rimastaper terra a preservare un poco d’umidotrovano vita sorpresa di lombrichi,di centopiedi, forcine, lumache.D’APRILE IL VECCHIO FAUNO PROVA ANCORALa primavera è qualcosa che riempie,solleva e gonfia con l’acqua la terrae i fiumi: con la linfa nei germoglifa vita e con il sangue al basso ventrechiama altra vita.                        Vieni qui, ragazza:ho nettare abbondante da spillareper la tua sete: so bene versarloin  fondo alla tua coppa, con più graziae non meno vigore dei più giovaniragazzi che s’azzuffano per te.A loro ti darai più tardi: adessovieni con me: ti mostrerò sentieriluccicanti di fiori profumatidel tuo profumo, dove starai bene:avrai l’amore mio e di te stessa.UN VERSO DA SALVARENon è un poeta sublime, è un po’ retoricoil Carducci Giosuè,ma l’endecasillabo con cui definìormai ben più che un secolo fala classe politica italianapiccioletti ladruncoli bastardiconserva una sua fresca attualità.A UNA RAGAZZA ACIDINANeanche il riscaldamento globalepotrà fondere il ghiaccioche c’è nelle tue parole.RAGAZZA FRESCAFra le tue cosce c’è un fresco di fonte.Sulle tue tette c’è un fresco di monte.Dentro i tuoi occhi c’è un fresco orizzonte.C’è un vento fresco dai piedi alla fronte.Io voglio prendere il fresco con te.TIT STOP (CON PD)Ricordo che succedeva in Ultimo spettacolodi Bogdanovich, nella provincia americanasu un furgoncino preso di straforo:lei gli dava di petto e non di coscia.Lui mugugnava e poi s’accontentava.A me è successo soltanto due voltein vita mia di essere fermatosulla cortina di ferro della cintola:il passaporto ristretto alle tette,passera off limits, accesso negato.L’ho trovato bislacco. Ho mugugnato,infine anch’io mi sono accontentato.Occupare gli spazi possibili!Meglio che niente! Vedere i lati buoni!Un po’ come votare per Veltroni.PRIMAVERA IN SECONDA CLASSEUna ragazza che non saprei direl’età, ma certamente troppo giovane,si china avanti verso me. La magliascollata mi concede un videoclipsulle belle tettine. Il treno frena:una borsa di carta le precipitain testa. Dice: «Cazzo!» – ma ridendo:è una borsa leggera. La rimettea posto. Fra la maglia e la cinturala pelle liscia come porcellanaporta la primavera dentro il treno.Queste due seguenti sono quelle scritte un anno fa:PASSANDO PER SALICETOBasta un lenzuolo steso in un cortilea cambiare la scena delle villesparse intorno al paese, basta un uomochino su un ciglio a raccogliere erbeche lui conosce. Basta poco a metterevita davvero in questo labirintodi costruzioni standard. Mentre scrivoso che non sono solamente unoche scrive mentre passa: ho steso anch’iolenzuola al sole e raccolto le erbee posso amarvi, non sono straniero.UNA MATTINA LUMINOSA DI MARZOUna mattina luminosa di marzosul treno per Savona induce sognismodati questo cielo strano cheha un colore che non ha mai avutoprima o almeno così pare a meche pure ho visto tanti cieli e tanticolori e tanti marzi e molti piùne ho immaginati e ora sogno che accadaqualcosa d’impossibile, qualcosache faccia tutto nuovo e tenerissimo.