Carlo Molinaro

Due film


Ho visto due film recenti: Barbie Mariposa, cartoni animati (per così dire: insomma, computer-animati), di registi vari, con voce principale originale di Chiara Zanni (di cui la Wikipedia dice: her name is Italian, it means «clear and light»: ma è vero?), prodotto dalla Universal Pictures, e Il vento fa il suo giro, di Giorgio Diritti, prodotto da Arancia Film, con Dario Anghilante, Alessandra Agosti e Thierry Toscan. Descrivono entrambi ambienti molto chiusi e conservatori, ostili a ogni novità: il primo un isolotto abitato da fatine farfalline vane e conformiste, il secondo un paesino della Val Maira, in provincia di Cuneo, abitato da ex montanari vani e conformisti.Tra le fatine farfalline ce ne sono solo un paio che si distinguono e sognano cose diverse, cercando poi di metterle in pratica. La prima a muoversi è ovviamente la cattiva, che vuole soppiantare la regina dell’isolotto grazie a un’innovazione tecnologica da lei inventata (lampade portatili anziché illuminazione fissa statica), nonché avvelenando la regina stessa. La buona, che aveva una terribile voglia di farsi un giro fuori dall’isolotto, ne ha finalmente l’occasione dovendo andare a cercare gli strumenti per sconfiggere la cattiva. Comunque alla fine non cambia niente, restano lì e amen. Nel paesino della Val Maira, uguale. C’è un pastore francese (di capre, non di anime!) che ci va ad abitare con la sua famiglia, riportando finalmente nella valle un antico mestiere che potrebbe salvare il luogo dal suo destino di baraccone estivo di villeggiatura, reperto fossile deserto undici mesi all’anno. All’inizio sembra che lo accolgano ma poi gli fanno un culo così, deve andarsene e tutto torna come prima, una vera merda.Insomma, due film sull’impossibilità di cambiare le cose negli ambienti chiusi. Tristi.xxxxxxxxxxxxxxxxx[Nell'immagine, una scena del film di Giorgio Diritti]