Carlo Molinaro

Semplice


Poi magari stasera vado a vedere quel film che parla del precariato, Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì. Me ne hanno parlato abbastanza bene. M’indispone solo un po’ il titolo: io non ho tutta la vita davanti, ne ho vissuto già un gran bel pezzettone, però precario lo sono lo stesso. Comunque va bene. Nel frattempo oggi ho scritto una poesia, e la metto qui.SEMPLICEAmore è semplicecome il muro scrostato d’un andronequando la primavera asciuga l’umidonel chiarore del tardo pomeriggio:è semplicecome sentire giù dalla finestraadesso scendo!, restare appoggiatoalla porta leggendo così per passatempola lista di cognomi del citofono.Semplice come le ginocchia ruvidesotto la gonna sbiadita di tela:tu corri ancora, io ti rincorro ancora:io ti rincorro e tu corri perchédi nuovo hai visto qualcosa di nuovoin fondo allo stradone, dove l’erbaattacca le fessure del bitume.[Nel video qui sotto, una scena del film di Virzì.]