Carlo Molinaro

L'ultimo 101


Notte. La vita scorre. Sono stato in ospedale da un’amica, poi a cena da mia figlia. Sono tornato a casa con l’ultimo 101 (il 101 è il bus che sostituisce la metropolitana di sera). Ci sono tante visioni, tanti scenari, c’è del vero e c’è del finto, la distinzione è sottile. Osservo il mondo e a volte mi sembra di non capire nulla, mentre gli altri capiscono tutto; altre volte mi sembra di capire tutto, mentre gli altri non capiscono nulla. Nessuna delle due proposizioni ha senso. Però lo sguardo d’amore è quello che vede di più, di questo m’accorgo, e me ne frego se sembra un discorso romantico o buonista. Gli altri sguardi distorcono, quale più quale meno. C’è rumore, fragore. Certe grosse costruzioni servono solo a far soldi, come il film presentato nel video qui sotto, che curiosamente è uscito il 6 aprile 2007, giorno in cui nasceva il mio secondo nipotino e cenavo a Sampierdarena al sushi bar. La distinzione è sottile ma è meglio distinguere. È pieno di bluff e di palloni gonfiati. Ma adesso è tardi ed è meglio andare a dormire.