La lettura-spettacolo di Alessandra Racca, con l’ausilio di Luca e Davide, alla libreria Massena ieri sera è stata davvero buona. E c’era un sacco di gente. Stanno diventando proprio un bell’appuntamento questi venerdì di poesia. La settimana prossima c’è Stefano Zanoli che fa Van Gogh aveva orecchio per il blues. E poi altri a seguire.Io mi sono messo su uno sgabellino in un angolo, come al solito, e sono stato a guardare e ascoltare, e in qualche punto mi sono pure lasciato emozionare. Se ho ben capito Alessandra, pur avendo scritto molto (racconti, teatro, credo) non ha mai pubblicato un libro di versi. Certo la sua recitazione è importante, forse la sua è una poesia soprattutto da ascoltare, tuttavia credo che starebbe benissimo anche sulle pagine di un libro. Almeno: a me la voglia di rileggere ciò che ho ascoltato è rimasta. I tre versi iniziali (mi pare) di una lunga poesia molto bella, letta verso la fine della serata, mi hanno ispirato una specie di risposta, e la metto qua sotto.Alcune poesie di Alessandra parlano d’amore, altre del cazzo, della fica, degli incontri, degli scontri, della donna, dell’io e del super io: il titolo della serata, Eroticismi, sembra voler inventare un termine per racchiudere tutto quanto. Equilibrismi di Eros. Per come ho percepito io, alla fine, parla sempre di vita e d’amore. Che altro? È brava. E adesso lo so.Sì, perché tutti noi si scrive qua e là, si legge qua e là, difficilmente ci si conosce, in questo mondo dove la comunicazione è apparentemente così facile. Per esempio qui nella rete telematica mondiale ci sono milioni di persone potenzialmente contattabili, ma alla fine tu chi contatti, e perché, e perché dovrebbe risponderti, e che cosa si ha da dire? Stamattina non so perché mi è stata segnalata questa tipa di Forlì, su un sito che si chiama Badoo. Ma che cosa potrei mai dirle, appunto?Invece la poesia, scritta o detta, e soprattutto i posti dove ci si trova, un appuntamento per una lettura in una libreria, un’occasione dotata di senso, questo sì, questo dà una possibilità. E allora Beppe tieni duro con la libreria Massena, che ne abbiamo bisogno.INCONTRO SUL FILO Mi piace pensare che le nostre parole si stiano cercando. Alessandra Racca (citazione a memoria, dalla lettura dell’11 aprile 2008)Anche a me piace pensareche le nostre parolesi stessero cercandoe si siano trovate: loro, le paroledette una sera o lette sulla carta:loro con la loro autonomiadi parole che fanno quel che vogliono:mandiamo avanti loro e poi magaribasta così – è qualcosa, ora nonallarghiamoci troppo.Che già è stata una bella serata:le sedie, il filo, il bicchiere,la voce delicatanel dire cazzo (non è niente faciledire cazzo naturale, senza chequalche corda vocale stupidinaammicchi, faccia l’occhietto e cosìrovini tutto) e lo strip certo ironicoe simbolico ma comunquequando rimani con la sottovestinaqualche moto interiore lo provochicome è giusto che sia perché ogni cosaè la cosa che èe intanto è un’altra cosa.[Nell’immagine in alto a destra, una tipa di Torino, presa da qui, che magari potrei anche voler provare a conoscerla, sì, ma che cosa... No, la rete è un gran casino. Non si conclude granché. Conoscersi è una faccenda più complessa: servono arte, voglia e destino. E forse un po' di eroticismi.]
Eroticismi
La lettura-spettacolo di Alessandra Racca, con l’ausilio di Luca e Davide, alla libreria Massena ieri sera è stata davvero buona. E c’era un sacco di gente. Stanno diventando proprio un bell’appuntamento questi venerdì di poesia. La settimana prossima c’è Stefano Zanoli che fa Van Gogh aveva orecchio per il blues. E poi altri a seguire.Io mi sono messo su uno sgabellino in un angolo, come al solito, e sono stato a guardare e ascoltare, e in qualche punto mi sono pure lasciato emozionare. Se ho ben capito Alessandra, pur avendo scritto molto (racconti, teatro, credo) non ha mai pubblicato un libro di versi. Certo la sua recitazione è importante, forse la sua è una poesia soprattutto da ascoltare, tuttavia credo che starebbe benissimo anche sulle pagine di un libro. Almeno: a me la voglia di rileggere ciò che ho ascoltato è rimasta. I tre versi iniziali (mi pare) di una lunga poesia molto bella, letta verso la fine della serata, mi hanno ispirato una specie di risposta, e la metto qua sotto.Alcune poesie di Alessandra parlano d’amore, altre del cazzo, della fica, degli incontri, degli scontri, della donna, dell’io e del super io: il titolo della serata, Eroticismi, sembra voler inventare un termine per racchiudere tutto quanto. Equilibrismi di Eros. Per come ho percepito io, alla fine, parla sempre di vita e d’amore. Che altro? È brava. E adesso lo so.Sì, perché tutti noi si scrive qua e là, si legge qua e là, difficilmente ci si conosce, in questo mondo dove la comunicazione è apparentemente così facile. Per esempio qui nella rete telematica mondiale ci sono milioni di persone potenzialmente contattabili, ma alla fine tu chi contatti, e perché, e perché dovrebbe risponderti, e che cosa si ha da dire? Stamattina non so perché mi è stata segnalata questa tipa di Forlì, su un sito che si chiama Badoo. Ma che cosa potrei mai dirle, appunto?Invece la poesia, scritta o detta, e soprattutto i posti dove ci si trova, un appuntamento per una lettura in una libreria, un’occasione dotata di senso, questo sì, questo dà una possibilità. E allora Beppe tieni duro con la libreria Massena, che ne abbiamo bisogno.INCONTRO SUL FILO Mi piace pensare che le nostre parole si stiano cercando. Alessandra Racca (citazione a memoria, dalla lettura dell’11 aprile 2008)Anche a me piace pensareche le nostre parolesi stessero cercandoe si siano trovate: loro, le paroledette una sera o lette sulla carta:loro con la loro autonomiadi parole che fanno quel che vogliono:mandiamo avanti loro e poi magaribasta così – è qualcosa, ora nonallarghiamoci troppo.Che già è stata una bella serata:le sedie, il filo, il bicchiere,la voce delicatanel dire cazzo (non è niente faciledire cazzo naturale, senza chequalche corda vocale stupidinaammicchi, faccia l’occhietto e cosìrovini tutto) e lo strip certo ironicoe simbolico ma comunquequando rimani con la sottovestinaqualche moto interiore lo provochicome è giusto che sia perché ogni cosaè la cosa che èe intanto è un’altra cosa.[Nell’immagine in alto a destra, una tipa di Torino, presa da qui, che magari potrei anche voler provare a conoscerla, sì, ma che cosa... No, la rete è un gran casino. Non si conclude granché. Conoscersi è una faccenda più complessa: servono arte, voglia e destino. E forse un po' di eroticismi.]