Pensavo che adesso si fanno anche le case a termine. Costruiscono un palazzo già con l’idea che fra trenta, quaranta, massimo cinquant’anni sarà demolito perché non più funzionale alla società che nel frattempo sarà andata avanti, seguendo le sue magnifiche sorti e progressive (G. Leopardi). Fino a non molto tempo fa, invece, chi costruiva un palazzo lo pensava eterno. Era conscio che eterno non sarebbe stato, ma lo pensava eterno. Come le sepolture al cimitero: adesso dopo quindici anni strappano i morti al loro riposo. Esigenze di spazio, dicono. Mica possiamo lasciarli lì seppelliti per sempre. Una volta invece si seppellivano proprio per sempre, senza più disturbarli. Eppure, fateci caso: forse che il mondo è intasato da distese immense di tombe dell’Ottocento, del Settecento, del Seicento? A me non pare. Anzi, non se ne vede praticamente più nessuna in giro, se non in qualche contesto molto, molto monumentale. Il tempo le ha cancellate, come è naturale. Ci ha pensato lui. Così come ha cancellato i palazzi pensati eterni. Non c’è bisogno di programmare la distruzione. Ci pensa lui, il tempo.Il delirio d’onnipotenza non è di chi costruisce una casa pensandola eterna o di chi seppellisce i morti per sempre. Costoro infatti conducono la loro onesta battaglia perduta contro il tempo. Fanno la loro parte, modestamente, e lasciano al tempo la sua. Il delirio d’onnipotenza è di chi costruisce il palazzo programmato per essere demolito fra quarant’anni o seppellisce il morto per disseppellirlo fra quindici. Costoro è come se volessero arrogarsi ogni parte e ogni potere, è come se dicessero al tempo: fatti da parte, a distruggere ciò che costruisco ci penso io, decido io, fisso io le scadenze, perché io sono perfetto e so tutto, anche il futuro. Un po’ come chi, per sconfiggere la morte, si spara un colpo: tiè, morte, ti ho fregata, ho deciso io. Delirio, follìa del vermiciattolo che si crede un dio. Stronzate.No, io faccio la mia piccola parte modesta e quindi considero eterno ciò che faccio. Se costruissi una casa la immaginerei eretta nel suo sito per sempre: nel 2100, nel 2300, nel 2850, nel 3700, nel 7520. Anche questo blog lo scrivo come fosse per l’eternità! E lo faccio pur sapendo che è in bilico su precarie elettricità e che i «signori di Libero.it» possono cancellarlo in qualsiasi momento (sono ragionevolmente sicuro, anche se non sono stato lì a sciropparmi le trecento videate di condizioni d’uso, che da qualche parte nel contratto, in carattere microscopico, c’è scritto che possono cancellarlo senza dare nessuna spiegazione e senza alcun risarcimento: i potenti, piccoli o grandi, mettono sempre clausole così, le cosiddette clausole d’inculata).Cambiando argomento, pensavo che Guido Gozzano ha scritto una poesia in cui dichiara il suo amore per tutte le signorine che mangiano paste nelle confetterie (vedi qui o qui: nessuno dei due siti la trascrive perfettamente ma ci accontentiamo – forse non l’hanno immaginata per l’eternità, la loro trascrizione, e quindi l’hanno messa giù trascuratamente, come le case a termine). E mi sono venute in mente le ragazze che fanno i pompini nei siti porno. Ho pensato che molte (non tutte, ma davvero molte) sono bellissime. E ho scritto una poesia per loro, che potete leggere qui sotto. So che alcuni storceranno il naso pensando che è solo una boutade, un modo per essere originale a ogni costo, l’anticonformismo di maniera dell’intellettuale. No, ragazzi, sono troppo vecchio per cadere ancora in simili trappole. Le modelle dei siti porno, spesso semplici e genuine, mi piacciono davvero molto più che quelle altre, quelle pagatissime e un poco anoressiche, che ogni tanto si sbronzano e insultano un poliziotto ma in galera non ci vanno perché sono ricche, quelle che indossano capi d’alta moda e mai poserebbero per foto troppo erotiche, e che anzi se scappa fuori un loro pezzettino di nudo è subito gossip planetario, quasi fra le cosce avessero non una fica ma un oggetto misterioso, unico, mai visto e stupefacente, la pietra filosofale. E che tante volte, a ben guardarle, belle non sono affatto, né fresche, né simpatiche. Ma, insomma, quelle lasciamole perdere. Ciò che voglio dire è che nei siti porno (per esempio questo – non cliccare se sei minorenne – figuriamoci!) ci sono tantissime ragazze graziosissime. Da innamorarsene, almeno come quelle di Gozzano.Che poi, detto per inciso, il pompino non è un’arte tanto facile. Pochissime donne lo sanno fare davvero bene (così come – par condicio – pochi uomini sanno baciare bene la passeretta – stando a quanto mi confidano le amiche), con morbidezza, senza far sentire i denti, inducendo un giusto lievitare... Eh, ci sono tante cose che ai giovani non si insegnano mai bene: la musica, il disegno, l’educazione civica, leggere un orario ferroviario, il pompino e il cunnilinguo, la libertà dello spirito, la ginnastica, rammendare un calzino, la democrazia, cucinare il riso, il rispetto per le persone, togliere il calcare dal filtro dei rubinetti, la storia contemporanea, la posizione da prendere sugli autobus per agevolare la salita e la discesa dei passeggeri, slacciare un reggiseno, la poesia, cambiare una guarnizione a una caffettiera, gestire l’angoscia, lavare i maglioni a trenta gradi con il programma delicato, pensare, sognare, interrare i bulbi dei giacinti alla distanza giusta, pulire gli occhiali senza che restino peluzzi, baciare nei punti giusti, non avere paura, cambiare il toner alla stampante, pulire il pesce e tante, tante, tantissime altre cose.Siete andati a votare, marrani? Buona settimana!XXX-CHANTILLYLe ragazze che dentro i siti pornoin foto o in video fanno pompinie scopano e lo prendono nel culoe anche tre per volta e sulla facciaprendono schizzi di sperma a ruscellie altre cose ancora, innominabili,ho notato che in larga maggioranzasono belle e dolcissime: hanno occhiverdi, blu, grigi, neri, luminosicome riverberi, sopracciglia morbide,capelli che vorremmo accarezzare,fianchi di seta, tettine simpaticheda baciare e poi tutto un andamentosvelto sontuoso risoluto fiero.Guido Gozzano era innamoratodi tutte le signore che succhiavanole paste dentro le confetterie.Consimilmente sono innamoratodelle ragazze che succhiano cazzinei siti porno con grazia e armonia.[Nell’immagine, alcune ragazze «prese» da fotoservizi assolutamente porno, del tipo descritto nella poesia.]
Case a termine, pompe e pasticcerie
Pensavo che adesso si fanno anche le case a termine. Costruiscono un palazzo già con l’idea che fra trenta, quaranta, massimo cinquant’anni sarà demolito perché non più funzionale alla società che nel frattempo sarà andata avanti, seguendo le sue magnifiche sorti e progressive (G. Leopardi). Fino a non molto tempo fa, invece, chi costruiva un palazzo lo pensava eterno. Era conscio che eterno non sarebbe stato, ma lo pensava eterno. Come le sepolture al cimitero: adesso dopo quindici anni strappano i morti al loro riposo. Esigenze di spazio, dicono. Mica possiamo lasciarli lì seppelliti per sempre. Una volta invece si seppellivano proprio per sempre, senza più disturbarli. Eppure, fateci caso: forse che il mondo è intasato da distese immense di tombe dell’Ottocento, del Settecento, del Seicento? A me non pare. Anzi, non se ne vede praticamente più nessuna in giro, se non in qualche contesto molto, molto monumentale. Il tempo le ha cancellate, come è naturale. Ci ha pensato lui. Così come ha cancellato i palazzi pensati eterni. Non c’è bisogno di programmare la distruzione. Ci pensa lui, il tempo.Il delirio d’onnipotenza non è di chi costruisce una casa pensandola eterna o di chi seppellisce i morti per sempre. Costoro infatti conducono la loro onesta battaglia perduta contro il tempo. Fanno la loro parte, modestamente, e lasciano al tempo la sua. Il delirio d’onnipotenza è di chi costruisce il palazzo programmato per essere demolito fra quarant’anni o seppellisce il morto per disseppellirlo fra quindici. Costoro è come se volessero arrogarsi ogni parte e ogni potere, è come se dicessero al tempo: fatti da parte, a distruggere ciò che costruisco ci penso io, decido io, fisso io le scadenze, perché io sono perfetto e so tutto, anche il futuro. Un po’ come chi, per sconfiggere la morte, si spara un colpo: tiè, morte, ti ho fregata, ho deciso io. Delirio, follìa del vermiciattolo che si crede un dio. Stronzate.No, io faccio la mia piccola parte modesta e quindi considero eterno ciò che faccio. Se costruissi una casa la immaginerei eretta nel suo sito per sempre: nel 2100, nel 2300, nel 2850, nel 3700, nel 7520. Anche questo blog lo scrivo come fosse per l’eternità! E lo faccio pur sapendo che è in bilico su precarie elettricità e che i «signori di Libero.it» possono cancellarlo in qualsiasi momento (sono ragionevolmente sicuro, anche se non sono stato lì a sciropparmi le trecento videate di condizioni d’uso, che da qualche parte nel contratto, in carattere microscopico, c’è scritto che possono cancellarlo senza dare nessuna spiegazione e senza alcun risarcimento: i potenti, piccoli o grandi, mettono sempre clausole così, le cosiddette clausole d’inculata).Cambiando argomento, pensavo che Guido Gozzano ha scritto una poesia in cui dichiara il suo amore per tutte le signorine che mangiano paste nelle confetterie (vedi qui o qui: nessuno dei due siti la trascrive perfettamente ma ci accontentiamo – forse non l’hanno immaginata per l’eternità, la loro trascrizione, e quindi l’hanno messa giù trascuratamente, come le case a termine). E mi sono venute in mente le ragazze che fanno i pompini nei siti porno. Ho pensato che molte (non tutte, ma davvero molte) sono bellissime. E ho scritto una poesia per loro, che potete leggere qui sotto. So che alcuni storceranno il naso pensando che è solo una boutade, un modo per essere originale a ogni costo, l’anticonformismo di maniera dell’intellettuale. No, ragazzi, sono troppo vecchio per cadere ancora in simili trappole. Le modelle dei siti porno, spesso semplici e genuine, mi piacciono davvero molto più che quelle altre, quelle pagatissime e un poco anoressiche, che ogni tanto si sbronzano e insultano un poliziotto ma in galera non ci vanno perché sono ricche, quelle che indossano capi d’alta moda e mai poserebbero per foto troppo erotiche, e che anzi se scappa fuori un loro pezzettino di nudo è subito gossip planetario, quasi fra le cosce avessero non una fica ma un oggetto misterioso, unico, mai visto e stupefacente, la pietra filosofale. E che tante volte, a ben guardarle, belle non sono affatto, né fresche, né simpatiche. Ma, insomma, quelle lasciamole perdere. Ciò che voglio dire è che nei siti porno (per esempio questo – non cliccare se sei minorenne – figuriamoci!) ci sono tantissime ragazze graziosissime. Da innamorarsene, almeno come quelle di Gozzano.Che poi, detto per inciso, il pompino non è un’arte tanto facile. Pochissime donne lo sanno fare davvero bene (così come – par condicio – pochi uomini sanno baciare bene la passeretta – stando a quanto mi confidano le amiche), con morbidezza, senza far sentire i denti, inducendo un giusto lievitare... Eh, ci sono tante cose che ai giovani non si insegnano mai bene: la musica, il disegno, l’educazione civica, leggere un orario ferroviario, il pompino e il cunnilinguo, la libertà dello spirito, la ginnastica, rammendare un calzino, la democrazia, cucinare il riso, il rispetto per le persone, togliere il calcare dal filtro dei rubinetti, la storia contemporanea, la posizione da prendere sugli autobus per agevolare la salita e la discesa dei passeggeri, slacciare un reggiseno, la poesia, cambiare una guarnizione a una caffettiera, gestire l’angoscia, lavare i maglioni a trenta gradi con il programma delicato, pensare, sognare, interrare i bulbi dei giacinti alla distanza giusta, pulire gli occhiali senza che restino peluzzi, baciare nei punti giusti, non avere paura, cambiare il toner alla stampante, pulire il pesce e tante, tante, tantissime altre cose.Siete andati a votare, marrani? Buona settimana!XXX-CHANTILLYLe ragazze che dentro i siti pornoin foto o in video fanno pompinie scopano e lo prendono nel culoe anche tre per volta e sulla facciaprendono schizzi di sperma a ruscellie altre cose ancora, innominabili,ho notato che in larga maggioranzasono belle e dolcissime: hanno occhiverdi, blu, grigi, neri, luminosicome riverberi, sopracciglia morbide,capelli che vorremmo accarezzare,fianchi di seta, tettine simpaticheda baciare e poi tutto un andamentosvelto sontuoso risoluto fiero.Guido Gozzano era innamoratodi tutte le signore che succhiavanole paste dentro le confetterie.Consimilmente sono innamoratodelle ragazze che succhiano cazzinei siti porno con grazia e armonia.[Nell’immagine, alcune ragazze «prese» da fotoservizi assolutamente porno, del tipo descritto nella poesia.]