Carlo Molinaro

Uova del cinquantotto


Verso l’una di notte mi sono accorto di avere fame (oggi ho saltato sia il pranzo sia la cena, mi sono dimenticato) e allora mi sono fatto due uova sode da mangiare con i pomodorini (vedi immagine) e mentre mettevo nel pentolino l’acqua fredda scacciandone la calda, per raffreddare le uova dopo cotte, mi è venuta scritta questa specie di poesia qua sotto. Adesso mangio.UOVA DEL CINQUANTOTTONell’infanzia ricordo donne che si scottavano le ditaper sbucciare le uova sode appena tolte dall’acqua bollentele guardavo e soffrivo per loro e nello stesso tempole trovavo stupidenon ho mai capito perché non le raffreddassero primale uovaspero che adesso non succeda piùio le raffreddo sempre per bene sotto l’acqua freddaprima di sbucciarle e mi sembra una cosa logicama chissàe ricordo altri dolori più profondi che non so perchénon si evitasseroeppure ogni tanto accade ancorastupidamenteprendere fra le dita qualcosa che brucianon fare attenzione usando un coltelloe soprattutto farsi malefacendo cose che nessuno sa perché si fannosi fanno cosìnessuno sa perché.