Mercoledì 8 ottobre alle ore 21, presso il Salone Dugentesco di Vercelli, si terrà la presentazione dell’antologia Le carte di riso. Contiene una selezione di quindici poeti «vercellesi» (chi di nascita, chi di residenza, chi d’origine, chi d’adozione), curata da Francesca Tini Brunozzi, fondatrice della «Casa della Poesia» a Vercelli. Io pure sono vercellese di nascita e d’infanzia e adolescenza, e sono incluso nell’antologia. Gli altri sono Alice Castiello, Alessia Cipitì, Gian Mario Coppo, Roberto Crosio, Paola Di Carlo, Luisa Facelli, Giorgia Genatiempo, Paola Lazzarini, Serena Leale, Guido Michelone, Gian Piero Prassi, Tonino Repetto, Mirko Romano ed Enrica Visconti. Se passate da Vercelli mercoledì sera (ammetto che è una cosa un po’ improbabile, se non siete vercellesi), fateci un salto! Il Salone Dugentesco è anche un bell’ambiente. Delle mie poesie (una decina) la maggior parte è recente e inedita, ma ne è stata ripescata anche una molto «vecchia», dal mio primo libro pubblicato, del 1981. È stata ripescata proprio perché parla di Vercelli, su un ritmo di litania che mi fu ispirato da una poesia di Giorgio Caproni per Genova. Ve la metto qui sotto. Buona domenica.VERCELLI (da un’idea di Giorgio Caproni)Vercelli di vecchi bavosi. La morte. La cirrosi.Vercelli dei Cappuccini tomba dei miei sogni bambini.Vercelli parrocchiale, sofferente, neutrale.Vercelli d’osteria. Tannino. Nostalgia.Vercelli di piazza Camana, diversa, quasi umana.Vercelli di Ketty e Graziella. Zingara. Cruda. Bella.Vercelli di compagnia, ipocrita e restia.Vercelli del liceo: corruzione. Galateo.Vercelli della Vecchia Brenta, che ormai per sempre s’è spenta.Vercelli innamorata. Azzurra. Disperata.Vercelli della Questura, che sempre m’ha fatto paura.Vercelli democristiana. Vendicativa. Ruffiana.Vercelli di cantina. Bottiglie. Ragazzina.Vercelli comunista, noiosa, opportunista.Vercelli del pallone. Oblio. Retrocessione.Vercelli tubercolotica, sedentaria e nevrotica.Vercelli di Porta Milano. Ghetto. Polizia. Siciliano.Vercelli di vecchie signore, grondante di rancore.Vercelli delle alte sfere. Grosso ondeggiante sedere.Vercelli intellettuale, il whisky. Il Capitale.Vercelli in bicicletta: allegra, giovanetta.Vercelli elementare dove ho imparato a pensare.Vercelli mia senza cuore che assuona in amore fetore e dàlli, dàlli all’untore![Nell’immagine, la basilica di Sant’Andrea, a Vercelli.]
Le carte di riso a Vercelli
Mercoledì 8 ottobre alle ore 21, presso il Salone Dugentesco di Vercelli, si terrà la presentazione dell’antologia Le carte di riso. Contiene una selezione di quindici poeti «vercellesi» (chi di nascita, chi di residenza, chi d’origine, chi d’adozione), curata da Francesca Tini Brunozzi, fondatrice della «Casa della Poesia» a Vercelli. Io pure sono vercellese di nascita e d’infanzia e adolescenza, e sono incluso nell’antologia. Gli altri sono Alice Castiello, Alessia Cipitì, Gian Mario Coppo, Roberto Crosio, Paola Di Carlo, Luisa Facelli, Giorgia Genatiempo, Paola Lazzarini, Serena Leale, Guido Michelone, Gian Piero Prassi, Tonino Repetto, Mirko Romano ed Enrica Visconti. Se passate da Vercelli mercoledì sera (ammetto che è una cosa un po’ improbabile, se non siete vercellesi), fateci un salto! Il Salone Dugentesco è anche un bell’ambiente. Delle mie poesie (una decina) la maggior parte è recente e inedita, ma ne è stata ripescata anche una molto «vecchia», dal mio primo libro pubblicato, del 1981. È stata ripescata proprio perché parla di Vercelli, su un ritmo di litania che mi fu ispirato da una poesia di Giorgio Caproni per Genova. Ve la metto qui sotto. Buona domenica.VERCELLI (da un’idea di Giorgio Caproni)Vercelli di vecchi bavosi. La morte. La cirrosi.Vercelli dei Cappuccini tomba dei miei sogni bambini.Vercelli parrocchiale, sofferente, neutrale.Vercelli d’osteria. Tannino. Nostalgia.Vercelli di piazza Camana, diversa, quasi umana.Vercelli di Ketty e Graziella. Zingara. Cruda. Bella.Vercelli di compagnia, ipocrita e restia.Vercelli del liceo: corruzione. Galateo.Vercelli della Vecchia Brenta, che ormai per sempre s’è spenta.Vercelli innamorata. Azzurra. Disperata.Vercelli della Questura, che sempre m’ha fatto paura.Vercelli democristiana. Vendicativa. Ruffiana.Vercelli di cantina. Bottiglie. Ragazzina.Vercelli comunista, noiosa, opportunista.Vercelli del pallone. Oblio. Retrocessione.Vercelli tubercolotica, sedentaria e nevrotica.Vercelli di Porta Milano. Ghetto. Polizia. Siciliano.Vercelli di vecchie signore, grondante di rancore.Vercelli delle alte sfere. Grosso ondeggiante sedere.Vercelli intellettuale, il whisky. Il Capitale.Vercelli in bicicletta: allegra, giovanetta.Vercelli elementare dove ho imparato a pensare.Vercelli mia senza cuore che assuona in amore fetore e dàlli, dàlli all’untore![Nell’immagine, la basilica di Sant’Andrea, a Vercelli.]