Carlo Molinaro

Il libro presentato


Ieri sera la presentazione del libro è andata bene. C’era un pubblico abbastanza folto. C’erano persone che non conosco, e questo è un bene: vuol dire che non è sempre soltanto «la solita cerchia d’amici». C’erano, in compenso, larghi vuoti nella presunta cerchia d’amici. Insomma, come spesso accade (e fatte le dovute eccezioni) viene chi non t’aspetti e non viene chi t’aspetti. È una cosa che ho già sperimentato spesso. Comunque, ripeto, c’era un pubblico abbastanza folto. E attento e partecipe. Beppe ha introdotto la serata e io ho detto un po’ com’è e come non è quella specie di romanzo o non romanzo che ho scritto.Presentare un libro a un pubblico è utile anche all’autore: nel rispecchiamento, si nota sempre qualcosa in più che prima non s’era notato. Ieri sera ho percepito che i due protagonisti della mia storia sono proprio dei puri di cuore – forse fin troppo – e che è molto difficile spiegarlo, raccontarlo. Ma, insomma, bisogna leggerlo, il libro.Poi certo ognuno interpreta le cose secondo la propria Weltanschauung, la propria matrice, la propria vicenda personale e sociale. Tu racconti, ma nelle orecchie di ciascuno arriva un racconto diverso. Questo si sa. A una ragazza conosciuta di recente ho scritto che mi ricorda vagamente (fortuna che ho precisato: vagamente) la protagonista del mio romanzo. Gliel’ho scritto con slancio positivo, con lo stesso tono con cui avrei potuto scrivere «che bella che sei» (esiste un tono scrivendo un messaggio su Facebook? certamente sì!). Ma magari ho commesso un errore, magari s’è offesa!Perché, anche se un anziano signore ieri sera in libreria continuava a stigmatizzare il permissivismo dilagante nella nostra società, io vedo invece permanere un moralismo ipocrita, strisciante, bipartisan, anzi polipartisan, dove tutto si fa ma non si dice, e se si viene a sapere volano lamette taglienti, cattive, pietre di calcoli atrabiliari scagliate con nonchalance da cupi criptopeccatori. Ecco, la solare protagonista del mio nonromanzo è l’esatto opposto di questo, o almeno voleva esserlo, chissà se ci sono riuscito almeno in parte. Magari no.Una gocciolina di moralismo forse l’ho trovata anche in un commento anonimo (ma perché mi mettete commenti anonimi? firmatevi, no? m’innervosisce l’anonimerìa!) scritto in questo blog ieri alle 19.08; e stamattina ho buttato giù una specie di poesia che è stata un po’ stimolata, se non proprio ispirata, da quel commento anonimo. La trascrivo qui sotto, come di consueto. E va ben. Buon sabato!MONDO VISCERE CUORELo sguardo sulle cose del mondoè certamente legato alle viscere e al cuorese hai un problema intestinalee/o una ragazza ti ha trattato malei trasporti urbani funzionano peggiola riforma Gelmini è più irrimediabilela politica cinese è più feroceil capitalismo è ancora più cupoc’è sempre meno lavoro meno soldisiamo rincoglioniti dalla televisionese sei andato bene di corpoe/o una ragazza è stata gentilegli autobus non sono poi malacciola scuola primaria la ricostruiremoin Cina si son fatti anche progressiil capitalismo riusciremo a cambiarloci sarà del lavoro non siamo alla famela televisione basta spegnerlale viscere e il cuore sono determinantiin questi nostri contesti non estremidove – al momento – nessuno cadestremato sul marciapiede per denutrizionenei contesti estremi invece non c’è soluzionechi muore corroso in una pozza d’acqua marcianon ha ragazze né gentili né scontrosenon va bene di corpo in ogni casoneppure pensa alla politica cinesemuore e bastama io che ho il lusso di vivere e scriveresono consapevoleche le viscere e il cuore sono determinanti– piaccia o no! – giorno per giornotutto è collegato in questo lampo di vitauna poesia d’amore per un’adolescenteun poesia d’orrore per il mercato globalenon sono due poesie diversenon due vite diversesono due strofe della medesima poesiadue minuti della medesima vitanon penso sempre a chi muore strematone sono consapevolequantomeno ne sono consapevolesono in una casa di Torino in Italiaun sabato mattina d’ottobreforse oggi non leggerò giornalinon accenderò la radiofarò alcune cose che devo fare quipoi uscirò vedrò forse degli amiciè un sabato e sono qui a Torino ese incontrerò una ragazza gentilepenserò cose allegrese invece mi verrà la diarreapenserò cose tristie se qualcuno mi domandacome faccio da vecchioche le ragazze calanoe aumentano gli acciacchigli rispondo: amico mio non ne ho ideacome t’è saltato in mente di credereche io sia uno che sa tutte le cose?(Forse da vecchio scriverò soltantosulle questioni del capitalismo globale:ma sarà in prosa. Comunque non so.)