Sono stato al teatro Gobetti a vedere Gobetti (una coincidenza), dico Marco Gobetti e Anna Delfina Arcostanzo nel loro spettacolo-dialogo Lo stagno. Buono. Grazie a Milena che me l’ha segnalato (anche se poi lei non c’era, o non l’ho vista). Non ne scrivo una recensione, dico solo che dopo un inizio un po’ incerto prende quota e sa emozionare. E che sono contento di esserci stato. E che ve lo consiglio, anche se lì al Gobetti non sono previste repliche, mi pare. E che mi ha ispirato una poesia, questa qui che s’intitola Per finta o per davvero. Buona notte!PER FINTA O PER DAVVEROVivi per finta, vivi per davvero,che cosa conta? Tornare dal fangodelle trincee o dello stagno dovecantavano le rane, per davveroo per finta: le strisce delle palleuccidono per finta o per davvero.La verità è dentro gli stivalima non conta. Non conta ricordarela storia appesa ai fili a sgocciolare,né le insidiose rive dei canaliin fondo alla campagna: quel che contaè un bacio ancora da volere, un bacio.Allora il fumo è lui che è per davveroed è per finta il sangue nella terra:un pugno in faccia alla morte che attendecon la sua sicumera: il fumo saledove la falce non arriva e il tempos’impunta come un ruscello alla chiusa.Non sono morto in guerra né annegatoin un torvo naufragio, ma conoscoil vuoto dopo il sogno, da riempirecon la roba che trovi, gli scalinivertiginosi del terrore quandoper un istante il mostro è senza maschera.E guardo gli scalini della scenada cui gli attori scendono, alla finedello spettacolo, dopo gli applausi:scendono e passano accanto agli amiciper finta o per davvero, li salutano,cercano un posto per andare a cena.[Nell’immagine, la scena del teatro Gobetti stasera prima dell’inizio dello spettacolo.]
Per finta o per davvero
Sono stato al teatro Gobetti a vedere Gobetti (una coincidenza), dico Marco Gobetti e Anna Delfina Arcostanzo nel loro spettacolo-dialogo Lo stagno. Buono. Grazie a Milena che me l’ha segnalato (anche se poi lei non c’era, o non l’ho vista). Non ne scrivo una recensione, dico solo che dopo un inizio un po’ incerto prende quota e sa emozionare. E che sono contento di esserci stato. E che ve lo consiglio, anche se lì al Gobetti non sono previste repliche, mi pare. E che mi ha ispirato una poesia, questa qui che s’intitola Per finta o per davvero. Buona notte!PER FINTA O PER DAVVEROVivi per finta, vivi per davvero,che cosa conta? Tornare dal fangodelle trincee o dello stagno dovecantavano le rane, per davveroo per finta: le strisce delle palleuccidono per finta o per davvero.La verità è dentro gli stivalima non conta. Non conta ricordarela storia appesa ai fili a sgocciolare,né le insidiose rive dei canaliin fondo alla campagna: quel che contaè un bacio ancora da volere, un bacio.Allora il fumo è lui che è per davveroed è per finta il sangue nella terra:un pugno in faccia alla morte che attendecon la sua sicumera: il fumo saledove la falce non arriva e il tempos’impunta come un ruscello alla chiusa.Non sono morto in guerra né annegatoin un torvo naufragio, ma conoscoil vuoto dopo il sogno, da riempirecon la roba che trovi, gli scalinivertiginosi del terrore quandoper un istante il mostro è senza maschera.E guardo gli scalini della scenada cui gli attori scendono, alla finedello spettacolo, dopo gli applausi:scendono e passano accanto agli amiciper finta o per davvero, li salutano,cercano un posto per andare a cena.[Nell’immagine, la scena del teatro Gobetti stasera prima dell’inizio dello spettacolo.]