Carlo Molinaro

Tematiche


La vittoria di Barak Hussein Obama alle presidenziali statunitensi mi rallegra. Forse è l’uomo nuovo. Ha detto che creerà cinque milioni di posti di lavoro nel campo delle energie rinnovabili: cioè metterà cinque milioni di persone in più a lavorare per salvare il pianeta. Da trent’anni almeno aspettavo che finalmente nel mondo qualcuno avviasse una cosa così: la cosa più semplice e indispensabile, la cosa più logica. Ma non la più facile, perché ci sono gli stronzi del petrolio e delle armi che credono di potersi arricchire ancora con la benzina e le guerre, e quando la benzina e le guerre inghiottiranno il pianeta e inghiottiranno anche loro, con tutto il genere umano, sarà una magra consolazione dire che erano proprio coglioni, i potenti della Terra. Bisogna fermarli prima.Poi ho pensato che io su queste cose non scrivo mai poesie (tranne rarissime motivate eccezioni), e allora mi è venuta questa poesia sul perché non scrivo poesie sulle grandi tematiche mondiali. Buon giorno!TEMATICHEQuando avrò vomitato, strafatto, in un vicolodi Harlem, ricadendo nel mio vomitoe nella merda, con dentro negli occhigli occhi di un nero calpestato a morteda nemici o compagni, abbandonatoal terrore del viscido dei murisenza una via d’uscita, allora scriverò– se potrò ancora – di tutte queste cose:il vomito, la merda, la violenzanel vicolo, il terrore, gli occhi, il viscido.Ora io no, non posso: ho vomitato,sì certo, in qualche vicolo a Torinoventi o trent’anni fa ma la faccendanon era interessante: un alcolistapresuntuoso e viziato, ingarbugliatonei suoi pensieri sfatti e nella birrache beve e vomita e si maledice.A me non sembra roba interessanteda farci le poesie.                             Non pretendodi tutto conoscere o tutto sentirecon queste mie piccole antenne fallate:di solito non scrivo poesiesulle tragedie del giornale radio.Perché, spenta la radio, m’addormentoe dormo anche se in Asia hanno ammazzatocentomila persone, anche bambini.Ho visto che tutti gli stimati poetiitaliani hanno scritto qualche versosulle Twin Towers, l’11 settembre:io no, nemmeno un rigo. E non ho scrittosul Chiapas né sul Tibet, non ho scrittodel subcomandante Marcos e neanchedella Cecenia o dell’Iraq. No, niente.Non ho scritto neppure di fucili:ho imbracciato soltanto, da ragazzo,una carabina per sparare alle tolle:non sono competente. Non so scriveredi quello che non provo di persona.Certo è un mio limite. Però preferiscoquesto mio limite al suono stonato(stonato come chi non sa la musica)dei poeti onniscienti universologi,che versano in versi le preziose lacrimesulle tragedie del giornale radio. Poidormono anche se in Asia hanno ammazzatocentomila persone, anche bambini.(Ma sono contento che abbia vinto Obama:non è che resto chiuso nel mio angolo:Obama ha detto che vuole ridurredell’ottanta per cento le emissionidi anidride carbonica e perciòqualche speranza c’è. Io dico soloche non ho competenza a poetarci.)