In questi giorni lavoro davvero assai terribilmente. Giorni di lavoro eccezionale. Insomma, cioè, di lavoro effettivo saranno poi una dozzina di ore al giorno, e so che ci sono certi professionisti che riderebbero ed esclamerebbero (ma i professionisti esclamano? o è poco professionale esclamare?): «Ahrg ahrg ahrg, ma come terribilmente, ma come eccezionale? Io lavoro sempre così, e anche di più, e ne godo: altro che voi fannulloni di sinistra [© Brunetta lo sterminatore]». Ebbè. Che Dio abbia misericordia di loro e dei loro cari. Per me è terribile ed eccezionale. Se lavorassi sempre così forse avrei più soldi (ma comunque in realtà non potrei, perché il lavoro mica sempre c’è), epperò sarei molto infelice e nervoso e stanco e diventerei cattivissimo e odioso e picchierei i bambini e insulterei le donne. Quindi meglio evitare, per il bene di tutti.[Noto per inciso che c’è anche chi lavora più di dodici ore al giorno e non è un professionista ma un immigrato schiavo in qualche oscuro malsano seminterrato del profondo Nord o nelle piantagioni di pomodori del profondo Sud. Qualcuno magari nemmeno tanto immigrato, perché lo sfruttamento dilaga pure a danno dei nativi della Penisola, ormai. Si rischia di vanificare anche conquiste essenziali, come le otto ore giornaliere, ottenute per esempio dalle mondine nelle risaie più di un secolo fa. Si rischia? No, è già successo, temo.]Il superlavoro incide anche sulla casa che in questi giorni è una vera discarica, cianfrusaglia appoggiata dappertutto, cataste di roba da lavare eccetera. Va bene, va bene, lo so, è una scusa: la mia casa è sempre così. Ma adesso ancora di più. Ieri sera mi è venuto da filmare il tavolo della cucina e l’ho fatto (vedi sotto). Forse non a caso, in quel momento, la radio, sintonizzata sull’emittente Radioflash (l’affiliata torinese di Radio popolare) mandava la trasmissione Il discaricanauta. Basta. Riaffondo nel lavoro. Buona settimana a tutte e a tutti.[Nell'immagine in alto a destra, Fanciulla che beve acqua su sfondo di foglie verdi, luogo incerto, primi anni del sec. XXI d. C.]xxxxxxxx xxxxxxxx
Il tavolo della cucina
In questi giorni lavoro davvero assai terribilmente. Giorni di lavoro eccezionale. Insomma, cioè, di lavoro effettivo saranno poi una dozzina di ore al giorno, e so che ci sono certi professionisti che riderebbero ed esclamerebbero (ma i professionisti esclamano? o è poco professionale esclamare?): «Ahrg ahrg ahrg, ma come terribilmente, ma come eccezionale? Io lavoro sempre così, e anche di più, e ne godo: altro che voi fannulloni di sinistra [© Brunetta lo sterminatore]». Ebbè. Che Dio abbia misericordia di loro e dei loro cari. Per me è terribile ed eccezionale. Se lavorassi sempre così forse avrei più soldi (ma comunque in realtà non potrei, perché il lavoro mica sempre c’è), epperò sarei molto infelice e nervoso e stanco e diventerei cattivissimo e odioso e picchierei i bambini e insulterei le donne. Quindi meglio evitare, per il bene di tutti.[Noto per inciso che c’è anche chi lavora più di dodici ore al giorno e non è un professionista ma un immigrato schiavo in qualche oscuro malsano seminterrato del profondo Nord o nelle piantagioni di pomodori del profondo Sud. Qualcuno magari nemmeno tanto immigrato, perché lo sfruttamento dilaga pure a danno dei nativi della Penisola, ormai. Si rischia di vanificare anche conquiste essenziali, come le otto ore giornaliere, ottenute per esempio dalle mondine nelle risaie più di un secolo fa. Si rischia? No, è già successo, temo.]Il superlavoro incide anche sulla casa che in questi giorni è una vera discarica, cianfrusaglia appoggiata dappertutto, cataste di roba da lavare eccetera. Va bene, va bene, lo so, è una scusa: la mia casa è sempre così. Ma adesso ancora di più. Ieri sera mi è venuto da filmare il tavolo della cucina e l’ho fatto (vedi sotto). Forse non a caso, in quel momento, la radio, sintonizzata sull’emittente Radioflash (l’affiliata torinese di Radio popolare) mandava la trasmissione Il discaricanauta. Basta. Riaffondo nel lavoro. Buona settimana a tutte e a tutti.[Nell'immagine in alto a destra, Fanciulla che beve acqua su sfondo di foglie verdi, luogo incerto, primi anni del sec. XXI d. C.]xxxxxxxx xxxxxxxx