Carlo Molinaro

L'essenziale


Faccende varie. Ho portato un vecchissimo elaboratore elettronico, ormai troppo obsoleto per riutilizzarlo ancora, all’apposita discarica, in corso Moncalieri, da bravo cittadino ecologico. C’è il sole, alterno il lavoro a qualche riordinamento della casa (ce n’è assai bisogno), magari adesso mangio qualcosa, e intanto ho scritto due poesie, eccole qui sotto. Nell’immagine, un drappello di fiammiferi usati, che dopo avere acceso il fuoco sotto vari caffè e pastasciutte si erano riposati (chi per un mese, chi per una settimana, chi per un solo giorno) in una ciotola accanto al fornello, cadono nel rimescolato oblio vorace della pattumiera, e per loro neppure una lacrima. Buon giovedì.MODERARE IL PENSIEROForse il pensiero è come le altre cose– il sesso, il cibo, le canne, il lavoroe così via – è come le altre coseche vanno bene nella giusta dosema non di più. Che persino l’ossigeno,fondamentale per la nostra vita,ci vuole in quella percentuale, il dodicio tredici per cento, non di più,nell’aria, non di più, se no fa male.E allora anche il pensiero, perché no?Soprattutto il pensiero dei perché!Se esageri a pensare, nel pensieroci entra tutto e il contrario di tutto,è un pandemonio, ti scoppia la testa:ti piace quel lavoro o lo fai soloperché ti pagano? hai dato una manoa quell’amico perché volevi farloo per dovere? ami la ragazzao è la paura di restare soloe senza sesso? il libro dell’amicaè bello oppure l’hai lodato tantoper far piacere a lei? abiti quiperché è un bel quartiere o per pigriziadi traslocare? Ci pensi, ci pensi,è anche giusto pensarci, ma se esagerisi sovrappongono tutti i pensierie tutte le risposte sono valide:sei al punto d’inizio. Col pensieroa un certo punto bisogna fermarsi:dire okèy, la verità per oggiè questa, poi domani si vedrà.Se no stai sempre lì a rimuginaree la vita ti passa senza viverla.L’ESSENZIALEC’era un fumetto, su Linus, di un campomilitare, qualcosa così, c’era una tipadi nome Zolletta, non ricordo altri nomi,erano nomi inglesi e io i nomi inglesinon riesco proprio a ricordarli, c’eraun militare quadrato con l’elmo,e forse un altro con il naso lungo, forsenon militare, insomma non ricordoun cazzo, ma c’era una tipa(non Zolletta, era un’altra) che andavadentro il campo a trovare il morosoe studiava tutti i modi per entrarci,una volta anche chiusa dentro un paccopostale, con i buchi per l’aria,faceva di tutto per vedere luie lui ne era fiero e contento e stamattinami è venuto in mente: perché anch’iosono fiero e contento di una che mi amae fa di tutto per vedere me:forse un giorno si spedirà persinodentro un pacco postale – e ionon ricordo mai un cazzo ma in fondoricordo l’essenziale.