per la mamma di C.Quando una persona cara a una persona cara sta morendo– quasi certamente muore oggi –anche se è una persona che non ho mai vistoguardo il cielo ma non è che lo guardo per cercarci qualcosa:guardo il cielo così in quanto cielo e basta,cielo di questo pomeriggio bianco azzurro screziato chiaroe penso che è proprio terribile, è naturale ma è terribilenon vedere più cieli di pomeriggi chiari screziatidi nuvole leggere sempre un poco diverse:sapere all’improvviso che questo cielo qui è l’ultimo:questo qui con questo disegno qui di nuvole, queste,quello di domani no, tu non lo vedrai più– e mentre scrivo più telefona uno della Tecnocase, ma vaffanculo,ma no è giusto che telefoni con la sua pubblicità immobiliareperché non sta succedendo niente, proprio niente, niente,è un pomeriggio come un altro e ora è già impercettibilmentepiù scuro, le nuvole hanno preso un colore d’avorio,nella mansarda di fronte hanno acceso la luce:non è da oggi che lo sappiamo che c’è un numero finitodi pomeriggi chiari per ciascuno di noie i prossimi cieli, quegli altri, quelli dopo, li guarderanno altri:è naturale, è terribile ma è naturale,le cose terribili e naturali cerchiamo sempre di non pensarci– guarda, non avevo notato che hanno cambiato le finestredelle prime due mansarde qui davanti, sono nuove,laccate di bianco, hanno fatto bene perchétempo fa ne era volata giù unacon tutti i vetri, meno male che non passava nessuno.
L'ultimo cielo
per la mamma di C.Quando una persona cara a una persona cara sta morendo– quasi certamente muore oggi –anche se è una persona che non ho mai vistoguardo il cielo ma non è che lo guardo per cercarci qualcosa:guardo il cielo così in quanto cielo e basta,cielo di questo pomeriggio bianco azzurro screziato chiaroe penso che è proprio terribile, è naturale ma è terribilenon vedere più cieli di pomeriggi chiari screziatidi nuvole leggere sempre un poco diverse:sapere all’improvviso che questo cielo qui è l’ultimo:questo qui con questo disegno qui di nuvole, queste,quello di domani no, tu non lo vedrai più– e mentre scrivo più telefona uno della Tecnocase, ma vaffanculo,ma no è giusto che telefoni con la sua pubblicità immobiliareperché non sta succedendo niente, proprio niente, niente,è un pomeriggio come un altro e ora è già impercettibilmentepiù scuro, le nuvole hanno preso un colore d’avorio,nella mansarda di fronte hanno acceso la luce:non è da oggi che lo sappiamo che c’è un numero finitodi pomeriggi chiari per ciascuno di noie i prossimi cieli, quegli altri, quelli dopo, li guarderanno altri:è naturale, è terribile ma è naturale,le cose terribili e naturali cerchiamo sempre di non pensarci– guarda, non avevo notato che hanno cambiato le finestredelle prime due mansarde qui davanti, sono nuove,laccate di bianco, hanno fatto bene perchétempo fa ne era volata giù unacon tutti i vetri, meno male che non passava nessuno.