Carlo Molinaro

Pezzetti


La mansardina la cui vita seguo con più attenzione è la prima a sinistra, quella che vedo meglio stando seduto al tavolo di lavoro. Ma sul tetto qui di fronte che ne sono altre. La seconda è l'unica rimasta senza padellone; in compenso stamattina le hanno messo il chador, come si può osservare nella foto a destra. Spero che sia una faccenda temporanea. C'è davvero tanta gente che soffre di claustromania... Ho passato la mattina a lavorare, poi ho mangiato qualcosa, poi ho scritto una piccola poesia che s'intitola Pezzetti e che metto qui sotto.PEZZETTIAltro che mordi e fuggichi fugge si porta pezzetti di melascia dei buchianche se non ho morsotutte le donne tutte le ragazzetutti i paesi tutte le mansardedi cui mi sono innamoratofatto l'amore o non fattosi sono prese pezzetti di mevolendo o non volendodi ognuna sento la mancanzalo spazio vuotoquesta cosa spesso è dura da vivereperò non voglio lamentarmipezzo dopo pezzo m'assottigliomi disfaccioin fondo è meglio cosìperché il tempo lui corre veloceinvecchio e muoiodunque è meglio se si portano pezzetti - non importase li conservano o li buttano via -che me ne faccio iomeglio che li esauriscache li sparpagliche finisca tutti i miei pezzettiprima che arrivi la brutta signoracosì lei resta senza e ben le sta:mi troverà leggerissimo liberopronto a partire.