Carlo Molinaro

Lavitalamò


Devo lavorare sodo, quattro testi da finire entro martedì sera, però stamattina dopo una telefonata mi è venuta una poesia e mi è toccato scriverla, perché non scrivere una poesia quando ti viene è il più imperdonabile dei tradimenti. Dopo, mi sono messo al lavoro. Ho persino acceso entrambi i computer che ho, perché uno dei testi mi viene meglio con la versione vecchia di Word che ho su quello grande, così in questo momento la stanza ha un aspetto molto professionale, due computer ronzanti, a parte le foto delle morose o non morose vestite o non vestite alle pareti, ma insomma è casa mia non è un ufficio. Buon sabato!LAVITALAMÒUna che non mi telefonava quasi piùe adesso invece ogni tanto mi telefonastamattina al telefono mi ha parlatodi varie cose anche larghe, di naturae di mondo, e a un certo punto ha detto:lavitalamòNon ha fatto una pausa, ha continuato,ma io in quell'attimoin cui era stato dettolavitalamòe non ancora la sillaba successiva,ho pensato che potevano andar benedue diverse continuazioni;anche l'arrivo della consonante seguente,una R, non scioglieva il dubbio.Io sono lento e imbranatoma pensare penso velocissimoquindi ho riflettuto in quell'istantefra lavitalamò e Rche due diverse continuazionierano entrambe sensatenel contesto della frase.Se fossi stato toscano forsegià lavitalamò mi scioglieva il dubbioperché in un caso eralavitalamòe nell'altro eralavitalamóma sono piemontese e non distinguole vocali aperte da quelle chiuse:mi spiace ma nel parlatoproprio non le distinguo.Comunque avrete capitoche la frase si è poi completatain uno di questi due modi,ola vita la morteola vita l'amore- voi quale avevate pensato?Certo quando si fanno questi discorsilarghi, di natura e di mondo,ci entra dentro un po' tuttoe poi si può divagaree ho pensato addiritturache mi bastava la parte troncata,la parte di quel momentoprima della R e del seguito,ho pensato che dopo la mia mòrtequalcuno potrebbe con amóredire o scrivere di me- e penso che avrebbe ragione -la vita l'amò.Che pure questo è un po' ambiguoperché scrivendolo adesso mi sono accortoche intendevo che lui (cioè io) amò la vita, la amòla vita, la vita lui la amò, è chiaro,però leggendo beneci starebbe anche che la vita lo amò,che fu la vita ad amare lui- voi quale avevate pensato?Che non sarebbe mica brutto, anzi,fossero vere entrambe le versioni:la vita e lui, l'amore ricambiato,la bella storia, la storia d'amorefino alla morte, forse oltre madi queste cose di vita d'amore e di morte(e di altre sciocchezze, citando Guccini)non si è mai sicuri.