Carlo Molinaro

Dialoghi tra Leopardi


Mi viene da scriverla andando a capo ogni tanto:lo decidiamo dopo se è una poesia.L'idea era di parlare dei Dialoghi tra Leopardi,un monologo di e con Lorena Senestroche ho visto poco fa al Teatro della Caduta:anche questo vediamo dopo se succede o no.Sono arrivato lì e non c'era tanta gentee allora hanno disposto le sedie diversamentemettendo in sala anche dei tavolini,come in un vero cabaré.Mi sono seduto a un tavolinoe dopo un po' s'è seduta al "mio" tavolinouna ragazza carina da solacon una maglia rossa con un bel decolté(e scrivo decoltében consapevole che è un modo di dire demodéma ci sta bene coi leopardi in cabaré)e mi ha detto «ciao, ciao, come va?»quindi probabilmente ci conosciamoma io non mi ricordo(è grave, con le ragazze carine da sole)e le ho risposto «bene, abbastanza bene»e basta, è finita così.In attesa dello spettacolomandavano canzonette di Aznavour(quelle di Aznavour sono canzonetteo qualcosa di più? comunque fa lo stesso)e a volte le canzonette ti pigliano,magari ti pigliano male:quando ha cantatoque c'est triste Venisequand on ne s'aime plusm'è venuta un'agitazione tachicardica e ho pensato«vaffanculo Aznavour la tua è un'ipotesiche non voglio nemmeno considerarema proprio nemmeno considerare mai mai mai»e poi è cominciato lo spettacolo.All'inizio non m'è piaciuto tanto:lei è bravissima tecnicamente bravissima(d'altronde una che fa bene dei dialoghiin monologo - avevate notato, vero, la contraddizionefra il terzo e il quarto versoo la terza e quarta riga, dipende se decidiamoche questa è una poesia o no - dev'esserebrava per forza; poi sa pure ruggire e vagire)tecnicamente bravissima peròmi sembrava come quelle squadre di calcioche giocano un calcio tecnicamente bellissimoma, cazzo, facessero un gol! Però poinel finale la cosa è andata crescendoanche sul piano emotivo, m'ha presodi più, c'è voluto del tempo ma poi m'ha coinvoltoe quindi bene, sì, direi bene, bene.Poi sono uscito e ho letto un messaggiosul telefonino, di una che amo,e diceva che aveva fatto delle coseed era sporca e sudata e ho pensato che a mepiacciono le ragazze sporche e sudatee stavo per scriverglieloperò lei è ragazza come mecioè non nel senso più comune del terminee ho pensato che mi piacciono le giovani sporche e sudatee allora il discorso poteva essere pericolosoperché invece a una certa età forse è meglio lavarsicioè è un discorso che a me non urterebbese una mi dicesse «guarda, Carlo,a vent'anni potevi piacermi non lavato da un mesema adesso che hai passato i cinquantase ogni quindici giorni un bagno te lo fai è meglio»io è un discorso che non mi urta per niente,lo so benissimo, è la gioventù che sta benesporca e sudata, una ragazza dopo una corsa al sole(o anche un ragazzo, non facciamo gli omofobi)è una cosa da fare impazzire, non dovrebbemai e poi mai cacciarsi in quella cosa perversache chiamano doccia, mai e poi mai,mentre invece diciamo che in una casa di riposolavaggi più frequenti possono giovaree poi ci sono tutte le gradazioni intermediedelle varie età, dipende dai casi,è un discorso che a me non urterebbema bisogna vedere l'altro, l'altra, perchébisogna mettersi nei panni (sudati?) dell'altro,che un'altra amica mi dice sempreche lo so fare poco; poi comunque pensandocisecondo me anche la tipa che amoche è ragazza come me e mi ha mandato il messaggiose non si lava troppo a me piacevale anche per leiquindi apparentemente sto facendo un discorso senza senso,ma invece no, il fatto è che con lo sporco e sudatoho pensato a ragazze di vent'anninon lo posso negareeffettivamente quindi insomma non gliel'ho scrittoma mi sto ingarbugliando,dov'ero rimasto? Dicevo che lo spettacolonel finale è andato crescendo e m'è piaciutaquesta ripresa di Giacomo Leopardi,dai suoi dialoghi alle sue poesie alla personalità:la tesi dello spettacolo è una criticapessimistica alla mediocrità perenne ineluttabile eterna- così m'è parso di capire - e in particolarea quella, forse eluttabile, del tempo nostrodi cultura di massa e di televisione:tesi che condivido anche se in certi puntifarei dei distinguo, per esempio nella lode degli antichibisogna un po' vedere, perché anche gli antichilodavano gli antichi, c'è questa miticaetà dell'oro che è sempre prima, prima di ogni primae la cosa è sospetta, magari nel quattromiladiranno che il XXI secolo fu un'età dell'oro«mica come adesso», perciò ci andrei cauto.Anche sul concetto di ragazzo e di adulto- lei dice che è un mondo di troppi ragazzi -c'è da chiarire: a me il mondo sembratroppo adulto, stupidamente adulto, e la saggezzaragazza, ma certo lì dipende molto anchedai sensi che si danno alle parole.Le sempre ambigue parole. In sostanzaè stata una bella serata questa qui al Teatrodella Caduta, e se la roba che ho scrittonon è né una recensione né una poesiami scuso adducendo la ragione che in fondonon v'era alcuna necessità né domandané di una cosa né dell'altra e dunque basta,vado a dormire.