Carlo Molinaro

Cidere


CIDERE Oggi alla tavolata del pranzo di Natale c'era una donna che allattava un bambino. È una lontana parente e raccontava che quel bambino le è nato all'improvviso, in casa, in bagno, e poi è andato tutto bene: ma s'era spaventata: c'era il problema di recidere il cordone ombelicale. Gli animali lo fanno con i denti, noi umani non più. Poi tutto è andato bene e il bambino ha quattro mesi ed era bello che alla tavolata del pranzo di Natale ci fosse una donna che allattava un bambino. Del suo racconto mi è rimasto in testa un pezzo di verbo: -cidere, da recidere, e ho pensato ad altri verbi con -cidere: uccidere, decidere. Per i religiosi zelanti, anche circoncidere. E ho avuto come un'illuminazione triste: il mondo libero di liberi amori e amorosa libertà che sogno è veramente un'utopia. Probabilmente la vita è impossibile senza recidere, uccidere, decidere. Appena nati c'è già da recidere: la nascita è la fine di un rapporto. La nascita è un lasciarsi, un abbandono, una fine. Per fortuna non ce ne ricordiamo. E dopo? Quella donna che allattava il bambino ha un marito e penso sia contenta di averlo: non so se si amino, non so niente di loro - sono parenti lontani, li ho visti solo a Natale - ma avere un compagno per crescere un bambino credo che sia una cosa utile, io stesso ho collaborato a una cosa del genere per i due figli che ho avuto. È utile: forse non è indispensabile - se la cavano anche le ragazze-madri - però è utile, indiscutibilmente. Un rapporto così da genitori non necessariamente dovrebbe confliggere con i liberi amori però spesso confligge e bisogna decidere a cosa dare la priorità. Questo comunque sarebbe ancora un problema risolvibile: i problemi pratici sono sempre risolvibili: un'altra organizzazione sociale, altri metodi, altri modi di impostare la vita e in qualche secolo s'aggiusta, fare figli e vivere lo stesso amori liberi, gli inuit già fanno qualcosa del genere, il problema pratico-sociale è risolvibile, anche se non a breve. Ma vediamo la componente più difficile: i sentimenti. L'uomo fedele nel senso di monogamo (e di solito lo intendono in quel senso, benché - io credo - ci siano altri sensi) dev'essere per forza un valente assassino di amori: dev'essere uno che gli amori li sa uccidere. Infatti - salvo il raro caso di uno che s'innamori di una a dodici anni e poi resti innamorato solo di quella e non gli vengano altri amori fino a cent'anni o fino a quando vive - la permanenza dell'amore è incompatibile con la monogamia. Il monogamo a ogni nuovo amore deve uccidere con cura l'amore precedente. Chi ama l'amore non può uccidere amori, quindi chi ama l'amore non può essere monogamo evidentemente. L'uomo fedele nel senso di monogamo è un serial killer di amori; l'uomo che ama l'amore secondo alcuni è magari un serial lover - che è una cosa che sembra spregiativa - però almeno non è un assassino. (Sia chiaro che ho detto «uomo» ma vale anche per la donna: dicevo «uomo» in senso generico, il greco ánthropos, non il greco anér andrós.) In realtà anche questo problema sarebbe risolvibile, perché, secondo me, fedele non c'entra nulla con monogamo: fedele è colui che non smette di amare, non è colui che ama uno solamente. Quindi, a parte la recisione della nascita che però potrebbe essere complementare alla morte (la morte è di sicuro un recidere) e quindi da collocare, quel recidere, solennemente all'inizio e alla fine soltanto della vita ma - proprio per ciò - non durante la vita, si potrebbe anche vivere il tempo fra nascita e morte senza recidere né uccidere o decidere (sicuramente senza circoncidere). Sì, però no, l'illuminazione triste che ho avuto oggi è così, è che per tutti non funziona così, non va così, e per vivere bisogna recidere, uccidere, decidere continuamente, quotidianamente. Salvo rare eccezioni. E vabbè. Se non altro è stato bello vedere una donna allattare al pranzo di Natale: che, ammettiamolo, il pranzo di Natale normalmente è una rottura di palle e nient'altro: invece con una donna che allatta un bambino va già un po' meglio: tra il fritto misto pesantissimo, gli affettati, i cannelloni e le polpette vedi un poco di vita e di tette.