Carlo Molinaro

Vi amo


Ieri era Natale e fra le altre cose ho scritto questa poesia d'amore collettiva, che potrebbe anche essere allegra e persino natalizia: non dicono che a Natale ci si ama tutti? E non c'era qualche santo dei primi secoli della Chiesa (Agostino? non ricordo bene) che diceva: «Ama, e fa' cosa vuoi», intendendo, credo, che l'amore vince ogni legge e regola? Eppure no, stamattina, la mattina di Santo Stefano, sarà il clima, saranno cose accadute o percepite o dette, ho la sensazione che nulla serva a nulla, che tutto sia troppo complicato, e mi sento molto solo. Massì. Che dire? Buon doponatale a tutti. Nell'immagine, rose nella neve ieri qui a Vercelli dove ho passato il Natale: stecchi neri che sembrano morti, ma sono rose, e rifioriranno. VI AMO Vi amo. Dico voi, voi, voi lo sapete chi siete, lo sapete. Non siete le uniche persone che amo: si ama in tanti modi. Ma voi siete quelle che appena vi penso farei l'amore con voi: io vi amo dell'amore più classico, l'amore che vuole i baci e l'odore e gli abbracci e gli occhi luccicanti e il dolce amplesso. Voi donne, voi ragazze, vi amo, voi proprio voi, non dico in generale, dico voi, voi che siete un certo numero preciso: voi con cui l'amore lo faccio davvero in questo tempo e vorrei che non finisse, voi con cui l'ho fatto in un passato vicino o lontano e lo rifarei ora subito, voi con cui non l'ho fatto e lo desidero e lo farei quando appena potessi. Vi amo! Certo non tutte in tutti gli istanti ugualmente, non tutte con la stessa intensità in ogni minuto della vita, no: l'intensità sale e scende nei momenti come tutte le cose, ma se andiamo al di là del saliscendi dell'emozione e parliamo del sentimento, del durevole sentimento (e la voglia tenace di fare l'amore è un sentimento, è proprio un sentimento) allora vi amo sempre, tutte, fedelmente, voi mie donne, mie ragazze, voi volenti o nolenti, dentro di me vi amo incommensurabilmente. Siete tutte differenti, tutte uniche, ciascuna con le sue meraviglie, con diverse bellezze e diversi pensieri e modi e gesti e portamenti, però non c'è nemmeno una di voi a cui non darei baci, con cui non farei l'amore e i sogni e gli abbracci e tutto. Vi amo. E perciò vi scrivo questa piccola poesia d'amore collettiva, la poesia più sincera e innocente, la più vera, così controproducente, senza tattica, per nulla seducente, forse dannosa - ma genuinamente amorosa: vi amo, vi amo, vi amo.