Mia figlia, studentessa di medicina, mi parlava l'altro giorno della stupefacente complessità del corpo umano. Miliardi di cellule, una fabbrica che è frutto di quattro miliardi di anni di lavoro, guidata da programmi infinitamente più complicati di quelli del più moderno computer. Migliaia di funzioni tutte collegate fra loro: basta che se ne alteri una e c'è malessere, malattia. Esigenze ambientali rigorose: una data temperatura, una data percentuale di ossigeno nell'aria, con tolleranza solo di piccole variazioni. Necessità continue e non sospendibili: respirare, il sangue circolare, avere acqua, nutrimento. Incessanti aggressioni dall'esterno, una continua lotta, com'è in tutta la natura. Una macchina meravigliosa e delicata, basta un niente per distruggerla eppure, di solito, resiste a lungo, resiste il tempo di una vita.Collaborando a un libro scientifico anni fa ho scoperto che se, per assurdo, potessimo "sfilare" i nastrini di DNA dalle nostre cellule e annodarli insieme, otterremmo un filo lungo dalla Terra al Sole e ritorno: e questo con le cellule di un solo uomo. La stringa di istruzioni per l'uso che ci portiamo dentro è sufficiente a prendere al laccio il sole.E allora mi è venuto da domandarmi: se il nostro corpo è così, perché mai ci aspettiamo che la vita, i pensieri, i rapporti, i sentimenti, gli amori siano una cosa semplice? La nostra vita affettiva è una ulteriore evoluzione della nostra fisicità. È naturale che sia ancora più complessa. Se il filo delle istruzioni del nostro corpo basta ad acchiappare il sole, forse il filo delle istruzioni dei nostri sentimenti basta a legare insieme tutte le stelle.Però è anche vero che quando guardiamo o abbracciamo un corpo non è che pensiamo a quei miliardi di cellule e a tutte quelle funzioni. Lo guardiamo, lo abbracciamo e basta. E allora forse anche un amore, pur così complicato, possiamo guardarlo e abbracciarlo e basta, e viverlo, semplicemente. Tanto, quel filo di istruzioni così lungo da legare insieme tutte le stelle non riusciremmo mai a leggerlo tutto: provarci, forse, è solo una perdita di tempo. Meglio farlo, l'amore, e come viene viene.
Perché mai dovrebbe essere semplice?
Mia figlia, studentessa di medicina, mi parlava l'altro giorno della stupefacente complessità del corpo umano. Miliardi di cellule, una fabbrica che è frutto di quattro miliardi di anni di lavoro, guidata da programmi infinitamente più complicati di quelli del più moderno computer. Migliaia di funzioni tutte collegate fra loro: basta che se ne alteri una e c'è malessere, malattia. Esigenze ambientali rigorose: una data temperatura, una data percentuale di ossigeno nell'aria, con tolleranza solo di piccole variazioni. Necessità continue e non sospendibili: respirare, il sangue circolare, avere acqua, nutrimento. Incessanti aggressioni dall'esterno, una continua lotta, com'è in tutta la natura. Una macchina meravigliosa e delicata, basta un niente per distruggerla eppure, di solito, resiste a lungo, resiste il tempo di una vita.Collaborando a un libro scientifico anni fa ho scoperto che se, per assurdo, potessimo "sfilare" i nastrini di DNA dalle nostre cellule e annodarli insieme, otterremmo un filo lungo dalla Terra al Sole e ritorno: e questo con le cellule di un solo uomo. La stringa di istruzioni per l'uso che ci portiamo dentro è sufficiente a prendere al laccio il sole.E allora mi è venuto da domandarmi: se il nostro corpo è così, perché mai ci aspettiamo che la vita, i pensieri, i rapporti, i sentimenti, gli amori siano una cosa semplice? La nostra vita affettiva è una ulteriore evoluzione della nostra fisicità. È naturale che sia ancora più complessa. Se il filo delle istruzioni del nostro corpo basta ad acchiappare il sole, forse il filo delle istruzioni dei nostri sentimenti basta a legare insieme tutte le stelle.Però è anche vero che quando guardiamo o abbracciamo un corpo non è che pensiamo a quei miliardi di cellule e a tutte quelle funzioni. Lo guardiamo, lo abbracciamo e basta. E allora forse anche un amore, pur così complicato, possiamo guardarlo e abbracciarlo e basta, e viverlo, semplicemente. Tanto, quel filo di istruzioni così lungo da legare insieme tutte le stelle non riusciremmo mai a leggerlo tutto: provarci, forse, è solo una perdita di tempo. Meglio farlo, l'amore, e come viene viene.