Carlo Molinaro

La natura non ha festa


Poesia con fotopoesia. La fotopoesia è qui.LA NATURA NON HA FESTAFaccio un esempio semplice: se mangiouna torta, una torta che molto mi piace,mentre la mangio sono contento, direiche sono contento. Però nelle frazionidi secondo che il tempo di una tortacontiene (il tempo di una fetta di tortacontiene infinite frazioni di secondo)mi succede di pensare tante coseanche tristi o angoscianti o disgustose:non posso farci niente. Può succedereche io mi accorga della mia mandibolache si muove e della lingua che premesul palato il boccone, sfracellandolo, mentrele apposite ghiandole secernono saliva,e allora penso - non posso farci niente -alla mia mandibola calcificata,rimasuglio del cadavere disfatto,alle lingue secche dei vecchi, alle bavedei vecchi e dei bambini, alle lumachee ai vermi, alla vita che è un po' tuttauna bava precaria, scivolosae neppur bella, a tutti gli animaliche nascono in bava e muoiono in putredine,uno via l'altro. Allora sul mio visopassa qualcosa che non è piacere,e se qualcuno mi vede può accadereche mi domandi «Non è buona la torta?»e io rispondo «Sì che è buona» ed è veroma lui non resta convinto, sospettache io gli menta, per cortesia se è luiche ha portato la torta, o per altrimotivi, per chissà quali problemiche gli voglio nascondere. Allorapenso che vorrei non avere pensieri,mentre mangio la torta, ma subito pensoche senza pensiero la torta sarebbesolo cibo, zuccheri grassi carboidrati,forse qualche proteina, solo chimico ciboinghiottito per ragioni biologico-fisiologichesenza piacere alcuno, senza festa:in natura non esiste il piacere, la festaè un'invenzione della nostra testa.Penso che bisognerebbe pensare senza pensieri,forse quello è saper vivere, goderele torte - ma le torte sono solo un esempiosemplice, dicevo, perché il discorso valeper cose molto più importanti, comel'amore, gli abbracci, guardare, annusareun'erba o un fiume, tutto quanto, alla finetutta la vita. Certo coi miei pensieriqualche cosa mi perdo, della torta:su dieci bocconi, mettiamo, che ci sonoin una fetta di torta, cinque o seili mangio senza accorgermi, perchéi miei pensieri mi portano via. E tuttaviasono fatto così, e quel poco che mi gustofra un pensiero e l'altro me lo gustodavvero tanto, non va così male;però la cosa che più mi dà ansiaè che qualcuno, guardandomi in faccia,e cogliendo le frazioni di tristezza o di disgusto,decida che la torta non mi piaccia:perché invece mi piace, forse piùche a chiunque altro. Ma è difficilespiegarlo, mi è difficile spiegarlo:forse altri vivono tutto in modo più naturale- ma è inspiegabile, perché nella natura,che io sappia, non esiste il piacerené l'amore né la festa, soltanto organismichimici che si fanno e si disfanno:la natura per fare un po' di festaha bisogno della nostra testa:per bacata che sia, ne ha bisogno.D'altrondela nostra testa è un'invenzione della natura.