Carlo Molinaro

Due poesie


È COME NEL SESSO È come nel sesso: io non so sapere quale maniera ti dà più piacere e come e quando. Progressivamente mi ci avvicino, sbaglio meno, però sono insicuro, perché le vibrazioni sono infinite: basta un oscillare impercettibile a fare crollare il castello - che sia stato costruito da un minuto o da un secolo è lo stesso. E ci rimango male; e ci rimani male: è come nel sesso; è in tutte le cose. E la malinconia di giovinezza che tu sembri, tu sembri non conoscere resta non condivisa: ma non è solo quello. Dappertutto per tanto che si voglia condividere è inesauribile il non condiviso. Camminare per mano lungo strade non tutte limpide, non sempre fiorite: e ogni torbido, ogni fiore mancante sentirlo colpa e accusa: è questa la realtà, amore mio, amore mio che non saprai di esserlo, che non saprai decidere se t'amo. È come nel sesso: talvolta succede per caso o per bravura o per chissà quale motivo il miracolo: succede e poi subito passa. Tu prendi, se puoi, questi radi fiori, queste chiazze di chiaro nell'imbruno del cammino. Un amore più grande e più perfetto io forse posso scriverlo. Ma questo - così sbilenco - è l'amore per te: con te io posso viverlo, se vuoi. VIAGGIO Le foglie il tuo seno i binari sono fuori da queste parole che scrivo. E quanto più scrivo queste parole per essere dentro tanto più sono fuori. Rimane l'astratto scheletro dell'armonia la scena macabra della distanza la ridicola simulazione della speranza. Rimane tacere e non pensare. E viaggiare.