È COME QUANDO SCRIVO LE POESIE Ce l'avevo sotto il naso, una spiegazione: e non la trovavo. È come le poesie: è come quando scrivo le poesie. È così tutto. Me ne sono reso conto attraversando la piana vercellese, molle d'acqua: mi sono accorto d'essere tranquillo, in pace: ho pensato che era bella la mia pianura con le sue risaie. Guardavo l'erba e mi sentivo bene: nel cielo aperto si riverberava una sequenza buona di colori. Poi è cambiato un qualcosa di vento o di luce, un qualcosa impercettibile e mi ha preso l'angoscia: all'improvviso tutto stava fuggendo, la morte brulicava nelle radici, non m'orientavo più e il cielo era di piombo. Basta un nulla a rovesciare il senso della scena: un filo che spostandosi si perde, un velo opaco posato su un fosso a chiudergli il respiro. Basta un nulla. Eppure il paesaggio è quasi uguale, è la stessa pianura di un attimo fa. È come quando scrivo le poesie: una parola inciampa, s'ingarbuglia, strappa il tessuto: sulla ferita aperta s'avventano parole parassite - abusate, retoriche, pesanti - e la poesia s'infetta, va in cancrena: quasi sempre è perduta. Eppure era così chiaro il discorso, così limpida l'idea nella mia mente, così franco il bisogno di scrivere. Ma basta un nulla e tutto diventa impossibile. È come quando scrivo le poesie: ogni cosa è così. Una donna mi sorride, io le sorrido, sembra vicinissima l'anima e la sua bocca, vicinissima la gioia - ed ecco, tutto a un tratto un gesto o suo o mio, o una parola, o solo uno zigomo, una vena del collo, o soltanto una finestra che sbatte in cortile o niente, niente, niente che si possa sapere ed è lontana, c'è un fastidio triste sul suo viso che adesso è lontanissimo. Eppure siamo noi, siamo gli stessi: invece no - non siamo mai gli stessi. È come quando scrivo le poesie: l'occhio ha guardato, il cuore esulta, il senso s'è illimpidito nella mente, il verso ha preso forma di suono e parole: ma il verso successivo può mancare, la verde piana può torcersi in fango di palude che inghiotte, può torcersi il sorriso in una vaga smorfia indifferente come se nulla fosse stato mai. Ce l'avevo sotto il naso, una spiegazione: e non me n'ero accorto. È come le poesie: è come quando scrivo le poesie. È così tutto.
È come quando scrivo le poesie
È COME QUANDO SCRIVO LE POESIE Ce l'avevo sotto il naso, una spiegazione: e non la trovavo. È come le poesie: è come quando scrivo le poesie. È così tutto. Me ne sono reso conto attraversando la piana vercellese, molle d'acqua: mi sono accorto d'essere tranquillo, in pace: ho pensato che era bella la mia pianura con le sue risaie. Guardavo l'erba e mi sentivo bene: nel cielo aperto si riverberava una sequenza buona di colori. Poi è cambiato un qualcosa di vento o di luce, un qualcosa impercettibile e mi ha preso l'angoscia: all'improvviso tutto stava fuggendo, la morte brulicava nelle radici, non m'orientavo più e il cielo era di piombo. Basta un nulla a rovesciare il senso della scena: un filo che spostandosi si perde, un velo opaco posato su un fosso a chiudergli il respiro. Basta un nulla. Eppure il paesaggio è quasi uguale, è la stessa pianura di un attimo fa. È come quando scrivo le poesie: una parola inciampa, s'ingarbuglia, strappa il tessuto: sulla ferita aperta s'avventano parole parassite - abusate, retoriche, pesanti - e la poesia s'infetta, va in cancrena: quasi sempre è perduta. Eppure era così chiaro il discorso, così limpida l'idea nella mia mente, così franco il bisogno di scrivere. Ma basta un nulla e tutto diventa impossibile. È come quando scrivo le poesie: ogni cosa è così. Una donna mi sorride, io le sorrido, sembra vicinissima l'anima e la sua bocca, vicinissima la gioia - ed ecco, tutto a un tratto un gesto o suo o mio, o una parola, o solo uno zigomo, una vena del collo, o soltanto una finestra che sbatte in cortile o niente, niente, niente che si possa sapere ed è lontana, c'è un fastidio triste sul suo viso che adesso è lontanissimo. Eppure siamo noi, siamo gli stessi: invece no - non siamo mai gli stessi. È come quando scrivo le poesie: l'occhio ha guardato, il cuore esulta, il senso s'è illimpidito nella mente, il verso ha preso forma di suono e parole: ma il verso successivo può mancare, la verde piana può torcersi in fango di palude che inghiotte, può torcersi il sorriso in una vaga smorfia indifferente come se nulla fosse stato mai. Ce l'avevo sotto il naso, una spiegazione: e non me n'ero accorto. È come le poesie: è come quando scrivo le poesie. È così tutto.