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PROVE TECNICHE DI AUTONOMIA

Post n°3138 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

Nel lontano 1948, redigendo la nostra Costituzione, i politici previdero la nascita delle regioni e la loro  funzione istituzionale. Passarono molti anni per giungere alla realizzazione del progetto e nel 1970 si partì con il Paese diviso  in regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale.  Ricordo Ugo La Malfa uno dei politi dell'epoca (PRI): una sua frase detta ad un amico in un orecchio, definiva quella approvazione da parte del Parlamento, come la più grossa cazzata che il paese potesse fare. Non entro del merito, un "sentito dire" non fa la storia, certo è che la suddivisione amministrativa portò una ventata d'aria nuova: tutti convinti che demandando alle regioni buona parte delle tasse, dei servizi importanti come la sanità e altre spettanze non più a carico dello stato centrale, ci avrebbe messo tutti nella condizione di avere più riguardo in casa propria. Tasse giuste e servizi rapportati alle tasse pagate. Niente di tutto questo: i carrozzoni partirono con le belle idee dei politici, ma nel loro cuore già covava l'ampia possibilità intravista, di fare  i loro comodacci, soldi a palate e tanti affari loschi, tra concussioni e corruzioni. Il tempo ci ha dimostrato come siano andate le cose, è innegabile che questo sia accaduto e accada ancora. Cambiano stile  e metodi, ma alla fine specie al sud, abbiamo patito e patiamo ancora questo laccio insaponato che ci strangola impedendoci di venirne fuori. Ora, se ci si metterà anche l'autonomia a tutto tondo per le regioni del Nord, saremo fottuti. Al diavolo i "sudici" e il loro malvezzo della cattiva e inquinata politica, se la vedano loro e si amministrino alla men peggio! Il nord volerà alla grande, sarà il fiore all'occhiello di questo paese e...l'ultimo chiuderà la porta! Dite che la vedo nera? Pensate che stia esagerando con le mie previsioni? Magari, se così non fosse e avessimo da correre tutti alla pari, ben venga la tanto sospirata autonomia in uno stato federale. Il punto è che i segnali non lasciano sperare e per noi sarà dura scaricare corrotti e corruttori, mani sporche e affari sporchi. I segnali li cogliamo tutti  i giorni e se qualcuno non ci bada, presti più attenzione e capirà. Il ministro della Pubblica Istruzione l'altro giorno è stato chiaro e anche se poi ha mischiato le carte, non ha fatto il classico passo indietro su quanto dichiarato: "Il sud si dia da fare, si affretti a ricomporre e ricompattare l'istruzione per essere al passo con il nord". Già, vero, ma lo stato che farà? Quello che spettava a Roma come e quando si realizzerà visto il tempo che passa invano e si muove poco e niente? E quanto accaduto alla palermitana Erminia Muscolino laureata in biologia, che aveva chiesto di poter fare uno stage a Pordenone, come lo vogliamo definire? La ragazza, per sbaglio si  è vista arrivare una mail dalla Società a cui si era rivolta per lo stage a titolo gratuito, nella quale alcuni funzionari discutevano circa la sua richiesta: "Figuriamoci se andiamo a prenderci una siciliana". La mail non avrebbe dovuta leggerla la dottoressa siciliana, ma solo i signori di Pordenone che per un errore, l'hanno inviata anche a lei. Un cazzotto nello stomaco per la giovane laureata e la battuta si commenta da sola. Potrei citare casi e casi del genere molto indicativi: la idiosincrasia verso il sud da parte del nord, non è generale e a tappeto; sono casi isolati ma reiterati nel tempo e se non si spazza questa sottocultura evidente e manifestata senza alcuna remora, che possiamo dire agli amici del Nord? E che dire del Ministro dell'Istruzione? La Malfa, ammesso e non concesso che abbia sbuffato e criticato male l'avvento delle regioni, lo lascio riposare tranquillo, tuttavia,  le regioni e le loro autonomie per uno stato confederato, le vedo con favore e se le cose andassero male, ovvero, ognuno a casa sua farà quello che vorrà, significherà che non mi sbagliavo sull'epilogo istituzionale: ognuno per sé e gli ultimi si fottano. La vedo nera? Ne riparliamo a tempo debito se camperò ancora. 

 
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