

Diciamoci la verità: a vent’anni ci si scanna per la gelosia o per un messaggio visualizzato e non risposto, ma la vera "Champions League" del battibecco si gioca dopo i settanta, quando l’eros ha ceduto il passo alla gestione condominiale dei farmaci e la passione si è trasformata in una sottile, raffinatissima forma di guerriglia psicologica. È quella fase magica in cui lei ha sviluppato l’udito selettivo di un sottomarino nucleare e lui ha la capacità di perdere le chiavi della macchina mentre le ha letteralmente in mano. Dopo cinquant'anni di convivenza, il "battibecco" non è più una discussione, è un’esibizione di sadismo creativo. È quella fase della vita in cui lei lo guarda fissare il vuoto e, invece di chiedergli a cosa pensa, sentenzia: "Inutile che cerchi i neuroni, sono andati in prepensionamento pure quelli". Vanno bene tutti i luoghi per battibeccare: dalla cucina di casa all'abitacolo della macchina, dal supermercato al ristorante, quando ti scippa un pezzo di pane dal cestino: "Non ti ricordi cos'ha detto il cardiologo?". Un uomo e una donna che hanno ancora la forza di rinfacciarsi un errore del 1984, sono una coppia che non morirà mai. Al massimo, si manderanno a quel paese fino al prossimo controllo del medico.