Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
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« QUANDO L'ELABORAZIONE E' LENTALE FAVOLE CAMBIANO E LA ... »

RICCHI E POVERI: NO QUELLI CHE CANTANO...

Post n°3665 pubblicato il 07 Settembre 2020 da monellaccio19
 

 

 

 

Se veramente accadrà che Berlusconi sarà fuori dal San Raffaele entro una decina di giorni, sarò contento e sinceramente felice. Pur essendo un "nemico" politico e persona che mi interessi molto poco, rispetto l'umano e quindi, lunga vita al vate. Se andasse così per quel poco che Zangrillo annuncia per due volte al giorno, la noia sarebbe limitata, ma se accadesse che il tempo si allungasse e le terapie pure, beh, io avrei già le scatole piene per questa sovraesposizione mediatica del banana. Già riempire l'informazione tutta con la pletora di cameramen e fotografi in fissa dimora giù per strada dinanzi all'ospedale, è come aspettarsi che si affacci Silvio con Papa Francesco alla finestra per salutare gli astanti. E il solito "pierino", confuso tra la gente, chiederebbe al suo vicino: "Vabbè, quello a destra è Berlusconi, ma l'altro chi è?". Capisco che sia il beneamato più...amato d'Italia, ma ora esageriamo e non mi sembra il caso: informazione sì, sovraesposizione no! Porgo una domanda a voi che mi leggete: a vostro parere, il covid-19 è razzista, seleziona le vittime, sa quali persone colpire, oppure tutti indistintamente, siamo vittime e rischiamo l'epidemia? Ovvero, dopo ciò che stiamo vedendo da mesi a questa parte, il virus fa più male ai poveracci, al ceto medio e agli italiani comuni e per niente noti, oppure, quando becca un personaggio famoso e vip, difficilmente lo porta a patire la stessa trafila dei poveri cristi?  I soldoni posseduti aprono un baratro profondissimo tra chi viene colpito dalla epidemia e viene prelevato da un'ambulanza per essere condotto in reparti all'uopo attrezzati  e curato con gli altri, mentre Berlusconi "vive"  la sua infezione in una suite con molte camere all'ultimo piano del S.Raffaele in piena solitudine, con tutte le comodità a sua disposizione. Beh, il contesto non mi sembra uguale: so che Berlusconi come tanti altri, faccia corpose donazioni all'ospedale e così presumibilmente, anche altri vip. I soldi aprono fronti impensabili e comparare le degenze tra un morto di fame e un ricco, non è possibile. Allora la rabbia monta, sbuffiamo e borbottiamo, siamo a capire che l'epidemia che qualcuno ha accostato impropriamente alla famosissima poesia "A' Livella" di Totò, non ci azzecca proprio: è vero, il virus non guarda in faccia nessuno e becca chi capita. Noi comuni mortali, abbiamo fatto il possibile per rispettare le regole e cercare di non essere fregati, ma altri, i cosiddetti ricchi hanno fatto l'impossibile per non annoiarsi specie questa estate appena trascorsa. Sapevano che per loro il percorso terapeutico non sarebbe stato poi un calvario come lo sia per la maggior parte degli italiani anonimi. "Anonimi" come coloro che hanno lasciato la vita in ospedale, come tutti quelli che hanno sofferto e pregato perché i loro cari non cadessero nelle braccia della morte. Briatore, Berlusconi e tanti altri i cui nomi sono stati fatti dopo, a guarigione avvenuta, sono stati unti e hanno goduto di ben altre attenzioni. Mi sta bene, non ho da discutere su questo aspetto, ma almeno cerchiamo di sapere che il virus non solo ha colpito direttamente con la sua epidemia, ma ha procurato tante vittime nel campo del lavoro: a parte l'essere colpiti, molti hanno perso il posto, molti hanno chiuso e non riapriranno, tanti altri sono ad aspettare aiuti che magari non arriveranno mai e invece...i ricchi non subiranno che piccoli (al massimo) scossoni. Tantissimi non avvertiranno nemmeno la crisi e la vita continuerà come al solito, quando ce ne saremo scordati di questa maledetta pandemia. Come era quella telenovela? "Anche i ricchi piangono"?....Ma quando mai? 

 
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