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Parafrasando Dante e Kundera...
..."Conservate ogni speranza, o voi ch'entrate..." perche' qui forse troverete " La sostenibile pesantezza dell'avere"...
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Hemingway non sbagliava quando sosteneva : "Gli italiani: una metà scrive e l'altra metà non legge" . Io, purtroppo, sono nella prima metà (ahimè) e cerco di mettermi in pari!
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La musica non cambia: in questo paese i buoni propositi si scrivono e...tali restano sulla carta. Abbiamo le nostre ricchezze naturali, ne abbiamo tante e tali che non verrà mai meno il nostro tesoro: bellezze naturali, scorci mozzafiato, musei pieni zeppi di opere d'arte e borghi che nessun paese al mondo potrà mai vantare. Ecco, tutto ciò andrebbe protetto seriamente e concretamente, sono proprietà del paese e fanno parte del nostro patrimonio artistico, culturale e naturale. La foto eloquente dimostra come in alcune zone costiere, laddove i fondali vanno protetti, si resta basiti vedendo un tale traffico di imbarcazioni. Siamo tra le isole della Campania, il Cilento e tutta la costa degna di rispetto. Le invasioni barbariche procurano gravi danni ai fondali: loro arrivano con qualunque tipo di imbarcazione, fanno i loro comodi e non pensano alle conseguenze di cotanto sfregio. E' un po' la situazione di Venezia, una tarantella che si trascina da decenni e per la quale pagheremo prezzi salatissimi. A parte il Mose che è già andato a puttane dopo soldoni mangiati e divorati dai signori della politica, le grandi navi hanno continuato a passeggiare sui canali per sfoggiare la loro maestosità, il loro ingombro e scombinare gli equilibri necessari per salvaguardare la città. Non si può accettare tutto ciò: o si proteggono i beni o si lasciano gli affari ai commercianti e ai negozianti in genere. Temperare le due esigenze non è facile, la priorità è salvare la città che sta morendo lentamente. Lo stesso vale per la magnifica costiera della Campania: troppi occhi chiusi su un male che scombinerà l'habitat marino, i fondali che tenderanno a infangarsi e i pesci che saranno col tempo, scacciati dal posto. Coraggio, forza, abbiamo tutti rispetto per la natura e il nostro totale patrimonio: è nostro, è del nostro pese, è il nostro vanto e poi? Lasciamo perdere perché tutto è scritto e niente è da rispettare, specie quando altri interessi soverchiano quelli principali? "Business is business" ma il diritto di pochi non deve superare il diritto di molti.
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