Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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Messaggi di Marzo 2019

E' UNA PROMESSA O UNA MINACCIA?

Post n°3177 pubblicato il 30 Marzo 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

No, non vi annoierò con le solite notizie che ormai conoscete tutti e che pare interessino poco i sani italiani che non si occupino del signor Corona. Ci abbiamo messo del tempo, ma alla fine il buon senso e una attenta valutazione del comportamento di alcuni soggetti, ci ha fornito ritratti e profili reali di personaggi farlocchi. Vi dissi che sarebbe rientrato in carcere e così è stato; da noi in dialetto barese, per simili personaggi si dice: "E' come la gatta del seminario: fotte e piange!". Le prime ore del rientro in carcere sono state molto dure per Fabrizio, contrito e pentito, sembrava volesse fare promesse per l'immediato futuro da vivere come persona comune e normale. La sceneggiata è durata poco perché lui non cambia e non lo farà mai. Non si rende conto che la trasgressione è nel suo DNA e il suo stesso avvocato tenta disperatamente di fargli entrare in quella capoccia che il mondo non funziona come lui crede. Ma ormai è fatta e compia pure il suo percorso. Invece voglio solo avvisarvi che è nelle sue intenzioni future, una candidatura alla guida del paese. Lui è convinto e ripete alla noia che rifarebbe tutto ciò che ha fatto nella sua vita e in più, sarà pronto tra 6/7 anni per ricoprire la carica di presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. La sua forza sta nella sua identità, nel suo essere schietto e leale (mah...) e quindi, una libertà di pensiero diversa da tutti gli altri perché lui non ha paura di chi gli sta dinanzi. Pertanto, mi e vi chiedo, sarà mai possibile che Corona possa, grazie alla sua "popolarità" molto diffusa e in taluni casi molto apprezzata, diventare leader politico alla conduzione del paese? Io stavo per farmi una bella e grassa risata, però mi sono fermato e ho riflettuto. Se ce l'hanno fatta altri, capaci sullo stesso piano di Corona e pronti a sfruttare tutto ciò che gossip, rete, comunicazione e stampa amica, hanno messo a loro disposizione, perché lui il re dei personaggi off, il principe del gossip nazionalpopolare, non dovrebbe farcela? Rammento ai tanti scettici che così è andata, è così che continuerà ad andare, per aver perso il lume della ragione ponendo il paese nelle mani di coloro che hanno venduto solo fumo agli italiani. Italiani che continuano a credere e quindi disposti a tutto pur di vedere in certi posti di prestigio, i loro beniamini del...nulla! Salvini direbbe a Corona: "Vuoi fare il primo ministro? Bene, fatti leader di un partito, fatti eleggere e poi scegli come guidare il paese". Beh....vi ho fornito un spunto e non  mi dite che non si possano fare simili comparazioni tra Corona e altri...che lo abbiano preceduto. Mentiremmo a noi stessi!  

 
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TAK SI O TAK NO?

Post n°3176 pubblicato il 29 Marzo 2019 da monellaccio19
 
Tag: #KUTOO
Foto di monellaccio19

 

 

Da gennaio di quest'anno, sono tornate alla carica le impiegate giapponesi. Questa volta sono molto più determinate e se la protesta sollevata qualche tempo fa contro i tacchi alti da esibire in ufficio, ebbe scarso successo, questa volta la situazione si spera possa generare risultati più vicini alle loro richieste. Grazie all'intraprendenza di Yumi Ishikawa che dopo aver tenuto sul posto di lavoro scarpe con un bel tacco alto, ha inscenato una protesta su Instagram dura e decisiva: è nato così il #Kutoo che nel giro di circa tre mesi ha raccolto migliaia e migliaia di adesioni: basta con l'obbligo aziendale di usare scarpe con tacchi scomodi che tra l'altro, lasciano ferite sul dorso del piede. Le donne giapponesi purtroppo non sono stangone e il tacco alto le aiuterebbe ad essere più presentabili sui posti di lavoro. Mi tornano in mente le famose battute di Massimo Catalano durante le serate in tv con Arbore: "Molto meglio una giornata di sole che una giornata di pioggia". La massima espressione dell'ovvietà, del banale, tanto da far arrossire il povere Lapalisse (cognome modernizzato)  nella tomba! Chiaro che se ponessimo la domanda: "Le belle gambe di una donna, ne guadagnerebbero se posassero su tacchi alti?". Mi sembra ineluttabile la risposta, pertanto non discutiamo generalizzando: le donne giapponesi hanno ragione e i maledetti tacchi alti pretesi sul lavoro, non si possono sopportare!!!! Pertanto, avviato il #Kutoo, a proposito Kutsu in giapponese è la scarpa, la battaglia è partita e si è allargata pure: poiché non sono norme scritte e i risultati sono nefasti per le donne, si spera di portare la protesta ovunque sia possibile, specie in Asia; ma se si propagasse anche in occidente non sarebbe male. Io sono dalla parte delle donne giapponesi, hanno ragione da vendere e meriterebbero più rispetto! Resta tuttavia un discorso aperto, poiché ci sono donne che il tacco lo esigono e non lo mollano! In fondo è il tempo che depone a favore o a sfavore: ossia, se si deve calzare per sei/otto ore una scarpa con il tacco alto non credo che vi sia discussione. Se poi la voglia di tacco alto sia più contenuto per un tempo più ridotto, allora forse se ne potrebbe parlare. Noi maschietti siamo, credo e spero, tutti d'accordo con una affermazione lapalissiana: "Molto meglio ammirare un bel paio di gambe femminili ben piantate su tacchi da 15 cm.....o no?". 

 
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MIX ESPLOSIVO: NOIA E GIOCO

Post n°3175 pubblicato il 28 Marzo 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

"Abbiamo pensato a un gioco per noia". Così i 5 ragazzi beccati e individuati dalle telecamere, dopo aver compiuto atti di vandalismo nel centro storico di Torre Pelice, parte della città metropolitana di Torino. Una sincera e schietta ammissione da parte dei ragazzi (due diciottenni e tre minorenni) che sono stati denunciati dai carabinieri per danneggiamento aggravato. Una scorribanda che ha coinvolto diversi punti del centro con danni perpetrati a tutto ciò che capitava loro a tiro. Insomma, l'hanno fatta grossa e vedremo come ne usciranno anche se sappiamo tutti come andrà a finire. Invece, salterei i dettagli e le formalità giudiziarie, per entrare nel merito dell'argomentazione data dai ragazzi. Richiamerei la vostra attenzione sui  due vocaboli: noia e gioco. Ho sempre ritenuto che solo i poveri di spirito potessero avere la facoltà di annoiarsi, ma non credo che questo possa essere un caso isolato e fuori da ogni concetto astratto. Non sono poveri di spirito costoro, anzi, sono giovani  digitali e come tali non dovrebbero avere molti spazi di vuoto e di noia. Sono figli della nuova generazione sollecitata da una immensa quantità di stimoli e informazioni confezionate a livello grande comunicazione. Vivono una vita frenetica, con aumenti esponenziali di apprendimento e ipertecnologia, sono presi da tutto ciò che scorre giorno dopo giorno, davanti agli occhi posati su schermi e telefonini. Sono esposti a uno stress emotivo molto più intenso di ciò che si possa immaginare e se non debitamente assistiti e protetti, sfociano in atti che potrebbero portare a disturbi gravi. Sono stati definiti adolescenti questi ragazzi e come tali sono nell'età giusta per subire il momento negativo che induce a mettere insieme i due vocaboli: noia e gioco. Senza chi abbia cura di loro (famiglia e scuola), è fatale che vi siano segni di insofferenza psichica perché capiscano prima che sia troppo tardi, come gioco e noia si possano battere diversamente e senza arrecare danno alle cose pubbliche devastando e compiendo bravate. Troppi casi del genere e nessuno si muove. Famiglia e scuola dove sono?

 

 
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CIAO FRANCESCA, COME VA?

Post n°3174 pubblicato il 27 Marzo 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Potere della comunicazione: qualunque sia il mezzo, oggi si può! Intanto mi permetto riportarvi questo piccolo esempio di "abbordaggio" che se è nuovo nella realizzazione, è vecchio per come sia accaduto. Leggo la notizia (amena e quasi impossibile) e il cassetto dei ricordi si è aperto rimandando alla mente la mia giovinezza. Noi ragazzi in quel tempo, non abbiamo goduto della tecnologia e  per abbordare una ragazza per strada, ci siamo lasciati prendere dalla fantasia e dalla follia.  Il "Permette signorina..." era già superato in quei mitici anni, e nessuna ragazza seria abboccava alla frase d'obbligo: partiva un ceffone se doveva andare male, oppure un "NO" freddo e distaccato, per andare...peggio. Ricordo un azzardato tentativo di approccio ad una ragazza carina, incrociata per strada in centro: eravamo in quattro o cinque amici a passeggio e io, colpito dalla grazia della giovane, mi sono distaccato dal gruppo e quasi a bloccarle il passo, le ho sorriso dicendole: "Ciao Francesca, come va?". Fatalmente lei ha avuto un attimo di incertezza, i miei amici hanno proseguito comprendendo che stavo tentando con un sistema che all'epoca non poteva riuscire: troppo furbe le ragazze di allora. Ci togliamo dal centro del marciapiede e mentre mi stringe la mano che le porgevo, ebbe a chiedermi stupita: "Ma ci conosciamo? Non ricordo...ti chiami?". In quel preciso istante capii che avevo avuto fortuna, avevo azzeccato il nome e il "lavoro" era divenuto più facile: "Mi chiamo Carlo e....", Partii con una lunga serie di segnali per indurla a ricordare ciò che non avrebbe mai potuto rammentare visto che era tutto inventato su due piedi; eppure, non so come e per non portarla alla lunga, percorremmo Via Sparano per giungere alla stazione centrale. Chiacchieravamo con piacere, io citavo una festa a cui ci eravamo conosciuti e lei, non so se pienamente convinta, faceva finta (forse) di seguirmi e ridevamo su certi dettagli, su alcuni particolari, finché giungemmo alla stazione: "Dove vai Francesca?" chiesi per regolarmi sul da farsi: "Devo fare un salto a Foggia, devo incontrare una persona, che fai mi accompagni?". Oh poffarbacco, vuoi vedere che questa ci sta?". Non poteva passarmi altro per la testa visto che tutto era iniziato così quasi per gioco. Faccio il biglietto, saliamo sul treno per Foggia e continuammo cordialmente e con molto piacere, a chiacchierare come due vecchi amici. Appena vicini alla stazione di Foggia, ci preparammo per scendere, ma ecco il colpo basso: "Che fai Carlo? Non puoi scendere, sul marciapiede mi aspetta il mio fidanzato, ora devi solo tornare indietro!". Mi crollò il mondo addosso, non riuscii nemmeno a biascicare una parola che avesse senso: "...ma...scusami....io non volevo importunarti...". "Certo che no, avevo capito tutto, ho intuito il tuo scopo ma ammetto che sei stato elegante, signorile e molto convincente. Credimi, ho avuto piacere a passare tutto questo tempo in tua compagnia". Tornai a casa e vi prego credere, ero felicissimo per come erano andate le cose. Una bella serata, un modo originale per passarla in buona compagnia. Oggi invece, il giovanotto che ha incrociato  sulla metro una ragazza con la quale ha scambiato un sorriso mentre lei scendeva e lui rimaneva sul treno, ha lasciato il segno: lui ha preso il classico colpo di fulmine e grazie a Instagram, ha postato i dati per cercare la giovane che lo ha colpito di brutto. Si è attivato lo spasimante, tutto e accaduto a Torino e il messaggio sta facendo il suo giro sperando che raggiunga la ragazza che si riconoscerà nella descrizione. A lui non è bastato tutto questo e oltre a chiedere di mantenere il post, ha aggiunto un altro manifesto con più elementi per centrare il bersaglio. Gli auguro che riesca nel suo intento, queste sono le storie che mi piacciono: affinità con storie vecchie di oltre cinquantanni vissute in modo diverso ma se permettete, nonostante la mia "sconfitta", è un avvenimento che conservo sempre nel mio cassetto della memoria. Altri tempi...ma stesso cuore!

 
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LA CHIESA E LA FEDE

Post n°3173 pubblicato il 26 Marzo 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Ormai un appuntamento al quale ci siamo abituati:  l'ultimo graffito di Tvboy apparso in vicolo degli Osti a Roma. Si passa dalla politica alla attualità e la "mano" è riconoscibile per i tratti e i colori usati per ogni graffito. Questo in particolare, richiama il problema degli abusi sui minori: il Papa reca sulle spalle un bimbo che con una bomboletta spray scrive sul muro: "Stop Abuse". E' attualissimo e coincide con le misure che il Vaticano, in questo ultimo periodo, stia prendendo contro prelati che sono venuti meno nel tempo al rispetto della loro carica ecclesiastica, offendendo il loro abito talare. Il collettivo Tvboy su FB auspica che la dolorosa vicenda sia chiusa al più presto con i giusti interventi contro chi è accusato ( con prove a carico) di cotanto scempio  verso i minori assediati dalla loro infame, sporca e dannata voglia di violentare innocenti bambini. La Chiesa Universale sta pagando un caro prezzo per lo scandalo della pedofilia e ciò colpisce, è questa avversione a priori, dell'opinione pubblica verso la Chiesa. Si è scatenata una ridda di insulti, gente che si è allontanata dalla propria professione di fede perché fortemente delusa non solo dal malaffare, ma dalla mancanza di immediati provvedimenti contro questi "pretonzoli" da strapazzo. Da buon cristiano desidero solo ricordarvi che il nostro credo è verso una Chiesa che non è di questa terra, spiritualmente è una entità astratta e ciò che accade nel suo ambito reale, è commesso da uomini che sbagliano. Uno o più uomini, non possono distogliere i loro simili dall'essere pienamente cristiani e nonostante le loro intemperanti malefatte, la fede deve rimanere salda e coesa. Una religione può essere  più o meno perfetta, ma i suoi fedeli possono e devono essere perfetti nella loro devozione e nella loro professione di fede. Cristo non si può barattare con uomini che non sanno essere umili servitori.



 
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