Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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Messaggi di Giugno 2019

NON DI SOLO PANE...E DI CHE ALTRO?

Post n°3262 pubblicato il 30 Giugno 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

                                    


Ditelo, scrivetelo, ma cercate di non andare in giro col cartellone, altrimenti tutti ci credono e si convertono al cristianesimo. Milano e Roma sono percorse in lungo e in largo, dal camioncino col cartellone gigantesco che pubblicizza un portale, con uno slogan particolare e noto, di escort. La pubblicità è l'anima del commercio e più oggi si punta sull'ambiguità e più l'effetto è garantito. "Escort Adivisor" è molto proficuo per chi cerca distrazioni alternative e...ficcanti, vanta un paio di milioni  di visite al mese e rendere più proficuo il giro d'affari, è normale e ambito e porta quattrini. L'esortazione "usata" è nota come invito ai cristiani per comprendere come anche lo spirito dell'uomo debba nutrirsi, ma è ben altro ciò che serve: se il pane è un'esigenza fisica, le parole che nutrono lo spirito  e vengono dal Signore, sono pane quotidiano che corrobora, che arricchiscono l'anima che cerca le vie che indicano la vita e la verità. Le escort non hanno bisogno di questi slogan che toccano la suscettibilità della Chiesa e del popolo di Dio. Proteste si sono elevate da più parti, stigmatizzano la scelta e vedremo se vi sarà un cambio nell'esposizione. Tranquilli voi che affollate i siti del genere, per voi ci sarà sempre pane da mettere sotto i denti, il cambio che vi sarà è nel messaggio scritto e no nell'offerta praticata nel mercimonio. Quello è un diritto per chi sappia esattamente di cosa abbia bisogno. Amen!

 
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"AMO' IO ESCO..."

Post n°3261 pubblicato il 29 Giugno 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Dopo quarantanni che abito nello stesso quartiere, dovrei conoscere bene almeno la parte che sono solito bazzicare ogni giorno. Faccio un giro non molto lungo tutte le mattine, ma è sempre quello puntualmente e quotidianamente. Un po' perché sono metodico e poi perché sono pigro, non allungo e non accorcio mai la strada. Faccio il giro perché il medico dice che dovrei muovermi molto di più: camminare e camminare per poter star meglio. Lo accontento ma di più non mi va, e poi ho un metodo che mi consente di misurare esattamente il giro che faccio ogni giorno: non mi concede derogare e solitamente funziona. Incontro tanta gente anche se il tragitto non è lungo, vi sono negozi, molti spazi verdi, interni ed esterni, bar molto frequentati e a parte saluti veloci e compendiosi con chi incontro, altro non faccio. Il caffè lo prendo a casa ed evito il bar, ma c'è un motivo particolare perché non mi fermo: sarebbe troppo impegnativo e rischioso, incontrerei persone che potrebbero intrattenermi con chiacchiere che francamente preferirei evitare. Avevo un cane fino a una quindicina di anni fa: allora lo portavo con me, stavo più tempo fuori e non avevo alcun problema. Sono tantissime le persone che portano fuori il cane, ne incontro tantissime e sono sempre le stesse facce. Una volta con il mio cane incrociai un altro signore che era con il suo amico fedele della stessa stazza del mio: era libero sul prato come il mio e i due sfrenavano mentre io e lui facevamo due chiacchiere. Finalmente giunse l'ora di rientrare e chiamai il cane: "Rambo vieni qua subito!". Lui, ubbidiente come sempre, corse verso di me. L'altro compagno di giochi, vide che ci raggiunse e corse anche lui verso il suo padrone. "Scusi..." mi fa il signore: "Ma come ha chiamato il suo cane?". E io senza problema: "Rambo...". Mi guarda stranito e mi dice: "Ma  ke kazzo di nome per un cane!". Non mi da nemmeno il tempo di replicare a tono che richiama a se il suo quattrozampe e dice: "Vieni Michele torniamo a casa!". Beh da allora cerco di evitare incontri del genere, oggi non porto fuori alcun cane perché non ne posseggo, ma di contro, se qualcuno che mi conoscesse e sapesse dei miei trascorsi e mi chiedesse: "Esci sempre Carlè, ma non porti più fuori il cane...", io sorrido e replico: "E no mio caro, oggi prendo il mio bravo caffè a casa, scendo e appena fuori dal portone, mi accendo il solito mezzo sigaro al gusto di noce di cocco e porto...a passeggio lui! Un piacere a cui non rinuncio: gusto del caffè, voglia di fumare l'unico mezzo sigaro della giornata e quattro passi forzati, ma leniti dal mio amico che reco con me: fumarlo, dura esattamente il tempo del mio giro. Lo spengo fuori dal portone e torno a casa. E mia moglie ringrazia. 

 
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27 MINUTI PER IL PARADISO

Post n°3260 pubblicato il 28 Giugno 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

E' singolare, oserei dire impossibile per i non credenti in Dio, quanto accaduto in Arizona alla signora Tina Hines: durante una escursione con marito e figli, improvvisamente la donna si è accasciata al suolo. Condotta immediatamente in ospedale, nonostante le cure e le attenzioni del caso, non si è più ripresa e ne è stato riconosciuto il decesso. Un decesso durato esattamente 27 minuti, dopo i quali la donna si è risvegliata con estremo stupore di quanti le fossero ancora vicini e ancora intubata, ha chiesto carta e penna: ha scritto una frase "E' reale". I medici le hanno chiesto a cosa si riferisse e lei per tutta risposta ha alzato gli occhi al cielo. Non hanno forzato la poverina, ma quando si è ripresa abbastanza bene, sono tornati, sia medici che parenti, per avere informazioni su ciò che fosse accaduto in quei 27 minuti di assenza da questo mondo. "Gesù era ritto in piedi dinanzi a cancelli neri, avvolto da una fulgida luce". Da esperienze precedenti svolte per casi analoghi, le ricerche affermano che chi si "assentasse" per una morte relativa e temporanea, si risveglia ricordando una parte di ciò che abbia visto: immagini non sequenziali e non complete, ma solo quadri e/o frammenti che tornano alla mente. Pertanto Tina, potrebbe aver ricordato in quei lunghi ventisette minuti, di aver intravisto Gesù e inoltre, importanti sono i due dettagli: i cancelli neri e la luce abbagliante che lo avvolgeva. Miracolo? Fantasia? Il segno indicativo da considerare è la penna e la carta per scrivere "It's real", ovvero, il primo gesto per informare subito cosa avesse visto. Poi il racconto che è sembrato molto credibile e no frutto della sua fantasia. Sua nipote le ha creduto e per manifestare il suo credo, si è fatta tatuare la frase sul polso. E' certo che vi sia un'attività cerebrale nei momenti immediatamente prima della morte, anzi i pensieri si affollano percependo cosa stia avvenendo in quel momento. Bene, è evidente che per i credenti ciò possa essere possibile, un'anteprima di quanto potrebbe accaderci la conosciamo anche se in modo confuso; ma voi, voi che non credete, oppure credete ma non più di tanto, che effetto vi fa? Pensare di avere segni tangibili di quel noto Paradiso che potrebbe attenderci dopo questa vita, vi intriga? Vi convincono come i tanti che grazie a questi segni poi si sono lasciati coinvolgere nella fede, oppure nutrite sempre dubbi senza sbilanciarvi più di tanto? 

 
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MORIRE PER UN SOGNO

Post n°3259 pubblicato il 26 Giugno 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Lo abbiamo coltivato tutti, chi più chi meno, il grande sogno americano. Ecco oggi quale sia la foto più eloquente per scoraggiarci e per intimidirci: un padre e una bimba cadaveri sulle sponde del Rio Bravo in America. Ultimo ostacolo da superare a nuoto per entrare negli USA dal Messico. Provenivano dal Salvador e sognavano l'America, non ce l'hanno fatta ed è significativa la foto: un braccio della piccola passa sotto la maglietta del padre poiché fosse aggrappata a lui durante la traversata a nuoto: non si sono mai distaccati i due e insieme senza accorgersene, hanno toccato riva esamini. La foto ha scosso il mondo, sta girando in rete e in America monta la rabbia e lo sdegno. Beh, hanno votato un signore che è pronto come altri che conosciamo molto bene, a mandare a puttane l'umanità tutta pur di sbrigare i suoi affari personali e quelli dell'America. Sdegnatevi pure signori americani, il futuro è vostro: lui si ricandida e imparate le lezioni, se è il caso. Questo è il futuro del pianeta se tutti un bel giorno decidessero di farsi ognuno i caxxi suoi a casa sua!

 
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SURFISTI PROFESSIONISTI

Post n°3258 pubblicato il 26 Giugno 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Lo sport è noto: cavalcare l'onda è pratica molto ricorrente in Italia e se qualcosa di importante accade, come essersi aggiudicati le Olimpiadi Invernali del 2026 in Lombardia e Veneto, tutti cavalcano l'onda per attribuirsi meriti e prerogative. Così fan tutti e chi è più bravo riesce a colpire anche quelli con la memoria corta. Ecco quindi che il M5S si arroga (almeno in Lombardia) il vanto dell'assegnazione, quando loro stessi hanno impedito alla Appendino il sindaco di Torino, di far parte della partita offrendo la sua città in coppia con Milano per la sede delle Olimpiadi invernali; anche la Raggi che escluse Roma per la candidatura a quelle estive del 2024. Due flop incredibili che oggi pesano come macigni per i pentastellati, ma loro cavalcano l'onda e fanno finta di niente. Mentre la vera faccia di bronzo è quella di Matteo Salvini: oggi leghista tutto italiano e felice per l'assegnazione così come la siamo tutti, ma in realtà c'era un tempo non tanto lontano, in cui non solo era contro i terroni del sud, ma invitava a ricoverare Renzi che si attivava perché ci fosse la candidatura italiana per le olimpiadi. Beh, così si fa in politica: prima bianco, poi grigio se conviene e infine, nero se serve per arrivare al top del favore elettorale. In fondo costoro non sono poi soggetti rari, sono esattamente come tutti quelli che li hanno preceduti. Niente di nuovo sotto il cielo e niente di nuovo tra...i surfisti! 

 
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