Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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Messaggi di Luglio 2019

E IO MI TELEFONO ADDOSSO

Post n°3290 pubblicato il 31 Luglio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Ebbene sì, vi confesso che mi manca! Cerco di essere "up to the date", "à la page", ma con gli orpelli moderni proprio non ce la faccio. Lo scorso Natale i miei figli che si vergognavano di me perché andavo in giro con un cellulare antidiluviano, mi regalarono un nuovo Iphone più o meno attuale, tanto per mostrare in giro una patacca aggiornata e corrente. Ebbene, la mia pigrizia e la mia nota idiosincrasia verso  simili apparecchiature, non mi hanno ancora permesso di farne un uso completo e attento: compio gesti che non dovrei e anche mia moglie (certamente  più pratica di me), interviene per rimproverarmi e indicarmi la manualità da eseguire per telefonare e/o rispondere. Mi perdo come un idiota e ahimè, sono  esecrabile per cosa riesco a combinare con il maledetto arnese. Mi manca il telefono tradizionale, io ci ho vissuto con quello, mi sono smaliziato, ci ho passato le nottate, filavo con le ragazze, ci pomiciavo anche se era il caso. Tutto ho provato con il telefono, dagli scherzi alle liti, dalle frasi fatte alle invenzioni improvvisate al momento. Ora mi manca, sì mi manca tanto e cerco disperatamente di venir fuori dal tunnel  che mi trattiene e mi impedisce di tornare alle sacre sponde della telefonia fissa. Ma perché non lo usa più nessuno a parte i rompipalle dei gestori della telefonia? Perché non è più preferito e messo lì in un angolo da parte a...piangere? Pensateci su, ricordate quante canzoni avevano il telefono al centro di una storia? Era un must anche per i parolieri, scrivevano canzoni bellissime e il riferimento era ineguagliabile: provassero oggi a scrivere citando la presenza di un cellulare nel testo. Macché, tutto inutile: oggi già manca il "vis a vis" tradizionale, ormai fuori moda e obsoleto, non guardiamo in faccia più nessuno e la comunicazione avviene con messaggi, va' zapp' e mail. Tutto digitalizzato e tutto...alla lunga: ci rendiamo conto che rinunciando al telefono tradizionale abbiamo negato e respinto l'immediatezza dell'azione? Qualunque cosa si facesse, qualunque problema, ogni contatto, aveva una caratteristica imprescindibile: la risoluzione o quanto meno una risposta propedeutica, alla risoluzione del motivo per cui si chiamava. Non ritenete che sia utile? Pensate a tutto ciò che ho elencato più su: ai messaggi che inviate, ricevete sempre risposte celeri? Ai va' zapp' di cui ormai non fanno a meno nemmeno i monchi (senza offesa per nessuno),  avete riscontri immediati? Alle mail avete repliche celeri e pertinenti? Ecco l'aspetto maniacale e tenebroso di questa società liquida e futile, una comunicazione fatta di domande e risposte che vanno ognuna per conto loro; magari si incrociano e quando sentiamo il bisogno di avere priorità impellenti, telefoniamo col fisso per  beccare chi ci interessa e chiedere lumi. E' allora che non trovi mai chi ti interessa, si negano perché pensano tutti: "Se mi cercano perché perdono tempo al telefono? Mi cercassero sul cellulare!". No, non posso farcela a queste condizioni, continuo ad arrendermi e avverto tutti coloro che posseggono il mio numero che posso subire debacle impossibili nel rispondervi e/o nel chiamarvi. Perciò andrà a finire che mi telefonerò ...addosso!


 

 
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CHE AFA FA.....

Post n°3289 pubblicato il 30 Luglio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Fare tendenza è la priorità, la necessità, la meta per affermarsi e fare soldi. A queste condizioni, chi volesse appunto percorrere questa strada, non deve far altro che mettersi di buzzo buono e farsi venire idee, tante idee per strabiliare il potenziale consumatore con una proposta nuova e originale. Ecco quindi che per questa torrida estate, ci voleva un idea strabiliante e spiazzante; detto fatto: "Frozen Pop Corn". Gusto fresco e fumo dal naso, trattasi del classico e noto pop corn, presentato in tutti i gusti e coloratissimo: si ottiene versando il mais nell'azoto liquido. Raga', all'estero va alla grande ed è un must estivo. Provate e lo troverete freschissimo, buonissimo e oltre al fumo che si sprigiona dal bicchierone, butterete fumo dal naso come foste fumatori doppi...ops...fumatori d'oppio! Basta un nulla e si passa alla tendenza, noi siamo fatti così: la palla va in rete? Tutti in rete. La palla va fuori? Tutti  fuori!

 

Questi invece non sono una novità: sono classici ghiaccioli con gusti diversi e specie nelle giornate afose, sono i preferiti per rinfrescare bocca, palato e gola. Quest'anno invece, una grossa novità li caratterizza: rinfrescano anche altre  parti. "Carlé, ma che  vuoi dire? Si mettono sotto le ascelle? Dietro le orecchie? Sotto la pianta dei piedi?". Beh, in Inghilterra, per essere tendenziosi e rivoluzionari, quest'estate i ghiaccioli si mettono altrove. Altrove...là dove  si avverte la necessità impellente di godere la frescura. "No, Carle' non lo dire...." E no, mi spiace ma è necessario che io vi avverta, mi corre l'obbligo: oltre la GB anche anche altri paesi hanno recepito questa tendenza e quindi provvedono a posare il buon ghiacciolo nella vagina. Orbene, i medici specializzati e no, appresa questa nuova moda stanno avvertendo tutti e dappertutto, di evitare simili sciocchezze: aumento di infezioni, un impatto tremendo sul pH vaginale e sul lattobacillo. Il senso del benessere è limitatissimo e inutile poiché il calo della temperatura corporea è dettata dal cervello e no dalla vagina. Pertanto, allontanate questa balzana e dannosa idea, non pensateci nemmeno e leccatevi il vostro bel ghiacciolo escludendo posti sensibili e delicati. Questo è un'altro esempio di tendenza, la gente non ragione più e la rete è complice aberrante se riesce a convincere persone in tal modo. Oh, intendiamoci, se proprio volete refrigerio per tutto il corpo, mettetevi un bel ghiacciolo...nel cervello. Là non ci sono conseguenze nocive, il fresco arriverà dappertutto. Ah dimenticavo: non solo la vagina è interessata al ghiacciolo, vi sono altri posti che voi umani.... beh, ne parliamo un'altra volta!

 
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SE MORIRE RAPPRESENTA UN PROBLEMA

Post n°3288 pubblicato il 29 Luglio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

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L'argomento è serio ma non drammatico, non è impellente ma urgente e per finire, non c'è che da parlarne. La notizia è miseramente questa: ogni anno sulla nostra terra muoiono mediamente oltre 53 milioni di persone. Solo in Italia trecentomila hanno lasciato questa terra e in alcuni luoghi, sono in lista d'attesa per la definitiva sepoltura, a meno che non abbiano scelto come un italiano su tre, la cremazione. Oggi vi intratterrò su questo argomento parlandovene tuttavia con leggerezza, con distacco così come vorremmo che la morte ci cogliesse quando sarà il nostro turno. Il problema su tutto il globo è che i posti cominciano a scarseggiare, ovvero, siamo troppi a morire e prendere posto in un cimitero, comincia ad essere difficile. Ci sarebbe quindi la scelta alternativa: una cremazione che eviterebbe l'occupazione di un posto con una bara comune: l'uso di legno, rame, bronzo e cemento. Cifre da capogiro per servirsi di questo materiale e a prescindere poi dalle varie culture e religioni, occorrono quasi undici milioni di ettari di terreno a disposizione per procedere alle consuete sepolture. Tuttavia e nonostante molti subiscano sorti diverse per rituali non come i nostri, affrontare questo problema è necessario per tutti. In Inghilterra, dove tra cinque anni avranno la patata bollente tra le mani, stanno pensando di seppellire i morti nei pressi delle piste ciclabili poiché nelle immediate vicinanze, per legge non vi sono costruzioni e intoppi vari: potenzialmente gli spazi ci sarebbero e nel lungo tempo, i morti decomponendosi forniranno concime ai campi impegnati. Insomma un modo sostenibile con il risultato di abbellire le piste ciclabili con piante e fiori ornamentali. In America, posto c'è quindi non ci sono urgenze eppure, sono già inclini a produrre buon concime con i cadaveri: conservandoli con paglia, legno e batteri in un cilindro d'acciaio, col tempo si otterrebbe ottimo terriccio concimante. In questo caso v'è una nota macabra che vi farà sorridere: a richiesta, per questo tipo di processo, si potranno scegliere zone apposite dove parenti e amici potranno seguire l'involuzione biologica, fase dopo fase, del caro estinto per la serie: "Come ti involvo il morto". Infine per quanto concerne la cremazione che sembrerebbe la soluzione del problema, non è poi facile come sembra: infatti i forni hanno un cattivo impatto ambientale e inquinano moltissimo.  Per quanto mi riguarda e come ebbe ad insegnarmi il grande maestro Marcello Marchesi, una soluzione la chiederò al Padre Eterno: Gli chiederò di non farmi morire mai, solo perché voglio vedere come va a finire non solo questa storia...ma l'umanità intera!".  


 

 
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COME ERA VERDE LA SUA VALLE

Post n°3287 pubblicato il 27 Luglio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Il tempo non passa indarno, il tempo passa per tutti e lascia segni più o meno indelebili. Il reparto di Urologia dell'Ospedale di Domodossola, ha avuto secondo molti, l'infelice idea di lanciare una campagna promozionale per raccogliere fondi occorrenti al reparto per acquisire nuove tecnologie. Encomiabile proposta, lodevole scopo, ma affidare il "testimone" a Rocco Siffredi perché sia il traino convincente della promozione, è sembrato a tanti poco corretto e improprio. C'è da dire proprio.. "...e che...testimone!". Essere la punta di diamante di una campagna pubblicitaria, conferisce la carica di testimonial al protagonista il quale si assume la responsabilità di portare molta gente a prestare la dovuta attenzione ai fini della campagna di urologia, ma cosa si aspettano gli organizzatori?  Sarebbe come chiamare Dracula per fare pubblicità all'Avis oppure Cicciolina chiamata a presiedere la prima conferenza nazionale delle donne vergini italiane. L'urologia è una branca della medicina molto pertinente e attinente agli uomini: i problemi che assillanno i maschi da una certa età in poi, sono noti e se ritenevano che Rocco e suo...fratello fossero in grado di fare da modelli o esempi, hanno scelto male. E' vero che gli hanno affiancato una pornostar (e chi se no?), ma l'accoppiata potrà solo eccitare gli...animi e sostenere, suffragare i donatori sarà molto difficile. Questo pensano le associazioni che hanno contestato l'iniziativa e scendere sul piano del porno con l'ausilio di un video, è riduttivo, molto fuori luogo e poco attendibile nella misura in cui i "testimoni" sono attori porno. E grazie al caxxo che poi la gente viene informata male, uno si fa strane idee e pensa che gli urologi possano fare miracoli con persone avanti, molto avanti negli anni. Meditate gente: la valli che un tempo erano molto verdi e folte, non torneranno mai come prima. Parola mia!

 
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BULLI INTRAPRENDENTI E FUORI DI TESTA

Post n°3286 pubblicato il 26 Luglio 2019 da monellaccio19
 
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Eccoli gli esempi del nostro tempo! I nostri giovani, quelli che se fossero presi come modelli di vita, porterebbero questo paese tanto in basso da essere elusi e scansati da tutti. Esagero? Enfatizzo? Drammatizzo? No, non credo, esibisco indicazioni evidenti della china intrapresa e dell'incapacità di recuperare soggetti negativi che dopo i primi segnali inaccettabili, vanno  valutati seriamente e intervenire per essere definitivamente inseriti in società. Costoro, anni fa, esaltarono le pagine di cronache italiane con atti di bullismo esasperati e insistenti: la loro forza era nell'unione, nella complicità e nell'azione congiunta. Un coraggio da leoni nel prendere e/o scegliere una vittima per poi vessarla con atti di prepotenza e violenza inaudita. Presi uno a uno sono pecorelle smarrite, pavidi e vigliacchi, ma insieme si fanno coraggio e contro una sola persona sono capaci di commettere qualsiasi gesto. Furono condannati e destinati da un giudice a tre anni di lavori sociali, per aver farcito il panino di un compagno con escrementi obbligandolo a mangiarlo! Gesto clamoroso e insopportabile per cui la pena dei tre anni. Ora sono usciti dopo aver scontato la loro punizione: i lavori socialmente utili servono al recupero, al ravvedimento e a coltivare la speranza di un totale e definitivo reinserimento. Bene, i quattro cavalieri del nulla, per niente pentiti e incattiviti da ciò che hanno dovuto subire, hanno postato tronfi e sfregianti, questa foto avversando la polizia colpevole di averli arrestati a suo tempo e portati davanti al giudice. "Siamo liberi, affanculo sbirri...". Beh, siamo al paradosso e al respingimento di ogni possibilità di recupero; hanno pagato il prezzo ma ne escono ancora più aggressivi e associali. C'è da temere per costoro che sentendosi padroni possono essere pericolosi e comportarsi come mine vaganti. Come proteggerci? Cosa fare ancora per loro? Quali tentavi ancora da esperire per recuperali? Domande importanti da porci e problemi che forse non si risolvono solo con condanne ai servizi sociali. Meditiamo e soprattutto si cerchino soluzioni nelle istituzioni: non si può assolutamente dare corda a questi bulletti ed è necessario far comprendere loro che non è così che guadagneranno un posto in società. Si provveda verso questi e altri cattivi esempi, si trovino soluzioni prima che sia troppo tardi.


 
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