Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

 

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Carlo Carrera: la monelleria


 

 

 

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Messaggi di Settembre 2021

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...

Post n°4048 pubblicato il 25 Settembre 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

In principio era solo qualche trucchetto per impostare un falso incidente automobilistico e per ricavare un po' di soldi dall'assicurazione: o lo si combinava tra due automobilisti complici, oppure qualcuno su un motorino, ti passava accanto, si buttava giù urtando lo specchietto retrovisore e ti accusava di averlo investito. Tutto questo avviene ancora, ma ormai  questi trucchi una volta svelati, vanno scomparendo per evitare problemi ed essere scoperti. Stavolta la sceneggiata poteva essere molto convincente per quanto fossero reali il sangue versato e i danni subiti. In provincia di Caserta, un bambino di 11 anni è stato picchiato dalla mamma e da cinque zii, volontariamente e...di santa ragione!!! Labbro spaccato, due denti saltati e zigomo gonfio come un panzerotto: il piccolo più piangeva e più lo menavano. La mamma, addirittura lo spronava a prenderle: "A 11 anni si è grandi...accussì pare chiù o' vero". E già, in parole povere, lo esortava a fare l'uomo: prendi le botte, stai zitto e con il sangue che stai versando, sembrerà tutto più vero! Alla faccia del bicarbonato di sodio attaccato all'anice! Lo hanno gonfiato come una zampogna il povero ragazzino, per portarlo poi al Pronto Soccorso e farlo medicare asserendo che si fosse ridotto in quello stato a causa di un incidente automobilistico!!!  Chi lo ha curato ha preso atto (in buona fede) delle ferite riportate a seguito di un incidente, ha compilato il giusto referto fidandosi di quanto dichiarato dai parenti e gli avvocati (quelli complici e d'accordo), hanno fatto il resto rivolgendosi all'assicurazione per i danni subiti. Ekkecevo'????? Visto? Adesso occorre il sangue per essere più credibili e vantare i soldi per i danni. Ma purtroppo per la "comitiva" manesca, le cose non sono andate come previsto e i carabinieri hanno ricostruito la "sceneggiata alla Merola": 6 arresti di cui uno in carcere e gli altri ai domiciliari, 20 indagati a piede libero per associazione a delinquere, per furto, traffico di droga, estorsioni, alle quali si dedicavano durante il tempo libero e quando non avevano da picchiare a sangue nessun bambino... parente o meno che fosse!!!! I tempi cambiano e anche loro si adeguano: non hanno problemi, basta che scorra il sangue...di chiunque sia, e per essere ancora più credibili, magari...lo ammazzano!

 
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" CHI L'HA VISTO? "...IO NO

Post n°4047 pubblicato il 24 Settembre 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Non ho mai seguito il programma della Sciarelli "Chi l'ha visto". So tuttavia, che faccia buoni ascolti e il suo share è molto interessante. Un programma datato, puntuale e sempre propositivo con casi interessanti. Tra l'altro mi risulta che molti telespettatori assidui e attivi, facciano gruppo su FB  e  siano collaborativi tra di loro. Del resto questo è lo spirito del programma e l'attiva partecipazione degli ascoltatori, diventa fulcro importante dell'intera trasmissione. Denis Pipitone, la povera bambina scomparsa il primo settembre del 2004 in Sicilia, aveva appena quattro anni e da allora non è stata mai ritrovata. Sono ormai trascorsi 17 anni e la signorina che Denise sarebbe oggi, appare e scompare, ovvero, a parte le indagini ufficiali, a parte chi sia stato incolpato, oggi dopo tanto tempo, il noto programma continua ad occuparsi del caso aggiornandolo con estremo rigore e basandosi su soffiate, telefonate, frasi dette con subdola presunzione di sapere che fine abbia fatto la giovane Pipitone. Ebbene, la novità inaspettata e resa nota, è fornita dal pubblico assiduo e volenteroso del programma: "Basta con il caso della povera Denise, andiamo avanti con altri casi e chiudiamo definitivamente, almeno per il momento, l'argomento". In poche parole il pubblico è stanco e ne ha ben donde, visto che il lungo tempo non ha prodotto grandissimi risultati: si sperava molto per il ritrovamento della ragazza ancora in vita e il corpo mai ritrovato, ha sempre stimolato la speranza che fosse viva da qualche parte. Ormai, si è fatto il possibile e la gente si è stufata, si è logorata e vorrebbe che fosse staccata la spina. Molte battute ironiche sono state twittate e naturalmente dimostrano come l'argomento sia saturo e rischia di arrivare anche...all'infinito. Poiché il programma tiene molto in considerazione il parere del pubblico affezionato e sempre pronto alla collaborazione effettiva, sicuramente non vorranno disattendere la loro richiesta quindi si porterà il caso Pipitone in...panchina, attendendo magari importanti novità. Qualcuno rimarrà deluso, ma questa decisone sarà importante per non portare alla lunga un interesse che lungo i 17 anni dalla sparizione, man mano è andato decrescendo per mancanza di nuovi e certi segnali. Spiace per Denise, ma...the show must go on!

 
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LA VERGOGNA VESTITA DA PRETE

Post n°4046 pubblicato il 23 Settembre 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Quando tutto l'aberrante male si concentra in una persona sola. Un prete, un prete come tanti, ha compiuto una serie  di reati a Prato, che nessuno oserebbe pensare, proprio per quell'abito talare che una volta indossato, dovrebbe "garantire" purezza di spirito e coscienza pulita per essere pastore di una chiesa cristiana. Rubava i soldi della questua, sottraeva soldi della chiesa, comprava e vendeva droga, organizzava festini e orge a volontà, aveva un compagno (anche suo complice) e per ultimo, taceva di essere  malato di AIDS e la sua sieropositività, nuoceva a coloro con i quali aveva rapporti. Vita allegra e balorda, vita fuori da ogni schema e ragione, non riusciva a controllarsi ed era una spietata macchina del male. Casi di preti e prelati immischiati in reati di tutti i generi ne abbiamo avuti e ne avremo ancora: specie la pedografia è ricorrente tra coloro che sono ministri della Chiesa. Costa dirlo, ma purtroppo, è per le loro porcate che molti si sono allontanati dalla Casa di Dio. Delusi, amareggiati e taluni "schifati" per questi signori fuori da ogni regola terrena e sacramentale, dobbiamo registrare sconfitte e perdite per l'immagine della Chiesa in terra. Daranno conto alla legge terrena e soprattutto, a quella Divina. Ricordiamo tuttavia che la Chiesa di Cristo, quella a cui noi credenti dobbiamo fare riferimento è lassù e nessuno la può tradire e/o stravolgere. Gli uomini possono sbagliare e lo si può capire, ma Don (sic) Francesco Spagnesi, non ha attenuanti e spero cominci col pagare tramite la giustizia degli uomini, quegli uomini che ha tradito colpevolmente e recidivamente. 

 
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FIRMI QUI...LI'...LA'...

Post n°4045 pubblicato il 22 Settembre 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

"Uffà, ancora un referendum? Per decidere cosa?  Se la lana caprina ha valore o meno?". Quante volte avremmo dovuto esercitare il nostro diritto per votare con un sì o con un no rispondendo a una domanda di interesse nazionale? Finora, dei tanti referendum proposti in Italia, solo un paio sono stati esaustivi: quello sul divorzio del 1974 e quello sull'aborto del 1981. Per gli altri, in taluni casi non è stato raggiunto il quorum e tanti altri sono stati snobbati a priori perché non ritenuti interessanti e coinvolgenti. Non vi stupisce perché il referendum sulla cannabis, ancora in fase di "raccolta firme", abbia superato le 500 mila firme in appena sette giorni? Oltre l'interesse per l'argomento, la particolarità e la novità, la firma digitale ha rivoluzionato il nostro decidere: andare presso un gazebo per garantire la nostra partecipazione, perdere tempo e aspettare il proprio turno, non sarà più necessario. Oggi ci si siede al PC e e via: in un paio di minuti si aderisce con la firma digitale. Quindi? E niente, abbiamo una autostrada davanti a noi, un percorso che con il tempo, permetterà non solo una "democrazia partecipativa", ma un affaristico movimento nazional popolare per la promozione di referendum a tutto gas, una manipolazione della cultura populista e forse, una depauperazione delle funzioni camerali. Già, a che servirebbero più Camera e Senato? La politica si farà in rete, si farà per strada e ognuno cercherà di trarre il miglior vantaggio da questa nuova apertura tecnologica già in atto. Intanto la raccolta delle firme per avviare un referendum non sarà più un "fastidio" e poi, sempre grazie alla firma digitale del cittadino, ogni legge, in mancanza di legislatori rappresentativi, la voteremo da casa. Questo sarà il mondo di...domani mattina!

 
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TRA JESSICA E DON PEPPINO

Post n°4044 pubblicato il 21 Settembre 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

E giunse al fin, il momento di Jessica Rabbit. Anche lei vittima del politicamente corretto, a Disneyland dove sono tutti presenti i personaggi disegnati per i cartoni animati, il #MeToo ha sollecitato la Disney a ritirare la classica immagine della Jessica che tutti conosciamo, per ridisegnarla e farne una detective privata con tanto di impermeabile. Quindi non più una vittima, ma una protagonista a tutti gli effetti. Un'altra testa cade, vittima  del politicamente corretto. E non finisce qui, molte altre teste cadranno, è solo questione di tempo, o meglio, diamo tempo a chi facendosi scudo delle battaglie che caratterizzano il nostro tempo, di aggrapparsi a qualcos'altro che non ritengono corretto.  Infatti, proprio in questi giorni da noi, è scoppiato un caso che sta facendo discutere non solo questi signori che cercano l'ago nel pagliaio, ma anche i politici. Perché? Ecco il motivo: 

 

 

A Parma, il Teatro Regio, ha presentato una locandina dove il maestro Giuseppe Verdi, viene mostrato con un abbigliamento pazzescamente transgender in occasione dell'opera  "Un ballo in Maschera". Alla faccia dei benpensanti e dei loggionisti bacchettoni incapaci di pensare alla legittimità di una immagine simile. Il Regio non si è posto il problema: "E' solo un omaggio al suo anticonformismo". La stessa immagine esposta in Germania, non ha scomposto nessuno e qui invece, ha smosso la politica e i leghisti in particolar modo: sapete come loro tengano al grande compositore, non fosse altro che per il suo "Va' Pensiero", praticamente il loro inno corrente. Beh, siamo agli eccessi: da una parte si corre a rimuovere l'immagine ormai familiare della Jessica Rabbit, non gradita a coloro che fanno del politicamente coretto il pane quotidiano e dall'altra, appioppare  al grande Giuseppe Verdi, un abbigliamento transgender per andare incontro al pubblico che seguirà alcune opere del Maestro liberamente, senza schemi pregiudiziali, con anticonformismo e slegati da ogni etichettatura preventiva. Il pubblico sarà giovane e quindi quale occasione migliore per porgere una visione di Verdi che resta appunto un grande compositore lirico e fuori da tanti schemi dell'epoca? Attecchirà la scelta degli organizzatori? Vedremo. 

 
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