Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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Messaggi di Febbraio 2022

NON NE AVEVAMO PROPRIO BISOGNO!

Post n°4199 pubblicato il 28 Febbraio 2022 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

 

Ecco appunto, per la serie "non facciamoci mancare niente", rientra in gioco Nostradamus con le sue quartine e per la prima volta, si parla di un veggente con il suo...mezzo litro di quello buono! Pertanto se alle proiezioni del vate sempre in mezzo ai problemi per ricordarci "ve l'avevo detto io tanti secoli fa", ora dovremmo abbracciare un contadino della regione tedesca Voralberg che nel 1922 "vide" e riferì i suoi catastrofici scenari. Un monaco benedettino, tale Ellerhorst, prese nota sotto dettatura di ciò che il buon'uomo riferiva e oggi, guarda un po', riscontriamo le sue "verità". Correva l'anno 1922 quando avvenne tutto ciò ed è il primo segno, ovvero, cento anni fa, belli tondi tondi! Scritti dal monaco amanuense e meticoloso, sono una decina di punti molto pertinenti associandoli ai fatti odierni.

- Il Cristo si ritira dinanzi all’avanzare della malvagità umana, lasciando l’umanità in balia di se stessa e del principe delle tenebre.

Corruzione generale, grande carestia, tanto da indurre a macinare le scorze degli alberi per farne farina; anche l’erba dei prati è usata come cibo.


- Rivolte politiche nelle quali molti vengono incarcerati e giustiziati. Fuga sui monti e affollamento intorno ai prestatori su pegno. La rovina giunge improvvisa dalla Russia: prima colpita è la Germania, poi la Francia, l’Italia e l’Inghilterra.

Mi fermerei qui, non cito gli altri punti e posso assicurarvi che sono pertinenti e/o molto vicini alla realtà quotidiana che stiamo vivendo non solo per l'invasione dell'Ucraina e con tutto ciò che sappiamo, ma anche la pandemia dalla quale stiamo lentamente e spero definitivamente uscendo, ha una sua citazione nelle scritture del benedettino. Non voglio spaventarvi oltre, Nostradamus lo fa da secoli e qualcosa nel lungo tempo l'ha azzeccata, ma siamo a considerare interpretazioni che si fanno a ruota libera puntando più che altro sul tornaconto personale di chi maneggia e riporta a modo suo. Quindi ci siamo beccati, ancora una volta il classico vecchio Nostradamus e il veggente contadino che non si è preso nemmeno la briga di scrivere le sue previsioni e le ha affidate a un benedettino. Non traete conclusioni, recepite ma sgombrate immediatamente il campo da ogni elaborazione: sono elementi discutibili e poco raccomandabili. Magari non è vero, ma noi...NON ci crediamo!

 

 
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VIOLENZA GIOVANILE

Post n°4198 pubblicato il 25 Febbraio 2022 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

 

A Milano, l'istituto penale per minorenni "Cesare Beccaria" ha fatto il pieno, ossia, è ai limiti della sua capienza. Vorrà dire pur qualcosa o no? Questi ultimi tempi, sollecitati anche dalla pandemia che non ha dato tregua a nessuno specie ai giovani, le bande di teppisti, nella maggior parte dei casi composte da minorenni, hanno cominciato nelle città italiane a frequentare i posti della movida. Milano è stata la città più colpita da questo fenomeno, ma anche altre città soffrono la presenza di queste bande che spadroneggiano laddove v'è più confusione e movimento. Preso sottogamba all'inizio, il fenomeno oggi preoccupa molto non solo le istituzioni, ma anche la gente per strada che spesso  rischia di essere coinvolta. Un aspetto sembra certo: sono gruppi eterogenei che non cercano di rubare o fare bottino, sono giovani che condizionati fortemente dalle circostanze, sono ormai indotti all'esternazione della loro supremazia dettata dall'unione, dalla forza che tutti insieme riescono a manifestare. Cercano la lite, cercano di provocare per esaltarsi e avere contati fisici con altri. L'attenta osservazione del fenomeno, ha portato a fissare alcuni punti essenziali: troppi minorenni tra loro, capi banda generalmente rapper di strada che con le loro menate e scimmiottando quelli che cantano quel genere per mestiere, plagiano, condizionano e fanno proseliti in nome di un movimento che prende spunto dalle storie che raccontano e dalle condizioni in cui vivono. Tutti provengano dall'hinterland delle grandi città, sono italiani e stranieri italiani di seconda e terza generazione. Fondamentalmente manca loro un dialogo e un rapporto con le famiglie. Se poi aggiungiamo i limiti della scuola, le mancanze ormai definite ed evidenti che la scuola manifesta, otteniamo il peggio che si possa avere in queste condizioni. Valori zero, rispetto ed educazione sottozero e libertà assoluta nella misura in cui le forze dell'ordine non sono in grado di contenere la loro malefica esuberanza. Ci vorrebbe un poliziotto ogni 20 metri, sono in tanti e tenerli sotto controllo non è facile. Perciò la facilità con cui si muovono, è deleteria e favorisce il ripetersi di alcuni assalti. In più, sta prendendo piede il possesso del territorio, ovvero, comandare in una zona, impossessarsene e scacciare anche con la violenza, chi osa imporre la propria presenza. Le ragazze sono attivissime, i coltelli girano che è un piacere e i danni e le ferite non si contano più. Quindi a volte, in rete e sui social si sfidano per menarsi, si danno appuntamenti con gruppi rivali per una rissa generale e vince chi rimane in piedi. Troppa libertà e credo che le istituzioni non abbiano ancora realizzato a fondo il problema. Mancano le forze dell'ordine? Allora si impieghino militari che con la loro presenza dovrebbero scoraggiare ogni atto violento, ogni provocazione. Alle bande basta una scusa: "Ti sei permesso guardare negli occhi la mia ragazza?". E giù botte a non finire al poveraccio che manco si è guardato attorno e si è beccato un cazzotto in pieno viso. Di garantisti ne abbiamo piene le tasche: occorrono punizioni esemplari, loro sanno bene come funzionano le leggi in Italia e una scazzottata val bene anche qualche giorno in gattabuia, tanto poi si esce in poco tempo. Più centri per associare i giovani, centri sportivi e ludici per tenerli a bada e insegnare loro come impiegare il tempo libero. Il disagio giovanile si può battere, ma se famiglia, scuola e società non sono in grado di mettere in campo le loro risorse e far fronte all'esuberanza delinquenziale di costoro, finirà che istituti come il "Cesare Beccaria", non saranno mai abbastanza.

 
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L'ORSO RUSSO HA FRETTA

Post n°4196 pubblicato il 24 Febbraio 2022 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

"Alea iacta est", quale consono e appropriato avvertimento avrebbe più effetto della frase latina? Il dado è tratto, non vi sono dubbi e Putin ha mosso le sue pedine. La foto è chiara: l'orso russo si è mosso per aggredire e no per fare esercitazioni del piffero. Il suo vantaggio? E' solo, comanda solo lui e si fa, nonostante i consiglieri e una parvenza di gestione non dittatoriale, quello che lui dice. L'occidente invece, come al solito si perde dietro la pletora di coloro che vogliono fare come dicono e le ciance si sprecano. ONU, NATO e amici dappertutto, non riescono a rispettare una sola linea comune. E' vero, gli interessi sono tanti e la quadra è difficile. Ora come andrà a finire? Mah...difficile pensare a soluzioni, siamo in un mare di merda, essa arriva al mento inferiore di tutti, basterà un attimo e salirà quanto basta alla bocca. Posso consigliarvi solo una cosa: "Bevete piano ragazzi!".

 
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ASSUMERE SENZA PENSIERI

Post n°4195 pubblicato il 23 Febbraio 2022 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

 

La ventisettenne Federica Granai, aveva perso il lavoro e subito dopo, si attivò per cercarsi un'altra occupazione. La donna, finalmente e dopo i primi contatti con una Azienda Toscana di telecomunicazioni e servizi informatici, superò cinque prove attitudinali e nel colloquio finale, quello decisivo, ebbe conferma del posto: la sua preparazione e il suo impegno, alla fine pagarono rendendola felice e serena. Purtroppo, al momento di sottoscrivere il contratto tanto sospirato, la Federica scoprì di essere incinta. Beh, aveva due possibilità: tacere e procedere con l'assunzione, oppure riferire del suo stato interessante e comportarsi quindi lealmente con il titolare della azienda. Troppo precisa e sincera per non comunicare la verità e appena saputo del suo stato, il titolare sorridendo le  disse: "Dov'è il problema? La assumo!". Quindi la Granai iniziò a lavorare,  dimostrò da subito le sue doti e quando giunse il momento, andò in maternità. Nacque un bel maschietto e proprio in questi giorni, la Federica ha ripreso a lavorare e promette molto bene. Una bella storia vero? Ma la domanda che vorrei porre è un'altra: "Perché mai questa dovrebbe essere una storia bella e piuttosto rara, quando invece, dovrebbe essere la...normalità?".  Perché in questo paese le donne dovrebbero pensare alla maternità preoccupandosi della perdita del lavoro? Quanti imprenditori o proprietari di aziende non pongono problemi alla gravidanza delle loro dipendenti? Parliamo tanto del problema sociale delle nascite, pensiamo alla alienazione impellente delle donne dinanzi a una scelta importantissima: lavorare o famiglia e figli? Questo è il grande cruccio del paese, donne con la necessità di lavorare senza dover rinunciare a mettere su famiglia e figli. Il caso raccontato dimostra che vi sono persone disinibite e pronte a non avere pregiudizi su questo tema. Facciano così tutti gli imprenditori, darebbero una mano alle donne e alle nascite. In un paese civile, questo accade generalmente.

 
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VENTI DI GUERRA O REFOLI DI DIPLOMAZIA?

Post n°4194 pubblicato il 22 Febbraio 2022 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 



Basterebbe osservare la postura dei due: uno, quello a sinistra, siede correttamente con aplomb e rispettoso del contesto; l'altro invece, siede come gli conviene perché è la posizione classica per dire: "Beh...allora deciditi cosa vogliamo fare?". Eppure la stanza è indicata per conversazioni, relazioni e scambi importanti e decisivi. La diplomazia, è un'arte fondamentale nei confronti che servono per decidere e impostare quelle regole che poi dovranno essere rispettate. Sembra che dopo la foto di rito, Putin estrarrà una pistola e con nonchalance  la poggerà sul tavolino. E Biden? Biden fa il presidente, una figura retorica e unica riconosciuta da tutte le diplomazie del mondo. Un cliché che ormai sembra superato nella storia moderna. Ma a noi comuni mortali non interessa se siano composti quando seduti, e se l'uno tira fuori una pistola per far intendere la sua posizione preminente e l'altro un mitra ben celato alle sue spalle: oggi conta l'aria che tira e noi vorremmo tanto capire se sono venti di guerra o solo refoli di diplomazia. Siamo coinvolti più di loro eppure sono loro che decidono le sorti del pianeta. Noi siamo le potenziali vittime ma dentro, nell'anima e nel cuore, speriamo che il viso venga solleticato da un venticello piacevole e propedeutico, destinato a farci intendere che la diplomazia è il miglior modo per fare la pace e no la guerra.

 
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