Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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E MO' CHI GLIELO DICE AI GENITORI?

Post n°3684 pubblicato il 26 Settembre 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Si chiama Sylvain Helaine, ha 35 anni ed è, manco a dirlo, l'uomo più tatuato della Francia. Non sarebbe scandaloso e non dovrebbe preoccupare nessuno, ma Sylvain ha un problema, o meglio ha un lavoro: insegna in una scuola dell'infanzia. Preparato e all'altezza del suo compito, l'uomo ha incontrato difficoltà con i piccini, più che altro incuriositi dal suo volto dipinto, ma sono stati i genitori a chiederne l'allontanamento perché spaventerebbe i bambini. Probabilmente avranno avuto anche ragione e il provveditore ha cercato di destinarlo a scuole elementari o medie per evitare problemi. Lui non ha battuto ciglio, ha compreso le ragioni dell'allontanamento ma non le ha condivise: "Non sono un provocatore, cerco di fare il mio lavoro e molto spesso colgo l'occasione per discutere con i ragazzi affinché non vi siano pregiudizi e vi sia rispetto per le diversità". In effetti, mai nessuno dei suoi alunni lo ha definito mostro, anzi, hanno trovato il modo per porgergli domande e soddisfare la loro curiosità per un "aspetto" che non è comune o ricorrente. Orbene, il nostro Sylvain comprende benissimo il suo stato precario, spesso i genitori intervengono, le idee in proposito sono diverse, l'accettazione a priori del suo aspetto e le argomentazioni, le spiegazioni e le sue scelte, sono da molti accettate senza porre pregiudizi in merito. In verità, anch'io non nutro pregiudizi ma cerco di capire anche i genitori: posso accettare i tatuaggi, mio figlio a mia insaputa se ne fece uno piccolissimo durante il servizio militare nelle vicinanze dell'inguine (vi giuro non è la farfallina di Belen) e in fondo non è visibile nemmeno in spiaggia. Tuttavia, ma è il mio parere personalissimo, non mi piacciono troppo i tatuaggi disseminati sul corpo a coprire buona parte della pelle. E' un problema estetico, c'è un moto istintivo di disapprovazione che nasce solo nel vederli (uomini e donne) così conciati. Se il nostro Helaine facesse un altro mestiere, un lavoro come ve ne sono tanti e che non imporrebbe contatti diretti con bambini o ragazzi delle elementari, non vedrei nessun problema, ma il contatto giornaliero, la vicinanza con loro, potrebbe alienare i ragazzi? Ovvero, si potrebbe pensare al "dispiacere" di una faccia così conciata? Ecco, vi pongo il problemino e mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista. Certo è giusto accettare i diversi, non avere pregiudizi verso i diversi, ma non credo che questo sia un caso utile: la diversità in questo caso, consiste nella scelta di Sylvain che all'età di 27 anni decise di coprire tutto il corpo con fiori, segni tribali e altro ancora, pare anche che nel prossimo futuro passerà a colorare in modo policromo tutto ciò che "abbia" addosso. Attirerà di più i bambini? Li spaventerà a morte? Mah.....a volte la diversità assume aspetti decisamente invadenti e poco utili. Sei un maestro kakkio, perché tanto spazio all'inutilità? Respect....o no?

 
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DALLA PRIMA LETTERA DI MONELLACCIO AI GALA(N)TI

Post n°3683 pubblicato il 25 Settembre 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

"Fratelli carissimi, saldi nella fede e immersi nella convinzione che il nostro Monsignor abbia lasciato a perenne e indelebile insegnamento il suo libro sacro, procuriamoci di divulgare la parola: i tempi mutano e le buone abitudini sono destinate a disperdersi nei rivoli di questa  società irrequieta e nei meandri del villaggio globale. Facciamo il possibile perché i pagani, sempre più  virtuali e sempre meno virtuosi, recepiscano la parola del nostro Monsignor Giovanni: essa non fu scritta a caso, aveva il suo fine e i primi discepoli  erano coscienti della missione loro affidata. Fratelli non stanchiamoci mai di divulgare il nostro Galateo, diffondiamo comunque il nostro verbo: saremo fronteggiati dal disprezzo, saremo irrisi, saremo criticati e condannati, ma la nostra fede è salda, la nostra speranza deve essere viva e lucida: saremo forse l'ultimo baluardo a difesa della nostra professione di fede, ma comportiamoci in modo che l'ultimo strenuo difensore di galanteria ed educazione, possa allietarsi nel vedere che c'è ancora un fratello pronto a divulgare  i comandamenti  che il nostro Monsignor Della Casa ci ha lasciato ad imperitura memoria". Buona educazione e galanteria vanno sottobraccio, sono imprescindibili: una è necessaria, l'altra è facoltativa, ovvero, dell'educazione non possiamo e non dobbiamo farne a meno. La galanteria, invece, è una forma di educazione mirata  e  precipua, a totale carico dei maschietti e destinata alla donne che non la disdegnano. Certo, se la galanteria è stucchevole, ruffiana, reiterata con esagerazione, passa per irritante e repulsiva, scostante e deplorevole. La galanteria va dispensata a  piccole dosi con naturalezza e classe, la donna deve essere conscia dell'attenzione a lei rivolta, nessun atteggiamento da Ganimede  o cicisbeo parruccone,  ma attenzioni e semplici riguardi molto graditi. Ecco, i giovanissimi con il linguaggio, la gestualità, i modelli,  i comportamenti e le manifestazioni generazionali, sono avulsi (non a priori) da questi valori. Noto purtroppo che uomini dai quarantanni in su, più deputati e più coinvolti dalle elementari regole della galanteria e dell'educazione, sono ormai distratti e poco attenti: ditemi, con estrema sincerità, quanti uomini conoscete che si impegnano, quando sono in vostra compagnia, ad aprirvi lo sportello della macchina o una qualsiasi porta? A salutarvi con un delicato baciamano? A porgervi fiori con garbo e distinzione? Ad aiutarvi per indossare o togliervi un soprabito?  A precedervi se entrate per la prima volta in un locale pubblico e/o a seguirvi  se entrate in un luogo pubblico che siete soliti frequentare? Ne parlo con la consapevolezza dei fischi e delle pernacchie che mi giungeranno, non mi cruccio, so di essere fuori dal mondo. Spesso sorge confusione tra galenteria e educazione: è solo frutto delle battglie femministe che ritengono la galanteria in particolare, piuttosto offensiva, come se l'uomo volesse difendere la donna debole e incapace di badare a se stessa. Sono solo leggende metropolitiane, la galanteria non tende alla protezione della donna, ma alla sua esaltazione sociale: ossequio e rispetto per lei. E di contro, il maschio galante non teme di passare per un succube, al guinzaglio della donna e quindi suo schiavo.  Solo chi odia le donne può pensare ad un maschio sottomesso e dipendente. Epperò, sono convinto di quel che sostengo: non ci bada più nessuno, tutti di corsa e presi da ben altre priorità. Magari qualcuno pensa che certi valori siano solo privilegio di una certa borghesia; in realtà, educazione e galanteria, non hanno ceto, censo e casta: sono appannaggio di tutti!  

 

 
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"THE SOCIAL DILEMMA" E GLI SPROVVEDUTI DELLA RETE

Post n°3682 pubblicato il 24 Settembre 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Recito, quando ne ho occasione, un aforisma che attiene moltissimo con il tempo digitale e tecnologico che viviamo: "Per quanti progressi facciano scienza e tecnologia, l'intelligenza artificiale non batterà mai la stupidità naturale". Ho sempre pensato ai grandi progressi avvenuti in questi ultimi anni e spesso, ho riflettuto su quanto avrebbe potuto procurarci questo incalzante ritmo di nuove prospettive che aumentano in maniera esponenziale, arricchendo (sic) la nostra vita sociale. Non possiamo prenderci in giro e negare che siamo tutti abbagliati dall'incedere pressante dei social e delle loro prospettive. Ne facciamo ampio uso e siamo a relazionarci con la rete e le sue "sirene" che cantano meglio di quelle che vollero fregare il buon Ulisse. In definitiva, non abbiamo voglia di chiamarci fuori da questo tempio virtuale e appiccicaticcio, ci trattiene, ci facciamo coinvolgere e ognuno si esalta frequentando i social preferiti. Orbene e a proposito dell'aforisma citato, desidero parlarvi di un documentario girato da Jeff Orlowski "Social Dilemma". Proposto su Netflix ha fatto il giro della rete in breve tempo perché molto interessante. Premetto che a tale lavoro hanno partecipato molti signori che hanno "inventato" i social e altri che dei social sono molto esperti. Con le loro dichiarazioni e l'esposizione dei loro punti di vista, ci hanno riferito una semplice verità che già conoscevamo poiché da tempo siamo stati direttamente o per vie traverse, informati ed edotti: siamo prede, prigionieri di algoritmi inevitabili, su cui c'è chi ci campa alla grande. Niente di nuovo sotto il sole: tutto ciò che diciamo, scriviamo, commentiamo e riportiamo durante le nostre frequentazioni, sono catturate da algoritmi perché diventino buoni e fondamentali ragioni per conoscere i nostri gusti, le nostre preferenze, le nostre idee e tutto ciò che riguardi le nostre personalità che scaturiscono dalle opportune  elaborazioni. La tecnologia serve anche a questo e noi che prestiamo volentieri il fianco a quest'arma piuttosto ferale, sappiamo che  in fondo non ci procura danni e fastidi. In realtà e magari, questo sarebbe quanto vollero farci credere fino a qualche anno fa, ma ora siamo oltre quella meta, superata abbondantemente dalla galoppante tecnologia e dal quel maledetto algoritmo che col passare del tempo pare il nome di un'arma letale. Quindi non è più il mercato che vuol entrare e conoscere i nostri gusti per proporci quello che preferiamo; ora siamo oltre, siamo alla conoscenza dei nostri pensieri scritti, dei nostri argomenti espressi, dei commenti,  delle repliche, delle idee che circolano, ovvero, tutto ciò che viene riportato sui social, è a rischio e lo sarà sempre più fino a quando saremo sempre più connessi. Siamo a subire condizionamenti impensabili, lavorano per "acconciare" le nostre posizioni e con le "risposte regolate ad arte" manipolano i nostri orientamenti e le nostre posizioni intellettive. Non siamo alla fantascienza ma ci stiamo arrivando, un panorama apocalittico che un domani molto vicino, sarà pane quotidiano per chi scorre la rete e per chi bazzica i social. Fino a ieri si poteva parlare di etica e limiti, ovvero, un tacito rispetto della privacy; oggi cominciamo a temere stando a quello che gli esperti dicono, un problema che va oltre ogni etica e supera tutti i limiti. Ma la domanda è una sola: La nostra coscienza...è in pericolo?".

 
 
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FICTION E REALITY VANNO A BRACCETTO

Post n°3681 pubblicato il 23 Settembre 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Se la Barbarella becca con il suo serale domenicale, meno di due milioni di spettatori, se Signorini lunedì (favorito dai programmi  sulle elezioni) si inorgoglisce con 3 milioni di spettatori, significa che c'è gente che si accontenta ancora del "veramente falso" e dei giochetti che autori e redazioni dei programmi, organizzano in seno ai programmi. Ma qualcuno almeno, si sta accorgendo dei mutamenti della nostra tv nazional popolare? Fondamentalmente v'erano due format che segnavano i perni delle produzioni: le fiction e i reality. Due proposte su cui Mediaset punta poste grossissime perché sono quelle che hanno dato lustro e soldoni alla potenza mediatica. Si distinguevano per gli indirizzi a cui riferirsi: le fiction erano strutturate per raggiungere un pubblico adulto e casalingo, voglioso di seguire anche se sono sempre storie "finte", ma attraenti per la loro compattezza e la loro possibile veridicità. Insomma fiction che si lasciavano seguire come sicuramente molti di voi ricorderanno con piacere. I reality da almeno vent'anni in onda sempre sul canale 5, sono mutati e se all'inizio tutti li abbiamo seguiti per mera curiosità, dopo due/tre puntate erano già vecchia solfa, inutili e fotocopiati. Orbene, la Rai ha puntato molto sulle fiction di qualità e non a caso, la stagione che si è appena aperta in tv, riproporrà i seguiti di molte fiction che hanno ottenuto ottimi ascolti e il pubblico gradirà i seguiti già annunciati. Cosa sia accaduto negli ultimi anni è risaputo: le fiction di Mediaset hanno perso gli ascolti: poco interessanti e produzioni caserecce di scarso rendimento, mentre i "Don Matteo", "Che Dio ci aiuti", "L'Allieva" e via dicendo, hanno rafforzato il loro share e si spera che anche quest'anno con le altre nuove produzioni, tengano salde le prime posizioni del serale. Canale 5 invece è partita con la solita minestra, ma gli autori, ben sapendo come in breve tempo siano cambiati gusti e domande del pubblico, hanno pensato bene di inquinare i reality rubando alle fiction. Ossia, trasportare nei reality quel senso di realtà e verità che è la connotazione principe della buona "finzione". Ecco quindi che Signorini dall'alto della sua prosopopea, vanta un inizio alquanto strano: la Flavia Vento appena entrata, molla ed esce dal GFV perché possiede un "canile" in casa e soffre senza le sue bestie, Zorzi prende il covid (?) ma non si sa esattamente cosa sia, quindi entra e esce dalla casa, Leali da di matto e fa il fascista offendendo i "negri" e osannando Mussolini e si...becca l'espulsione; la contessa De Blank meglio che non vi racconti e colpi di scena come la Gregoraci in casa, sono ormai punti di destabilizzazione che sembrano veri, ma sono solo fiction, gente pagata per fare "particine" e passare per realtà che non esiste. Pensateci bene: non possono essere vere tutte le storie a cui assistiamo nei reality e nei programmi della D'Urso. Basta seguire e ci si arriva usando il cervello oltre che lo sguardo: donne a profusione, donne che "kikakkiosono", si lanciano stracci sporchi comunque e dovunque. Anche la nota coscia lunga Parietti, ormai è al capolinea e accontentarsi di questa tv credo sia da persone in cerca del nulla e...basta! Raga', se prima ci voleva coraggio, poco interesse e molti sguardi lascivi, ora manco quelli bastano; Mediaset ha imposto alla Barbarella di fare almeno un 12% di share la domenica sera, altrimenti le cose si metteranno male. Insomma, seguire quella tv gratis e senza obblighi, significa solo far fare soldi ai Berlusconi e il piacere, il gusto, non ho capito dove sia. Regolatevi, fate come vi pare e sappiate che anche la RAI non se la passa proprio bene, visto che la Mussolini partecipa a "Ballando con le stelle", ma in realtà sta lì per fare battibecchi con la Selvaggia Lucarelli. Se così non fosse....che noia, che barba. La tv non va più bene oggi e vincerà chi saprà cambiare subito registro e rifondarla con novità e belle proposte. C'è muffa dappertutto e occorre una ventata di  aria nuova. 

 
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QUANDO MI TOCCA LA CORVEE E' UN DRAMMA!

Post n°3680 pubblicato il 22 Settembre 2020 da monellaccio19
 
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Sono rientrato domenica sera da Milano e speravo ieri mattina, di essere presente come al solito nel blog. Invece, mentre ero seduto alla scrivania pronto a scrivere: "Chiappe flaccide, che dici se ti proponessi una sortita per andare al centro commerciale? Il frigo piange, lo abbiamo lasciato senza rifornimenti per una dozzina di giorni, sarebbe il caso, o no?". Azz! Una proposta indecente che mi aspettavo:  "Giuggiolina, perché no, dimmi quando e...si va!". Mai bugia fu così sgamata all'istante: "Menti sapendo di...mentina, pinocchietto dal naso freddo, non verresti nemmeno morto e.....". "Mi spiace amo'...", la interrompo prima che parta l'orazione funebre: ".....tu mi fraintendi, perché non dovrei venire, è un momento particolare: compere, spesa, è sufficiente abbastanza per muoversi insieme, quindi...Perplessa e pensierosa, mi fissa e: "Vabbè, facciamola finita, dove è il trucco?". Comincio a ridere e accarezzandole il volto le sussurro: "Nessun trucco, fagiolino amoroso, ho piacere, è un'incombenza dovuta e non mi sottraggo!". Non si convince del tutto e azzarda: "D'accordo mr. Loffio, che dici, andiamo subito a votare e per le 10,00 ci muoviamo verso l'iper, così torniamo presto e potrai rimetterti al PC?", “OK...cara...”.Replico incazzato ...dentro!", "Sono contenta, vedrai che ci sbrighiamo presto e torniamo a casa per le 12,00". Che profezia ragazzi, che previsione! Siamo tornati a casa alle 13,30 e il colore dell'incazzatura era cambiato: dal nero era passato al nero pece...liquirizia!  Come al solito abbiamo proceduto nell'iper, io con il carrello e lei a osservare, commentare e scegliere chiedendo il mio parere e, a prescindere da quale fosse, riponeva nel carrello. Tra l'altro, quando siamo in posti grandissimi e affollatissimi, ci perdiamo sempre: lei segue il suo itinerario basato su ciò che è scritto sulla nota, mentre io, con il carrello seguo sempre le gnocche. Tanto è vero che per ricongiungerci, dobbiamo telefonarci...addosso: "La smetti di fare il cretino?....Prego signora, passi pure...oh, grazie che cortese...ma prego signora le pare...fai il cascamorto con tutte...perché non lo fai anche con le racchie o le signore accompagnate dai mariti?". Sorrido beffardo: "Perché non vogliono, non possono rispondere, si vergognano....e poi le racchie? Ma dove esistono più le racchie?  A parte te....non ne vedo in giro!!!!!". Ho dovuto sgommare con il carrello: una partenza a razzo con una prima ingranata velocemente, acceleratore a tavoletta e la frizione lasciata lentamente. Mi ha inseguito per tutto l'ipermercato mentre io gridavo: "Fermatela è pazza....è pazza....innamorata pazza...di me! 

 
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