Tra le tante attività di un pienissimo weekend appena concluso, sono finalmente riuscita ad andare al cinema a vedere "Il grande Gatsby" film tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald.Premesso che non ho mai letto il libro, il film mi è piaciuto parecchio...tranne la fine!Ora, dato che il film è ancora nelle sale, non mi sembra il caso di fare come quei guastafeste che mentre stai per vedere un film se ne escono con un "aaahh, si, questo l'avevo già visto: è la storia di uno che fa questo e quest'altro e finisce..." finisce a mazzate se non taci, è l'unica risposta possibile in quei casi! :)Di fatto, dopo appena due ore e mezza, usciamo dal cinema e non riuscendomene a fare una ragione, inizio una delle mie polemiche sul fatto che però potevano pensare ad una fine migliore, che così lascia proprio l'amaro in bocca, che almeno una tantum non si potrebbe fare uno di quei bei finali alla "e vissero per sempre felici e contenti"?! in fondo si va al cinema proprio per divertirsi e svagarsi, mica per uscire con il magone, per quello ci pensa la vita (mi han detto così)!Uno degli amici mi risponde gelido che se volevo una favola, nella sala vicina davano giusto un cartone animato, che il vissero felici e contenti è un'utopia anche per i romanzi, figuriamoci nella vita...e il messaggio che passava in sottofondo, manco molto velatamente era un "ma quand'è che ti deciderai a crescere"?! MAI che domande! Perché crescendo si diventa cinici, si perde la voglia di sognare, di giocare, di prendere la vita con un pizzico di leggerezza...per quale motivo dovrebbe piacermi?!Si sta decisamente meglio sulla mia nuvoletta rosa a sognare un lieto fine per tutti. "E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia...e una bella mattina... Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato." Al pari del Sig. Gatsby non mi va proprio di perdere la capacità di meravigliarmi ancora, e ancora, e ancora, anche se il finale non potrà essere decisamente da fiaba. Una gran bella scoperta è stata la colonna sonora, capeggiata da Lana Del Rey con questa spettacolare canzone:
http://youtu.be/oBJY3Extw1I