Rime in Prosa vol.1

Il Cavaliere Cieco


C'era una volta, un cavaliere di nome Artanis, uno dei più valorosi e validi combattenti mai vissuti nella Contea. La sua armatura luccicante e la sua spada affilata lo rendevano il beniamino del popolo, che non esitava a chiamarlo in caso di estremo bisogno. Egli vagava di città in città, alla ricerca di chissà cosa. Un giorno, s'imbattè in una giovane pulzella, la quale era in pericolo di vita. Artanis non esitò a difenderla, sconfiggendo in un batter d'occhio quattro briganti che volevano abusare di lei. La pulzella era in realtà una Principessa, il suo nome era Delizia. Ella offrì ad Artanis la propria ospitalità incondizionata. Il Cavaliere accettò, e si trasferì per un pò nel Castello di Delizia. L'amore sbocciò tra i due e Delizia chiese ad Artanis di vivere con lei per sempre. Spiazzato, o forse sopraffatto da un sentimento più grande di lui, il Cavaliere accettò, vivendo, per gli inizi, nella stanza accanto a quella della Principessa. Le cose andarono stupendamente per il primo mese, durante il quale Artanis smise di andare a cavallo e di allenarsi con la spada. Dopo un mese però, Delizia fece spostare l'abitazione di Artanis nell'ultima stanza della torre più alta. Decisamente offeso per l'accaduto, Artanis entrò nella stanza della Principessa, deciso a non uscire finchè non avrebbe avuto spiegazioni. Dopo due giorni, il Cavaliere cedette alla stanchezza, abbandonandosi ad un sonno profondo. Delizia ne approfittò e, mentre Artanis dormiva, lo fece accecare dalle sue guardie perchè lei era troppo codarda per farlo con le proprie mani. Subito dopo, Artanis fu rinchiuso nella propria stanza all'ultimo piano della torre più alta, dove visse per altri venti giorni. Dopo venti giorni, il mago di corte, di nome Realtà, s'intenerì e, con un sortilegio, ridiede la vista al povero Cavaliere. Artanis non perse tempo: si travestì da paggio e cercò di scoprire cosa fosse successo. Di soppiatto, riuscì ad avvicinarsi alla stanza della Principessa, ed origliò alla porta. Scoprì ciò che non avrebbe mai voluto scoprire. La Principessa in realtà non si chiamava Delizia, ma il suo vero nome era Vipera. Ella era promessa a un Principe già da un mese, e circa due settimane prima si erano sposati, senza che nè Artanis e nè il Principe sapessero niente l'uno dell'altro. Artanis, in preda all'ira, irruppe nella stanza. Vipera pareva sapere della sua presenza e non si mosse, il Principe lo guardava in silenzio. Il Cavaliere chiese spiegazioni, ma Vipera sostenne che tra loro due non c'era mai stato nulla, additandolo come pazzo, il Principe continuava a guardarlo in silenzio, ma con un piccolo ghigno sul volto. Vipera aveva vinto...forse. Distrutto e spogliato di ogni suo bene, Artanis fu cacciato dal palazzo e ridicolizzato di fronte alla corte. Se ne andò a piedi sul ponte levatoio. Il suo destriero fu venduto per permettere alla Principessa di comprare il vestito per il matrimonio. La sua spada giaceva arrugginita nei sotterranei del castello, tra cianfrusaglie e chincaglierie varie. La sua armatura, un tempo lucente e risplendente, fu gettata via, e ora giaceva opaca e sporca nella secca di un fiume. Arrivato alla fine del ponte, Artanis si voltò verso Vipera che lo osservava dalla finestra della propria stanza, deridendolo ancora, la guardò dritto negli occhi e, con un sottile sorriso, le disse: "Milady, voi avete avuto la chiave del mio cuore e ne avete approfittato per fare di me ciò che avete voluto. Mai nessun'altra dama mi ha fatto tanto male quanto avete fatto voi, ma rendo atto che ciò è accaduto per mia colpa, a causa della cecità che si chiama Amore. Per questo, Principessa, io rivolgo a voi il mio ultimo e sentitissimo augurio. Vi auguro di dover vagare in eterno per cercare la felicità e, una volta arrivata alla fine dei vostri giorni, scoprire che la felicità è sempre stata nell'unico posto dove non avete cercato, nel posto che mai avreste pensato potesse rendervi felice ma, essendo alla fine della vostra esistenza, sarà troppo tardi per raggiungerlo e potrete utilizzare i vostri ultimi respiri soltanto per pentirvi di ciò che avete fatto. Io vi porterò rancore in eterno. Addio Fata del Male." E, così dicendo, Artanis, il valoroso Paladino, si allontanò a testa alta, riprendendo a vagare, apparentemente senza meta, per la Contea. Ci sarebbe voluto del tempo, ma il Cavaliere, dall'alto della propria esperienza, sarebbe stato in grado di riprendersi e tornare quello che era. Il mago Realtà, decise di seguirlo, diventando suo scudiero, e i due non si separarono più per molto molto tempo.